Il suo “palco” sono i palazzi, le ville, i musei e i vicoli di Palermo

|




Barbara Mazzola non è un’attrice, ma una guida turistica che ama raccontare qualsiasi luogo in un modo molto originale

Barbara Mazzola in uno dei suoi tanti personaggi

Lei è Barbara Mazzola, la incontriamo a Bagheria, a Villa Palagonia, nascosta dietro ad una maschera bianca mentre recita e fa da guida. Barbara improvvisa diversi personaggi, veri ed immaginari, affascinando con le sue storie quanti visitano la villa. Storie che fanno sognare, riflettere e pensare, e ci portano nella notte dei tempi.

Che cosa si nasconde dietro il tuo modo di recitare?

Studio a fondo il personaggio, il suo essere, la sua storia, gli aneddoti legati alla sua vicenda e liberamente ispirandomi al metodo di Stanislavskij, cerco di mettermi nei suoi panni, dandogli voce nel miglior modo possibile, cercando di farlo rivivere e mostrando le cose dal suo punto di vista.

Come nasce tutto questo

Nell’agosto del 2013, periodo in cui lavoravo allo Steri, con le mie amiche e colleghe Carmela Catalano, Ornella Ferro e Francesca Sommatino abbiamo ideato la Notte delle Streghe, una visita teatralizzata serale, immaginata per ampliare l’utenza del museo e raccontare quei luoghi attraverso le voci di chi, passando tra le maglie dell’Inquisizione, della sua voce era stato privato. Interpretando Teofania D’Adamo mi si è aperto un mondo davanti, ho scoperto l’importanza di raccontare una storia attraverso le emozioni di chi l’ha vissuta. Questo ad oggi continua ad essere per me il modo più congeniale per coinvolgere realmente il fruitore, in quanto lascia un segno nella memoria che si rivela indelebile.

Cosa vuoi comunicare recitando?

L’amore per la bellezza, per l’arte, per le emozioni e per quegli aspetti che spesso nel corso di visite guidate “canoniche” vengono messi da parte. Per dar vita ad un “copione” occorre unire il contenuto storico, la critica d’arte e la ricerca d’archivio con l’espressione di quanto il personaggio, di volta in volta riportato in vita, può aver provato, le motivazioni che lo hanno spinto a compiere una determinata azione e le conseguenze emotive che quell’azione ha generato in lui. “Recitare”, quindi, con l’intento di aprire uno squarcio nel tempo per mostrare ai fruitori una realtà che a volte non esiste più, “recitare” con l’unico scopo di lasciare un ricordo, un segno, un’emozione indelebile, sia essa legata al personaggio o al luogo.

Barbara recita “La vecchia dell’aceto”

La follia nella scrittura di Pirandello e la follia dell’uomo moderno? Un uomo solo in mezzo alla folla?

La follia è qualcosa che mi interessa molto, è l’aspetto della vita che più mi attrae. Da qui la passione per i personaggi “folli”, per gli outsider e l’arte che hanno creato, per chi va controcorrente, per chi vive in un mondo tutto suo, all’interno del mondo dei più. E la passione per Pirandello, per il suo concetto di maschera e di follia. Quante volte abbiamo la sensazione di trovarci di fronte a “tante maschere e pochi volti”? E molto spesso quello che ci accomuna, nell’immensa solitudine in cui siamo immersi è proprio la ricerca di quel volto, vero, tra la folla.

Hai mai recitato in Teatro?

No, non sono un’attrice, sono solo una guida che adora raccontare le cose in modo diverso. Il mio “palco” sono i palazzi, le ville, i vicoli di Palermo, i musei e qualsiasi posto che può raccontare una storia, la nostra storia.

La vita è una recita tragicomica?

La vita oscilla come un pendolo impazzito tra opposti: il godimento e la sofferenza, la materia e lo spirito, la saggezza e la follia. E si, a volte ci troviamo a recitare ruoli che non ci appartengono nel tentativo di star equilibrio in quella che effettivamente sembra una recita tragicomica.

Barbara Mazzola

Siamo tutti compagni di viaggio?

“Vivere è solitudine. Nessun essere conosce l’altro, ognuno è solo” (Hermann Hesse). Ma a volte abbiamo la fortuna di incontrare un’anima a noi complementare che ci guida, accompagna, sostiene o scuote e in questo caso il viaggio diventa piacevole e più facile da affrontare.

E’ vero che quando le donne piangono stanno solo recitando?

Dietro ad ogni lacrima versata c’è dolore, o rabbia, o gioia incontrollabile. Io non sarei in grado di piangere per recitare emozioni inesistenti. Mi è capitato di piangere durante La notte delle streghe. Stavo “recitando”, ma mentre raccontavo la “mia” storia sentivo crescere il dolore, la rabbia per l’assurdità di certi atteggiamenti, di certi ragionamenti che (purtroppo) oggi come allora mostrano la crudeltà dell’essere umano e sono esplosa in fiume di lacrime e grida che non riuscivo a controllare. Come un fiume in piena. E’ stato liberatorio e catartico. Anche per il pubblico.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Con l’Associazione Siciliando stiamo sperimentando questo nuovo “format”, una passeggiata durante la quale può capitare, in un vicolo, di imbattersi in Giovanna Bonanno che racconta la sua storia o durante una visita a Villa Palagonia, di essere seguiti da “un mostro”, voce del passato, che vuole raccontare le leggende e i commenti che nel corso del tempo hanno avvolto il suo mondo. Speriamo di vederci presto, alla prossima passeggiata, ma ricordate…Quando meno ve lo aspettate, qualcosa di strano e particolare succederà.

La definizione del Teatro?

Posso solo dire quello che rappresenta per me. Si abbassano le luci, si alza il sipario e un magico mondo, un mondo parallelo, l’unico mondo possibile, si svela davanti agli occhi, offrendo riparo e rifugio dalla realtà quotidiana.

 

 

Altri articoli della stessa

2 Responses to Il suo “palco” sono i palazzi, le ville, i musei e i vicoli di Palermo

  1. Danila salerno Rispondi

    20/04/2019 a 18:00

    Sono convinta che ogni anima ogni cuore ogni mente possano dare qualcosa di prezioso e quando si ha il piacere di incontrare tutto questo è solo un arricchimento.
    Io ho avuto il piacere anzi direi l’onore e la gioia di incontrare Barbara Mazzola all interno della splendida palazzina cinese e credetemi attraversare quelle meravigliose stanze sentendo e guardando il suo innovativo divertente intelligente accattivante modo di raccontare ogni particolare è stata una esperienza bellissima mai avevo visitato un palazzo con la possibilità di essere trasportata indietro nel tempo con un enorme sorriso sulle labbra e nel cuore

  2. Simone Rispondi

    20/04/2019 a 18:43

    Barbara è un Genio, un vulcano di idee, entusiamo e cuore. Affascina ed emoziona. Coinvolge con la sua magnetica empatia. Genera vibrazioni, risveglia i sentimenti. E’una persona unica che rende speciale tutto ciò che fà e tutto ciò che la circonda. Chi ha avuto il piacere di conoscerla e ammirarla sa di cosa sto parlando, perchè un minuto passato con Lei ti resta per sempre nel cuore e nella memoria. GRAZIE BARBARA DEI TUOI DONI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *