“Il buon cristiano è colui che sa rischiare”. Addio Padre Giovanni

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Grotte, è morto l’arciprete Giovanni Castronovo

Don Giovanni Castronovo

Don Giovanni Castronovo

Ha lottato fino all’ultimo con grande coraggio. Ha dominato la malattia che non perdona con la forza del sorriso e dell’ottimismo. A chi affettuosamente gli chiedeva: “come sta Padre Giovanni?” La risposta era sempre la stessa: “Arcibene”. Ma questa sera Padre Giovanni Castronovo ci ha lasciati.

Era il mese di gennaio del 1969 quando a Grotte arrivava un giovanissimo sacerdote, nominato dall’allora vescovo della diocesi di Agrigento, Giuseppe Petralia, Parroco della chiesa della Madonna del Carmelo.

Quel giovane sacerdote era lui, Don Giovanni Castronovo, che da piccolo, a Palma di Montechiaro, dove era nato, sognava di fare il falegname, il mestiere di San Giuseppe. Ma scelse poi il Seminario, con qualche disappunto dei genitori, “perché in famiglia un sacerdote già c’era”.

Ma lui aveva le idee chiare rispetto alla sua scelta e in una intervista rilasciatami nel 2015, in occasione dei suoi 50 anni di sacerdozio, ricordò con una certa emozione il giorno in cui fu ordinato sacerdote, nel 1965. “Soprattutto – mi disse –  per la grandezza dell’ufficio che mi aspettava. Certo lo desideravo – aggiunse – ma ritenevo di non avere tutte quelle capacità necessarie per andare avanti, quindi c’era tanta paura, ma mi era di conforto il fatto che se il Signore mi aveva chiamato, non mi avrebbe mai abbandonato, mi sono messo nelle sue mai e sono qua“.

Oggi credo che il modo migliore per ricordarlo sia quello di riproporre quella intervista, nella quale Padre Castronovo, raccontandosi, lancia un meraviglioso messaggio: “Il buon cristiano è colui che sa rischiare”.

L’intervista

 Una produzione Teleacras – Malgrado tutto Web

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One Response to “Il buon cristiano è colui che sa rischiare”. Addio Padre Giovanni

  1. Eduardo Rispondi

    04/07/2015 a 19:10

    Caro Direttore ho ascoltato con vivo interesse e anche commozione la tua intervista a Don Giovanni Castronovo per il suo 50° anno di sacerdozio e attività pastorale. L’eleganza e la professionalità dell’intervista unitamente alle immagini hanno fatto riaffiorare vecchi ricordi dei rari momenti vissuti da me a Grotte. Sono trascorsi infatti 54 anni da quando ho lasciato il Paese. Ero però presente il giorno dell’ordinazione di Don Giovanni a Parroco della Chiesa del Carmelo, 46 anni fa.E da allora si è sviluppata una amicizia che ancora dura. Ricordo ancora il giro che facemmo intorno ai Paesi della circumetnea, e la prima caccia al tesoro da me organizzata per la parrocchia del Carmelo, e ancora le volte che Don giovanni è stato mio ospite a Venezia. Momenti belli, sereni, di un rapporto d’amicizia che non ha mai necessitato di particolari aggettivazioni perché vero, genuino, sincero, leale, rispettoso.La tua intervista, caro Direttore, ha avuto il pregio di farmi sentire ancora una volta a casa circondato dalle figure a me tanto care. E per questo ti rivolgo un sentito grazie. Seguo e continuerò a seguire Malgrado tutto che riesce a farci sentire vicino l’amore, il calore ed i colori della nostra amata terra di Sicilia.Ancora grazie. Un fraterno cordiale affettuoso saluto. Eduardo

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