“Il Pirandello dimenticato”

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Porto Empedocle, alla Torre Carlo V la presentazione del libro di Pierluigi Pirandello, scritto a quattro mani con Alfonso Veneroso. Il libro ripercorre il vissuto di Pierluigi Pirandello, nipote del drammaturgo premio Nobel Luigi e figlio del grande pittore Fausto. 

Che Pierluigi Pirandello e suo padre Fausto non andassero molto d’accordo, forse non lo sanno in molti, ma il rapporto padre-figlio fu sempre tormentato come lo fu tra Luigi e Fausto. Tre generazioni in cui la famiglia visse tragedie e successi, guerre e pace, drammi e gioie i cui protagonisti, oltre ai tre Pirandello di sangue, furono le rispettive mogli e precisamente Antonietta Portolano di Luigi; Pompilia D’Aprile di Fausto e Giovanna Carlino di Pierluigi. Queste donne hanno certamente segnato il percorso non soltanto umano ma anche artistico per quello che riguarda le prime due generazioni, per tutto il resto c’è stata Giovanna Carlino.

“Il Pirandello dimenticato” è, finalmente, una biografia di due grandi artisti, vista dagli occhi del loro ultimo erede diretto che nella vita fu avvocato e il cui unico approccio con l’arte che gli fu consentito dal rigido padre, fu quello di posare per lui anche nudo senza delicatezza per il freddo invernale e il caldo estivo, costretto a restare in posa immobile per ore ed assecondare le necessità artistiche di Fausto. Ed era sempre lui che gli procurava i cartoni – quando le tele erano troppo care – nottetempo, sottraendoli talvolta col rischio di linciaggio, ai barboni che li usavano come materasso o coperte. Era sempre Pierluigi che preparava le basi sulle quali poi Fausto, a dispetto del suo burbero e pesante carattere, posava i suoi colori, lasciandoci opere di pregevolissimo valore. Pierluigi posò anche per il nonno Luigi durante il suo ultimo soggiorno ad Anticoli Corrado, paese di Pompilia D’Aprile, moglie di Fausto,  poco prima di morire.

Poiché di Luigi è stato scritto di tutto e di più e non altrettanto è accaduto di Fausto, il libro vuole restituire alla memoria un artista che ha segnato con le sue opere un periodo pittorico fondamentale nella storia dell’arte di parecchi decenni del Novecento italiano e non solo. Per non dimenticare, “l’ultimo lembo della famiglia” come spesso amava definirsi, ha finalmente scritto la biografia che sembra quella del nonno e del padre e in cui lui è protagonista non sempre attivo ma spesso subisce la figura paterna. Lui che non portò il nome del nonno perché, come diceva il premio Nobel “di Luigi ce n’è uno solo”, ha vissuto una vita all’ombra dell’ingombrante cognome Pirandello che ne ha condizionato tutta l’esistenza. Gli siamo comunque grati perché soltanto così abbiamo potuto conoscere, al di là delle pagine ufficiali di storici dell’arte, quella che è stata veramente la vita di un grande artista come Fausto al quale sembra, appunto, essere dedicato principalmente il libro. E se la memoria non va dimenticata, è la conoscenza della sua vita che può farci interpretare meglio i suoi quadri, i suoi capolavori, i suoi colori, il suo senso pittorico con le sue forme talora abnormi o con i suoi paesaggi o con le sue nature morte per le quali era capace di mandare per le vie del centro della capitale Pierluigi con una carriola vista precedentemente e che costò la fine di un amore al figlio per la mortificazione di quell’incontro con la ragazza del cuore mentre trascinava in pieno centro di Roma la carriola, protagonista poi di un bellissimo quadro del padre.

