Il sogno di Carbone: un paese solo di carbone

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POLITICA & OSSESSIONI. Quattordici consiglieri comunali su quindici firmano la sfiducia al sindaco Emilio Messana. Ma l’insigne professor Pierino Carbone si indigna solo perchè nella mozione è citata una frase scritta un mese fa da Gaetano Savatteri. Tutto cambia, ma Pierino Carbone non cambia mai. Quando legge certi nomi, vede rosso come i tori nella corrida

Annoiato dalle cose della politica di Racalmuto, mi ero preso qualche distrazione: viaggiavo, dormivo, sognavo. Ma al risveglio, dopo qualche mese di assenza, mi accorgo che tutto sta cambiando. Pure il consiglio comunale si è risvegliato  dopo quasi cinque anni della sindacatura di Emilio Messana. Ha detto basta. Lo ha fatto con grande forza e veemenza, peccato che sia un po’ troppo tardi. Sfiduciare un sindaco a pochi mesi dalle elezioni amministrative, è come togliere il cibo a qualcuno che sta già morendo di fame.

Racalmuto (Carboncino di Salvatore Infurna)

Ma il consiglio comunale già in passato, in altri tempi, ha dato prova di una lungimiranza degna di un moscerino. Chi ricorda quando, con il sindaco Gigi Restivo, il consiglio comunale decise di bocciare il bilancio di previsione? Risultato: i consiglieri andarono a casa, sostituiti da un commissario, e il sindaco restò in carica. Si chiama suicidio assistito. Assistito dagli stessi aspiranti suicidi. La storia a volte si ripete, anche quando cambia.

Chi invece non cambia mai è l’insigne professor Pierino Carbone, poeta, paroliere, scrittore, intellettuale a tempo pieno che da tempo sogna una Racalmuto più bella, più libera e luminosa. Pierino Carbone è uno che ha fatto quasi tutto ciò che di buono esiste a Racalmuto, molto prima che chiunque altro lo pensasse e lo facesse. Pierino pensava Racalmuto quando Racalmuto ancora non esisteva, alla Borges: risiedevo già qui, poi vi sono nato.

Pierino Carbone rivendica per i suoi pochi mesi da assessore comunale di avere messo in piedi tante di quelle iniziative che nemmeno venti assessori alla Cultura potrebbero pensare. Peccato che quasi niente andò in porto perchè il tempo fu tiranno e l’assessore Carbone fu estromesso dalla giunta.

Piero Carbone

Se le rutilanti idee di Pierino Carbone non vanno quasi mai in porto, secondo voi di chi è la colpa? I colpevoli hanno nomi e cognomi: uno, ad esempio è Gaetano Savatteri. L’altro è questo giornale, Malgrado tutto. Un nome che lo ossessiona è quello di Felice Cavallaro. Un altro ancora è Salvatore Picone che fu assessore alla Cultura dopo Carbone e non si fece intimidire dal suo predecessore illustre, al quale invece avrebbe dovuto erigere un monumento. Di Carbone, s’intende.

Insomma, il sogno di Carbone è un paese fatto solo di carbone. Altro che sale. Altro che zolfo. Carbone, ad esempio, si indigna per la mozione di sfiducia al sindaco Emilio Messana. Ma non per ragioni politiche o personali. Si indigna perchè i quattordici consiglieri comunali hanno osato, senza chiedere un nulla osta sia pure in carta-carbone, di citare nella loro mozione una frase scritta da Savatteri su questo giornale, in un articolo di un mesetto fa, dove si diceva più o meno che lo spirito del principe di Salina e del suo immobilismo si era insediato alla Fondazione Sciascia. I consiglieri comunali ritengono che il principe di Salina sia Emilio Messana, e questo fa parte del conflitto politico.

Ma l’illustre professor Pierino Carbone si è indignato, sul suo blog Archivio e pensamenti,  perchè quelle due frasi, riprese dall’articolo, sono state addirittura protocollate (ma come si fa? Protocollare una frase di Savatteri in un atto ufficiale. E’ uno scandalo, forse addirittura un reato o un illecito amministrativo). Il sogno di Carbone è un paese de-savatterizzato o de-malgradizzato o de-piconizzato, con tanto di cartello all’entrata: qui non possono entrare.

A noi invece diverte moltissimo l’ossessione di Pierino Carbone, ci tira su il morale, ci fa sentire vivi e svegli. Guai a chi ce lo tocca. L’inverno è lungo e bisogna trovare un modo spassoso per passare il tempo. Anche noi abbiamo il sogno di un paese solo di Carbone. Pierino, s’intende.

 

 

 

 

 

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