Il “Ventennio” e le opere pubbliche in Sicilia

da | 10 Feb 22

Letture. “1937 Opere pubbliche in Sicilia”, di Attilio Albergoni.  Arti Grafiche Palermitane.

Un periodo storico cruciale quello preso in esame dall’autore che documenta una reale situazione, con una precisione di dati ed informazioni, a seguito di precise ricerche. Un testo particolarmente allettante per gli studiosi, gli storici e non solo, e che risulta di agevole lettura, anche per i non “addetti ai lavori”, per il suo spirito divulgativo, pur nel rispetto della fedeltà storica.

Si tratta una storia, quella di Palermo e di altri centri dell’Isola, ricostruita in una cronologia di avvenimenti che occupano molte pagine del libro che fanno immergere il lettore in ciò che stava accadendo in quel periodo, i principali eventi come la Targa Florio e l’apertura di alcuni monumenti significativi.

Un’analisi precisa, puntuale e dettagliata fatta da un studioso ed un ricercatore appassionato che nel riportare dati e notizie, si astiene da qualsivoglia giudizio di carattere storico e politico che si possa dare sul “Ventennio” con una semplice rappresentazione di un anno e di un periodo.

A partire dall’introduzione, non si esprime alcun giudizio personale da parte dell’autore che si manifesta come un asettico storico che valuta ed espone non sulla base del sentito dire ma sulla scorta dei risultati dei suoi studi. La indagine di Albergoni è di carattere storico e ogni sua pagina comprova questa visione, che oltretutto proviene dalla sua diretta esperienza lavorativa al l’Archivio Storico del Comune di Palermo; ed il libro, come in generale tutta la produzione dell’autore, costituisce un contributo notevole di accrescimento alla conoscenza della città.

L’autore si fa preciso scrupolo di non entrare assolutamente nel merito di personali valutazioni di giudizio. Questo periodo, che va dal 1937 al 1947, ha suscitato particolare interesse nell’autore, in quanto non solo per la città ma per tutto il Paese, è stato un decennio molto importante, in quanto è cambiato completamente il volto della Nazione, oltre che dell’Europa e del mondo.

Il 1937, in particolare, è stato un anno rilevante,  in quanto alle soglie dello scoppio del secondo conflitto mondiale, dopo la proclamazione dell’Impero, è quello in cui si ebbero le “Grandi Manovre” nella zona di Castelvetrano, in provincia di Trapani. Ma fu di rilievo in quell’anno l’evento dell’arrivo a Palermo del Duce del Fascismo che giunse prima a Messina per poi fare tutto il giro della Sicilia per presenziare all’ inaugurazione di una serie di opere pubbliche di cui rimane a tutt’oggi nutrita testimonianza. Tappe di questo viaggio furono Catania, Siracusa, Enna, Pergusa, Caltanissetta, Gela, Sciacca, Agrigento, Trapani e infine Palermo per procedere ad inaugurazioni di opere pubbliche che testimoniano l’impegno del Governo e del Provveditorato ai Lavori Pubblici.

A Palermo, tra i tanti edifici, non può non menzionarsi il Palazzo delle Poste in via Roma che invero venne inaugurato prima, nel 1934 e che si vede magnificare, specie nei suoi splendidi interni e con le meravigliose opere “futuriste” di Benedetta Cappa Marinetti esposte al MOMA di New York e che costituisce una testimonianza storica di quel periodo, insieme alla Caserma dei Vigili del Fuoco e alla Casa del mutilato.

Si ricorda ancora l’ingresso monumentale della via Roma che venne inaugurato proprio in occasione della visita del Duce e Palazzo del Banco di Sicilia, anch’esso inaugurato nel 1937.

Si ebbe l’inaugurazione di molti monumenti pubblici e opere pubbliche importanti come dighe, acquedotti, aeroporti…etc. Sono numerosissime le opere che Mussolini inaugurò in quell’occasione e che alla data odierna sono ancora oggi in gran numero operative.

La parte più nutrita dell’interessante volume è dedicata ai momenti preparatori alla visita del Duce, con la stampa di manifesti, e decorazioni sovente fittizie quali quelle presso la Stazione, poiché i lavori non erano stati completati. Si ebbe una vera e propria mobilitazione, nell’intento di fare apparire la città al meglio, di cui rimane documentata all’Archivio comunale ampia quantità di materiale. Tra queste carte vi è l’elenco delle spese sostenute in quell’occasione dal Podestà, e di tutte le ditte che concorsero per la diffusione radiofonica dell’evento, per tutti i discorsi e gli interventi. Vi è la descrizione particolareggiata di tutti gli abbellimenti, quali i tappeti, i fiori come pure le auto di lusso messe a disposizione.

Un grande fermento di risorse umane e materiali, dovuto all’eccezionalità dell’evento; era inusuale l’arrivo del Duce anche se non era stata l’unica volta. Mussolini in Sicilia venne solamente due volte, nel 1924 e nel 1937 e lo si voleva ricevere in pompa magna, per fare apparire la città all’altezza della situazione.

Dalla disamina dei documenti d’epoca emergono delle realtà di fatto diversamente ed erroneamente raccontate. Tutto questo a prescindere dalla aberrazione di tutto quello che è successo durante il Fascismo, in primis le infauste leggi razziali del 1938 e le errate scelte politiche e militari che condussero a migliaia di morti nelle varie campagne militari, ma non si può negare come sia rimasto un patrimonio architettonico ed artistico di tutto rilievo. Si pensi ad autori di livello poi coinvolti in questa sorte di “damnatio memoriae”.

Una grande valenza artistica non può non riconoscersi, secondo l una“vastissima produzione che oggi si trova disseminata in tutta Italia, sia all’aperto che dentro case private e uffici pubblici. Una sorta di grande museo dell’arte futurista. Ricordiamo tra gli altri: Marinetti, Balla, Mazzoni, Nervi, Boccioni, Sironi, Rizzo, Guttuso…”

La Targa Florio fu un avvenimento che in quegli anni coinvolse direttamente la città di Palermo in quanto per tre anni, dal 1937 al 1939, si svolse nel Parco della Favorita, dove fu predisposto un circuito particolare. Ma fu anche il primo anno in cui fu tenuta la cronoscalata di Monte Pellegrino con partenza sempre da piazza Generale Cascino.

Un libro scritto da un punto di vista storico che lascia al lettore la possibilità di trarre le sue conclusioni e di fare le sue considerazioni. Ogni città, e forse nessuna altra come Palermo, raccoglie elementi che fanno parte della sua storia e delle sue stratificazioni culturali, che vanno conservate e tutelate a perpetua testimonianza al di fuori di ogni giudizio che prescinda dall’elemento artistico.

Il messaggio che vuole trasmettere questo libro, con una elegante veste grafica e con una ricca documentazione fotografica, rimane unicamente quello di fare conoscere appieno un periodo storico, in tutte le sue pieghe e nei suoi risvolti, per avere una conoscenza ampia, che aiuta non poco a conoscere al meglio il presente.

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