Il plasma potrebbe davvero aiutare chi si ammala di covid-19?

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Ma perché il plasma. La sperimentazione in atto negli ospedali di Mantova e Pavia sta ottenendo risultati incoraggianti 

Simona Carisi

Il plasma potrebbe davvero aiutare chi si ammala di covid-19? Ma perché il plasma? In effetti è una domanda che molti di noi si stanno ponendo, anche alla luce degli incoraggianti risultati che sta ottenendo attualmente la sperimentazione negli ospedali di Mantova e di Pavia.

Il plasma di chi si è infettato con il coronavirus ed è guarito, contiene gli anticorpi che potrebbero essere utilizzati come un farmaco contro il virus che andrebbe a potenziare l’azione di difesa e d”allarme del sistema immunitario già attivato. Insomma, per intenderci meglio, trasfondere il plasma vuol dire far arrivare dentro il nostro organismo un plotone di soldati in aiuto ad altri soldati in difficoltà.

In realtà la scoperta che il plasma possa agire da farmaco nel corso di patologie infettive è in parte una “non scoperta”, perché dell’utilizzo del plasma per le immunoglobuline in esso contenute, conosciute con il termine di  “anticorpi”, ha trovato e trova impiego clinico da più di 100 anni. E’ stato, infatti, utilizzato anche contro i patogeni responsabili di malattie come l’Ebola, la Mers e la Sars.

Le aspettative sulla utilizzazione del plasma per accelerare la guarigione dei pazienti della terapia intensiva affetti da coronavirus sono molto attese dalla popolazione. Lo studio prevede  il prelievo di 400ml da ogni donatore reso iperimmune dalla infezione. Questo è un importantissimo passaggio di valutazione del plasma ed efficacia della stessa plasmaferesi, perchè si dovrà valutare quantitativamente il titolo anticorpale. Infatti, non tutti gli individui guariti, avranno un adeguato titolo di immunoglobuline, ed infondere il plasma ha come scopo quello ed unico di trasfondere il numero di anticorpi adeguati per far guarire il soggetto malato.

Sicuramente tantissime persone sono venute a contatto con Sars-Cov-2  ed hanno sviluppato l’immunità, pertanto in attesa del vaccino, questa sarebbe la terapia più idonea. Auguriamo agli scienziati un buon lavoro, ci auguriamo inoltre, che la sperimentazione vada veloce come il vento e di poter vincere questa battaglia con intelligenza, perché, a nostro parere, il  Covid-19 sarà un virus  furbo sicuramente, ma non è intelligente. Ed  infatti, in questa delicatissima fase 2, noi ci appelliamo non al “fato” o alla casualità di contrarre o no l’infezione, ma all’intelligenza di ognuno di noi, quell’intelligenza cioè che non vanificherà sacrifici enormi e che ci coadiuverà tutti nell’adottare comportamenti volti a salvare la propria vita e quella degli altri.

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One Response to Il plasma potrebbe davvero aiutare chi si ammala di covid-19?

  1. ROSANNA PILLITTERI Rispondi

    07/05/2020 a 17:50

    MI UNISCO FORTEMENTE AL SUO AUGURIO E LO TRASFORMO IN PREGHIERA ALL’ ONNIPOTENTE: CHE LA SPERIMENTAZIONE VADA VELOCE COME IL VENTO..
    SA DIRMI, DOTT.SSA SE NELLA NOSTRA ASP SI STA PENSANDO A QUESTO PROTOCOLLO TERAPEUTICO? LA CELERITà E’ TUTTO IN QUESTA FASE, PERCHE IL TITOLO ANTICORPALE PROTETTIVO( IG G ) PARE TENDA A ESAURIRSI NEL TEMPO.SONO UNA COLLEGA, PROSSIMA ALLA MEDICINA GENERALE, MA NESSUNO FINORA HA SAPUTO DARMI RISPOSTE .LA PREGHEREI , SE è NELLE SUE POSSIBILITA’, DI CONTATTARE I VERTICI ASP IMPEGNATI NELLA GESTIONE PROFILASSI E CURE COVID 19.A LEI FORSE DA PATOLOGA CLINICA E GIORNALISTA RINOMATA DARANNO ASCOLTO.I SICILIANI SONO PER DEFINIZIONE GENEROSI, PERCHE NON SI PARTE CON LA RACCOLTA DEL SANGUE DEI GUARITI IN SICILIA MA ALMENO IN PROVINCIA. MA ADESSO PERO’…NON FRA 6 MESI PERCHE TUTTO POTREBBE ESSERE VANO DOPO….IL SANGUE DEI GUARITI POTREBBE ESSERE LA NOSTRA SALVEZZA…. GRATA PER L’ ARTICOLO AUSPICO AMPIA DIFFUSIONE..GRAZIE ANTICIPATE SE MAI POTRA’ ESAUDIRE LA MIA UTOPICA RICHIESTA

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