Il Paese che non c’è, tra corrotti e corruttori

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Le tante domande (senza risposta) sul Paese di Pulcinella, dove ogni annuncio ha il naso di Pinocchio.

pulcinella

Ci sono molte cose che non riusciamo a capire in questo Paese di corrotti e corruttori. Non riusciamo a capire se la ripresa c’è o non c’è. Non riusciamo a capire se il livello di corruzione è ormai tale che gli episodi che balzano alla cronaca sono solo una piccola parte di un tutto enorme, oppure una reazione ancora esiste. Non riusciamo a capire se il Governo fa sul serio o dice solo di fare sul serio, non riusciamo a capire come faccia un ministro come Lupi a restare ancora al suo posto e come faccia Renzi a tenerlo ancora al suo posto. Non riusciamo a capire se Landini ci è o ci fa e se Salvini ci è o ci fa. Non riusciamo a capire cosa fa la Cgil e cosa fa la minoranza Pd. Non riusciamo a capire chi siano Bersani e D’Alema, non riusciamo a capire che scuola avremo domani, ma sappiamo bene che scuola di… abbiamo oggi.

Non riusciamo a capire se avremo un domani, ma sappiamo benissimo che razza di oggi abbiamo. Pensiamo che un terzo del Paese sia in mano alla criminalità, ma abbiamo il sospetto che sia di fatto più della metà, pensiamo che l’economia in nero vada combattuta, se vogliamo essere un Paese europeo per davvero, ma sappiamo che l’economia in nero regge almeno una metà del Paese e se la si combattesse davvero quella metà crollerebbe. Sappiamo che noi non siamo la Grecia, ma la Grecia non è così diversa da noi. Ci somigliamo per l’abitudine a spendere più di quel che produciamo, per gli apparati pubblici sovradimensionati.

Ma insomma che Paese siamo? In perenne campagna elettorale, ogni voto è un referendum che però non cambia niente e le stesse epocali riforme restano vaghe utopie. Ci si chiede allora chi ancora lo tenga in piedi questo Paese. Dicono, sono le piccole imprese, quel Made in Italy sotterraneo che lotta e si affatica, lotta impers contro una burocrazia senza pari in ottusità e un fisco senza pari in esosità. Quante volte abbiamo sentito: basta burocrati, abbassiamo le tasse. Non è mai così, nel paese di Pulcinella ogni annuncio ha il naso di Pinocchio. Chi paga le tasse e segue le regole e sottoposto a mille fatiche di Sisifo. Ma un Paese è sempre lo specchio dei difetti dei suoi cittadini. Basta fermarsi ad un semaforo ed osservare il traffico per capire, uno su due di noi guida con un cellulare attaccato all’orecchio. Sarà un caso che abbiamo la mortalità su strada tra le più alte d’Europa?

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