Il “Racalmare” e quel mondo letterario che si muoveva intorno a Sciascia

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Due acqueforti di Pino Di Silvestro e uno scritto di Gaspare Agnello nell’annuale cartella con la quale l’Associazione “Amici di Leonardo Sciascia” rende omaggio allo scrittore di Racalmuto e al premio a lui dedicato che si svolge a Grotte. Agnello la racconta in anteprima su Malgrado tutto.

Leonardo Sciascia in una foto di Ferdinando Scianna

L’Associazione Amici di Leonardo Sciascia ogni anno stampa una pregiata cartella “Omaggio a Leonardo Sciascia” con uno scritto su Sciascia e con un’acquaforte o una stampa. La cartella è stampata in sole cento copie e viene inviata in omaggio ai soci sostenitori. Quindi non è in commercio e chi ne vuole venire in possesso lo può fare iscrivendosi all’Associazione che, tra l’altro, produce una rivista letteraria su Sciascia, di grande valore e che viene pure mandata in omaggio a tutti i soci. La cartella di quest’anno, intitolata ANNIVERSARI, è la XXIV e porta uno scritto di Gaspare Agnello e due acqueforti di Pino Di Silvestro.

Gaspare Agnello la racconta in anteprima su Malgrado tutto 

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Bufalino, Agnello, Sciascia

Gaspare Agnello tra Gesualdo Bufalino e Leonardo Sciascia in una foto dei primi anni Ottanta

Dico subito che l’incarico affidatomi dalla Associazione mi ha messo in ambascia perché non mi ritenevo all’altezza di un compito così impegnativo però, considerato che ho avuto la grandissima fortuna di essere un frequentatore della terrazza della Noce, ho preso il coraggio a due mani e ho tentato di raccontare di questo meraviglioso rapporto con un uomo che certamente è uno dei più grandi rappresentati della letteratura europea del secondo novecento.

Nel mio scritto ho parlato di come è nata questa amicizia e delle cinque edizione del Premio letterario “Racalmare” di cui il Maestro era Presidente onorario ed io componente della Giuria, un componente particolare in quanto fungevo da braccio operativo di Sciascia che curava l’organizzazione in maniera meticolosa, in quanto il giorno della cerimonia di consegna del premio voleva attorno a sé tutto il mondo letterario ed artistico che si muoveva intorno a lui.

Ho scritto del rapporto tra Sciascia e Pino Di Silvestro che ha inciso “Le epigrafi di Sciascia” che sono state esposte ad Agrigento e a Racalmuto e che Sciascia non riuscì a vedere perché colto dalla morte prematuramente.

Quindi ho concluso il mio scritto parlando dell’amore di Sciascia per le stampe riferendomi a un bellissimo articolo dell’Avvocato Giuseppe D’Amico pubblicato in un giornale di Ribera verso la fine del 1989. Non so se ho reso un buon servizio all’amico Sciascia e nemmeno so se il lettore apprezzerà il mio scritto ma posso dire che l’ho scritto con il cuore e con la devozione di un figlio verso il padre e questo dovrebbe bastare.

Le due acqueforti di Pino Di Silvestro fanno parte della raccolta “Le epigrafi di Leonardo Sciascia”. Le due matrici di zinco scelte per la cartella e impresse affiancate sullo stesso foglio a simboleggiare il dialogo impossibile tra il Potere e l’uomo solo, sono rispettivamente ‘Il quarantotto’ e ‘L’affaire Moro’.

Pino Di Silvestro

Pino Di Silvestro scrive: “Se non ci fosse stato di mezzo il suo amore per le stampe all’acquaforte, non avrei forse mai né conosciuto né frequentato Leonardo Sciascia. Per la XXIV cartella dell’annuale ‘Omaggio a Sciascia’, ho scelto due acqueforti eseguite anni or sono. Emblematiche, esse si riferiscono a due altrettanto esemplari opere di Sciascia: il racconto ‘Il quarantotto’ e il pamphlet ‘L’affaire Moro’. Il racconto calza e s’addice a questo melanconico quarantotto politico che l’Italia sta vivendo senza tante speranze. Sciascia fa dire a Nievo:’…la speranza teme se stessa, ha paura delle parole ed è invece vicina e familiare la morte…’Per l’altra acquaforte ho pensato a ‘L’affare Moro’ e alla questio del potere. L’inesorabile idea che Sciascia dà del potere – incarnandolo e disincarnandolo in Moro – fa rabbrividire: ‘Ecco la parola che per la prima volta scrive nella più atroce nudità; la parola che finalmente gli si è rivelata nel suo vero, profondo e putrido significato: la parola ‘potere’… Per il potere era vissuto fino alle nove del mattino di quel 6 marzo 1978”.

Questa è la cartella della Associazione Amici di Leonardo Sciascia del 2018 che si spera possa essere presentata a Grotte nei primi mesi del prossimo anno, in occasione del 30° anniversario della sua morte.

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