Teresa Di Fresco

Alfonso Veneroso ha firmato anche lui il libro e vestiti i panni di un attento intervistatore, con le sue domande ha esercitato il ruolo di levatrice, “maieutica”, per dirla con Socrate, consentendoci così di entrare tra le pieghe più recondite dei ricordi di Pierluigi Pirandello, riuscendo a dare al lettore una visione reale non soltanto del carattere, duro comunque, molto duro, del padre, ma anche dell’uomo, antifascista, che non si schierò mai con le camicie nere e che era il medesimo che sbatteva il pugno sul tavolo per affermare che a casa sua si doveva parlare soltanto di pittura e non di teatro o letteratura. Ma era lo stesso capace di grande e struggente tenerezza nei confronti della madre che, visitata in ospedale – il padre Luigi era già morto – la trova con una fascetta nera nera al dito che fa supporre che sappia. “Ci conta con la mano, oggi, tre siamo, e quattro con un primo aborto, ma che è vivo nel conto e piccino, Caterinella, viva e qui vicino. E con me cinque.[……]Ci riconta con la mano, e con me cinque e sorride.[…..]Ti ho lasciato socchiudendo la porta, forse troppo o troppo poco da come avresti voluto. Fu quel tuo, per me, un ultimo gesto impaziente, oppure era un saluto?”

Il racconto, non organico, scorre come un insieme di aneddoti tra amici, come d’altronde spesso accadeva che Pierluigi facesse,  magari in casa sua mentre la moglie Giovanna Carlino preparava il caffè o il the che poi offriva insieme ai pasticcini rigorosamente siciliani perché lei è siciliana di Ribera. Un libro, insomma, che è storia non soltanto di una famiglia ma di una Italia del Novecento narrata da un signore d’altri tempi che muore il primo marzo di quest’anno alle soglie dei novant’anni, testimone, lui “ultimo lembo della famiglia”, di una terra, la Sicilia che fu loro cara e che è isola e forse isola ma che ricorda, che vuole ricordare i suoi figli o più spesso, a volte, dimentica.

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Il libro “Il Pirandello dimenticato” sarà presentato mercoledì 12 dicembre alle ore 18.30, alla Torre diCarlo V, a Porto Empedocle.

Saranno al tavolo dei relatori:

Alfonso VENEROSO, Autore, attore e regista

Giovanna CARLINO PIRANDELLO, Presidente Fondazione Fausto Pirandello, Roma

Angelo PITRONE, Insegnante di storia e tecnica della fotografia, Università di Palermo

Giuseppe LO IACONO, già Direttore Biblioteca – Museo Luigi Pirandello di Agrigento

Luigi TROJA, Collezionista, membro CDA Fondazione Fausto Pirandello, Roma

Modera

Teresa DI FRESCO, Giornalista

Conclusioni

Romano BELLISSIMA, Segretario Generale Nazionale UIL Pensionati

Hanno dato il loro patrocinio:

Cittá di PortoEmpedocle, DiCultHer, Libero Consorzio Comunale di Agrigento

Con il contributo di:

ADA Nazionale, Uil Pensionati, Societa’ Matura

In collaborazione con

Fondazione Fausto Pirandello, Roma, Istituto Comprensivo Statale L. Pirandello di Porto Empedocle, Pro Loco Porto Empedocle

La presentazione del libro “Il Pirandello dimenticato” è inserita nel programma dell’evento

Young & oLD

Generazioni a confronto

Il recupero della memoria ai tempi dei social

A partire dalle ore 10.00 del giorno 12 dicembre 2018 sarà dato il via ad una serie di iniziative i cui protagonisti saranno gli alunni delle scuole empedocline. Una sorta di gemellaggio tra Porto Empedocle(AG) e Anticoli Corrado(Roma), entrambe care a Luigi, Fausto e Pierluigi Pirandello, dopo un lavoro preparatorio affidato a docenti, esperti in ambiti diversi, vedrà la definitiva realizzazione l’ 1 marzo 2019, data in cui ricorre il primo anniversario della morte di Pierluigi Pirandello.

 

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