“Il Giovane Holden” non invecchierà mai

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Nel decennale della morte del suo autore, Jerome David Salinger, una riflessione di Gaetano Gaziano sul romanzo che ha incantato generazioni di giovani

Dieci anni fa moriva Jerome David Salinger, l’autore de Il giovane Holden, in inglese The Catcher in the Rye, il romanzo cult di giovani e meno giovani del secondo Novecento. Il libro incantò per il suo stile asciutto e anticonvenzionale e per il contenuto.

Holden Caulfield, il protagonista, è un giovane studente liceale diciassettenne, ribelle insofferente a qualsiasi regola sociale. Contesta tutto, in primis l’organizzazione scolastica. Ma il motivo principale del successo del libro risiede nel fatto che Holden è sognatore.

Alla sorellina Phoebe di dieci anni (nel libro rappresenta la saggezza) che gli chiede, in un momento in cui lo trova profondamente scettico e sfiduciato, ma tu cosa vuoi fare nella vita, lui risponde candidamente il prenditore in un campo di segale (the catcher in the rye), frase che dà il titolo al  libro. Holden fantastica di prender al volo e salvare alcuni bambini che, giocando ignari in un campo di segale confinante con uno strapiombo, precipitano giù. Immagine poetica che ci restituisce un personaggio idealista, anarchico e sognatore.

Il romanzo incantò generazioni di giovani, me compreso, che lo trasmisero ai loro figli che, a loro volta, lo trasmisero ai nipoti. Fu ed è un miracolo letterario, alimentato  anche dal fatto che il suo autore, Salinger, dopo il successo anche commerciale (nel mondo sono stati vendute 65 milioni di copie), si ritirò a vita privata, troncando le relazioni con l’esterno. Niente apparizioni in pubblico, niente interviste. Il libro pubblicato in America nel 1951, usci in Italia nel 1961.

Gaetano Gaziano

Fui uno dei primi a leggerlo e fu per caso. Avevo fatto un ordine all’Einaudi e il contratto conteneva una di quelle clausole piccole piccole che nessuno legge, cioè l’impegno dell’editore di fornire un libro a loro scelta in caso di indisponibilità di qualcuno di quelli ordinati. Mi vidi consegnare, con sorpresa, Il giovane Holden. Lo lessi, all’inizio, distrattamente. Man mano, però, che procedevo nella lettura mi resi conto della portata rivoluzionaria del  libro. Per forma e per contenuto.

Ero appena uscito dal liceo classico, intriso di Leopardi, Foscolo e Manzoni. Al più, avevo letto per conto mio, perché non era in programma, Pirandello, il cui stile, forbito e articolato, è esattamente l’opposto di quello di Salinger. Holden mi incantò.

Trent’anni dopo passai il libro a mio figlio Francesco che, a sua volta, lo ha passato ai miei nipoti Roberto e Giulio, oggi giovani studenti del liceo classico Berchet di Milano. Incantati anche loro. Il giovane Holden non invecchierà mai.

Nella foto in evidenza la copertina del libro dell’edizione del 1951 (Foto da internet)

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One Response to “Il Giovane Holden” non invecchierà mai

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    gaetano gaziano Rispondi

    29/01/2020 a 23:21

    Grazie Egidio per avere pubblicato sul tuo giornale on line le mie riflessioni sul romanzo “Il giovane Holden” di Salinger. Quando lo lessi, nel 1961, ero uno studente universitario appena uscito dal liceo classico “Empedocle” di Agrigento e, ricordo, ne rimasi scioccato. Era rivoluzionario per forma e per contenuto. Ancora oggi continua ad incantare le nuove generazioni di giovani. Holden Caulfield non invecchierà mai!

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