Il padre di Rigopiano e i ciechi di Saramago

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Le riflessioni di Alfonso Maurizio Iacono sulla incredibile vicenda legale che ha coinvolto Alessio Feniello, padre di Stefano, vittima della tragedia di Rigopiano. 

Alessio Feniello

Il 18 gennaio del 2017 a Rigopiano, in Abruzzo, una valanga travolse l’albergo e morirono 29 persone. Lo ricorderanno tutti. Le inchieste per accertare le responsabilità sono ancora in corso. Il 19 luglio del 2018, un anno e mezzo dopo, furono temporaneamente tolti i sigilli dalla magistratura per permettere ai parenti di portare fiori sul luogo della tragedia. La stessa cosa avevano fatto i genitori di Stefano, una delle vittime, ma senza permesso. La madre disse ai carabinieri di guardia che se volevano fermarla dovevano spararle. I genitori entrarono accompagnati dai militari e depositarono i fiori. Il padre è stato denunciato e condannato a 4.550 euro di multa per avere violato i sigilli. Poiché si rifiuta di pagare andrà a processo rischiando una condanna. La madre no. La pratica è stata archiviata. Come mai? Le madri hanno una condizione emotiva maggiore e più giustificabile dei padri? Differenza di genere? Cosa hanno fatto questi genitori privati violentemente e tragicamente del loro figlio che era in vacanza e che morì per un evento che forse si poteva evitare (i magistrati stanno appunto indagando)? Hanno inquinato le prove?

Non so come andrà a finire questa umanamente atroce vicenda legale. Sarà condannato? Sarà assolto? Comunque vada a finire, resta in ogni caso il dolore di un padre che alla perdita del figlio (quale peggior dolore può capitare a un uomo della perdita del proprio figlio?) deve aggiungere l’amara e crudele risposta di una giustizia che non ha pietà e si mostra indifferente.  E quando uso la parola pietà non intendo il significato di oggi, cioè provare pena o misericordia per qualcuno, bensì il suo senso più antico, quello che deriva dalla parola latina pietas, che significa avere comprensione, rispetto e cura per i propri parenti e familiari. Così è il pius (pietoso) Enea del Virgilio il quale mette in primo piano la preoccupazione per il figlio e per il padre che si carica sulle spalle per fuggire e salvarlo.

La tragedia di Rigopiano

L’episodio di Alessio Feniello, il padre di Stefano morto a Rigopiano, non fa notizia quanto l’arresto dei genitori di Renzi o il no a procedere contro Salvini della Commissione Giustizia. E’un episodio di gente comune, una storia di ordinaria (in)giustizia. Ma è su episodi come questo che bisognerebbe interrogarsi sulla situazione politica odierna e sul cosiddetto populismo, che evidentemente è una risposta, comunque la si voglia giudicare, alla distanza ormai quasi abissale tra politica e popolo. L’unico che si è fatto vivo con Alessio Feniello è Matteo Salvini. Paradossale! Colui che se l’è appena scampata da un processo, grazie alla confusione catatonica e, nello stesso tempo, interessata degli ex giustizialisti 5 Stelle, è, a quanto ne so, l’unico a prendere posizione a fianco del padre. Che lo faccia per interesse contro i magistrati o perché ne è convinto non ha, da un certo punto di vista, importanza. Quel che è rilevante è che dai 5Stelle alla sinistra, a quanto mi risulta, vi è silenzio e disinteresse. I 5 Stelle, del tutto egemonizzati dalla Lega, forse per il loro giustizialismo a intermittenza all’italiana, il PD perché inconsistente, chiuso, autoreferenziale, prostrato verso l’aziendalismo, gli imprenditori, il neoliberismo, il resto della sinistra, perché parla di un popolo che non c’è e se c’è guarda da un’altra parte.  La sinistra italiana, oggi penosamente divisa, incapace di trovare un accordo anche minimo, è, quasi come nel romanzo di José Saramago, unita solo nella cecità, nel non saper vedere quel che accade nella quotidianità della gente: “la cecità stava dilagando, non come una marea repentina che tutto inondasse e spingesse avanti, ma come un’infiltrazione insidiosa di mille e uno rigagnoli inquietanti che, dopo aver inzuppato lentamente la terra, all’improvviso la sommergono completamente”.

Da Il Tirreno

Foto da internet

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One Response to Il padre di Rigopiano e i ciechi di Saramago

  1. Salvatore Rispondi

    26/02/2019 a 11:46

    Analisi dai contenuti condivisibili in pieno.
    Il fatto in sé evidenzia lacune giudiziarie a 360° , purtroppo la legge lascia mano libera all’interpretazione dei giudici, dove i giudizi di questi devono essere accettati e basta.
    Sempre più spesso si evidenziano reati di ogni genere dove due vionalazioni analoghe , quasi fotocopia che, si consumano in località diverse, uno assolve e l’altro condanna…

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