I problemi e i pericoli che gli adolescenti incontrano. Come affrontarli?

da | 14 Mag 22

Incontro alla scuola media di Grotte e Comitini tra docenti, genitori degli alunni ed esperti. “Il dialogo è la chiave di tutto…Gli adolescenti spesso comunicano con i loro silenzi”.

Al “Roncalli di Grotte e Comitini operatori dell’ASP, docenti e genitori si sono incontrati per discutere di alcuni dei problemi e dei pericoli che i giovani adolescenti incontrano durante il loro percorso di crescita e riflettere sul ruolo che ciascuna agenzia educativa può e deve svolgere.

Sebbene i ragazzi che frequentano la scuola media siano portatori di una fonte inesauribile di energia, di carica innovativa e di competenze tecnologiche, sempre più spesso si trovano ad attraversare un percorso intervallato da insidie, deviazioni, proposte ingannevoli e accattivanti. Ed è proprio in questo momento di fragilità, determinata dal cambiamento, che i giovani possono facilmente essere attratti da esperienze illusorie che rischiano di creare non pochi pensieri alle famiglie e agli insegnanti.

“Noi – dice Antonina Ausilia Uttilla, dirigente scolastico del Roncalli – cerchiamo di accompagnare per mano i nostri alunni, i vostri figli, consapevoli delle loro fragilità, rispondendo ai loro dubbi, rispettando la loro età senza mai lasciarli soli”. Ecco il senso dell’incontro – dibattito tenuto al “Roncalli” sul tema delle Dipendenze.

“I nostri interventi – spiega la dottoressa Diega Asaro, medico e referente UOEPS, distretto sanitario di Canicattì – sono interventi mirati sui temi dell’alimentazione, delle dipendenze, della prevenzione degli incidenti domestici. I ragazzi, durante gli incontri parlano molto dei rapporti con i genitori, dei loro disagi, delle difficoltà che incontrano durante l’adolescenza, ma anche dei momenti di gioia. Il tema delle dipendenze è un tema importante. Quando si parla di dipendenze non si fa riferimento solo alle dipendenze da sostanze stupefacenti, ma anche alle dipendenze tecnologiche. La dipendenza che i nostri adolescenti hanno sviluppato dal cellulare, dalle chat, dai social in generale, nascono certamente dal bisogno di comunicare, ma sono pur sempre delle dipendenze e come tali dannose”.

Come affrontare temi tanto importanti, ma allo stesso tempo delicati e complessi? Cosa fare per produrre benessere nei ragazzi? Questi alcuni degli interrogativi che genitori, docenti e operatori si pongono tutte le volte che si trovano a fronteggiare piccoli e grandi disagi, fisiologici nella crescita e nello sviluppo dei ragazzi, ma non sempre di facile soluzione.


“Gli adolescenti spesso comunicano con i loro silenzi – spiega la dottoressa Maria Concetta Calderaro, psicopedagogista e assistente sociale, distretto sanitario di Canicattì – credono che con i loro silenzi abbiano detto tutto. Il silenzio manifesta un disagio, dunque è importante parlare con i ragazzi. Parlare con loro nel momento in cui devono fare una scelta, quando incontrano una difficoltà. Bisogna parlare sempre. Il dialogo è la chiave di tutto. Ma come si parla ai ragazzi? Per parlare ai ragazzi bisogna ricontattare l’adolescente che siamo stati. Bisogna ritornare nel nostro passato e chiederci cosa pensavamo degli amici, dei familiari, del mondo. Bisogna chiedersi di cosa avrebbe avuto bisogno il nostro adolescente per stare bene”.

Ecco, ricontattare l’adolescente che siamo stati potrebbe essere una buona chiave per affrontare i problemi dei nostri giovani, anche quando si trincerano dietro lunghi silenzi o liquidano le nostre domande con il solito “Tutto bene, tutto a posto”. Insidie come disturbi alimentari, dipendenze da sostanze o da gioco, ma anche dipendenze affettive, gare di velocità, bugie, bullismo, legami virtuali, violenza e aggressività, gravidanze precoci, paura del futuro, vanno affrontate attraverso il dialogo.

“Intanto – continua la dottoressa Calderaro – è importante cominciare a dare un nome alle emozioni. L’adolescente dovrebbe esprimere e nominare le emozioni. Dare un nome a ciò che provo permette di bilanciare l’intensità emotiva, aiuta a pensare con più chiarezza e a controllarsi. E poi, cerchiamo di incanalare le energie dei nostri ragazzi in maniera positiva. Pensiamo, per esempio, a proporre delle gare sportive. Non possiamo certamente cambiare il mondo, ma possiamo rafforzare i ragazzi aiutarli a creare una corazza. Dobbiamo attrezzarli per poter affrontare la vita”.

In tal senso operatori e docenti devono promuovere l’uso di strategie per affrontare le emozioni negative, rafforzando le Life skills, ovvero le abilità di vita, abilità che ci permettono di affrontare il mondo senza soccombere. I ragazzi dovrebbero acquisire la capacità di prendere decisioni, di risolvere problemi, di pensare in maniera critica e creativa, di comunicare in modo efficace, di relazionarsi con altre persone, di gestire le emozioni e lo stress.

Ma ciò che assolutamente bisogna fare, prima di ogni cosa è chiedere ai ragazzi: “Che cosa ti sta succedendo”

“I ragazzi – dice Don Rosario Bellavia – vanno compresi. Io comprendo i ragazzi pensando ai miei errori. C’è un silenzio terribile tra ragazzi. Il loro non stare fermi è sintomatico di grande malessere. Cosa fare? Me lo chiedo spesso. Bisogna aspettare, aspettare che crescano. Spesso si dice che i giovani non hanno punti di riferimento, magari è vero. Ma se mancano è un nostro problema, perché siamo noi a non averglieli riforniti. Ecco, credo che i nostri ragazzi stiano vivendo la loro adolescenza in un’epoca fragile, ma ciò che mi fa ben sperare è che epoche fragili creano forti personalità. Allora, io mi limito a stargli accanto”.

E allora stiamo accanto ai nostri ragazzi, senza mai dimenticare che il dialogo è la chiave di tutto.

All’incontro organizzato da Accursia Vitello, referente d’istituto del progetto di educazione all’affettività, erano presenti Giuseppe Grado, vicesindaco di Comitini; Maria Rita Grassagliata, assessore alla pubblica istruzione di Comitini; Alessandra Marsala, assessore alla pubblica istruzione di Grotte; Giuseppe Cipolla, presidente del consiglio di istituto; Maria Concetta D’Aleo, vicepresidente del consiglio di istituto. L’incontro è stato coordinato dalla professoressa Antonina Ausilia Uttilla, dirigente scolastico del “Roncalli”.

Nelle foto alcuni momenti dell’incontro

 

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