I veri macellai stanno scomparendo, ma a Racalmuto c’è chi resiste

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Carmelo Piazza è uno di questi. Da tantissimi anni, ogni giorno, apre puntualmente la sua macelleria, e quando fa bel tempo, tra un cliente e l’altro, si prende un po’ di sole davanti al suo negozio. 

Carmelo Piazza

Chi è il macellaio? Per alcuni questa potrebbe sembrare una domanda stupida e banale. Credetemi non è così. Vi consiglio di fare come me, imparate a non dare mai nulla per scontato. Che so, da oggi in avanti, per esempio, io non pretenderò che un bimbo di cinque anni sappia chi è il macellaio. Proprio così. Perché? Il macellaio non esiste più, fatte salve le dovute eccezioni. O quanto meno non si chiama più macellaio. Non ha più il suo piccolo negozio, un tempo chiamato macelleria, in una delle viuzze del centro storico. Non ha neanche un nome o un cognome. Oggi la carne non si compra più in macelleria. Si compra al supermercato. Se hai fretta nei banchi frigorifero. Se no, al banco macelleria. Ma comunque non dal macellaio.

Ma come è possibile che in un’era in cui non si fa altro che parlare di slow food, chilometro zero, biologico e chi più ne ha più ne metta, nessuno si ricordi di spiegare ai bambini chi è il macellaio?

Un tempo c’era il lattaio, il calzolaio, il droghiere, il macellaio…E adesso dove sono finiti? Alcuni di loro si sono estinti, altri sono stati sostituiti o meglio globalizzati. Sono stati stipati, per forza, in un unico edificio commerciale. Sono certamente cortesi, professionali, disponibili. Però hanno perso la loro identità. Non hanno più carattere, carisma. Non hanno più una storia.

I macellai al mio paese, per esempio, facevano capo ad un’unica famiglia. Nascevano già macellai. Oggi li chiamano addetti al banco macelleria. Addetti. Mah! Siamo messi proprio male.

E allora, per non dimenticare, voglio presentare a tutti voi un vero macellaio. Si chiama Carmelo Piazza, e ogni giorno, col sole o con la pioggia apre, a Racalmuto, la sua macelleria. Il signor Piazza sceglie la carne, la presenta ai suoi clienti, la taglia, la incarta e la vende. Fa tutto lui. Pure lo scontrino. E quando fa bel tempo, tra un cliente e l’altro, si prende un po’ di sole davanti alla sua macelleria. Perché lui è il macellaio e come tale è padrone di se stesso. Non deve timbrare il cartellino. Non deve rendere conto a nessuno di quanta carne abbia venduto in una giornata. E se gli va, può anche intrattenersi piacevolmente con i suoi clienti di sempre in tutte le conversazioni possibili e immaginabili.

Peccato che il signor Piazza, macellaio di mestiere, sia ormai una specie in via di estinzione, ma non a Racalmuto, dove, per fortuna, questo mestiere resiste ancora, grazie ad altri “veri” macellai le cui storie meritano di essere raccontate tutte.

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One Response to I veri macellai stanno scomparendo, ma a Racalmuto c’è chi resiste

  1. Ada Piazza Rispondi

    06/04/2019 a 15:32

    Ho letto com piacere questo articolo come tutte le notizie pubblicate sul giornale. Ada Piazza

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