“I giusti e i peccatori”

da | 3 Set 21

Letture. In libreria, da luglio, l’opera prima di Luigi Galluzzo. “Un giallo ricco di ambientazione e atmosfera… in due parole, un romanzo affascinante”. La recensione di Paolo Di Mizio

Luigi Galluzzo

Agosto è finito molto bene, perché la sera del 31 ho rivisto un vecchio amico e collega, e ho presentato il suo romanzo a Mosciano Sant’Angelo, un incantevole paese sulle colline abruzzesi a due passi dal mare di Giulianova. L’autore si chiama Luigi Galluzzo. Il suo romanzo, “I giusti e i peccatori”, è un noir, ossia un giallo ricco di ambientazione e atmosfera. È uno di quei libri che, appena cominci a leggerli, non vorresti mai smettere e, quando arrivi all’ultima pagina, ti dispiace che sia finito.

Davvero un romanzo notevole, e non lo dico per amicizia: lo penso realmente. Notevole per la scrittura, veloce e godibile; notevole per le invenzioni letterarie, come per esempio la citazione di versi che fanno da contrappunto al testo: versi tratti da Dante, da T.S. Eliot, da Ungaretti, ma anche da Lucio Battisti, Fabrizio De Andé, Bob Dylan, in un linguaggio che mescola saporosamente registri alti e registri bassi.

Ho trascorso alcune ore di delizia a leggere del commissario di polizia Elena Martiri, una donna attratta dalle donne, che cerca di dipanare una serie di omicidi che si verificano a Sicari, paese immaginario di una Sicilia immaginaria ma così realistica da sembrare autentica (solo dopo la lettura ho scoperto che il paese non esiste e che è nato dall’immaginazione di Luigi Galluzzo).

I delitti sono tutti eseguiti con le stesse modalità: un solo colpo, sparato al cuore, da una singolare pistola che si può acquistare in internet: con la canna chiusa sembra un normale telefonino, con la canna aperta diventa un’arma assassina. E nessun legame apparente tra le vittime.

La commissaria, Elena, è un personaggio estremamente intrigante. Ha una caratteristica: qualche ora prima che si verifichi un omicidio, è colta da una premonizione che si manifesta con un dolore acuto al costato. Quel dolore le dice che qualcuno sta per uccidere qualcuno, ma non sa chi, dove, quando e perché. E poi c’è quel suo particolare olfatto, che le permette di decrittare profumi e puzze, come se l’intricato alfabeto degli odori fosse uno spartito complesso ma ragionato che la guida e le racconta la verità non visibile di persone e luoghi.

Insomma, in due parole, un romanzo affascinante, che tiene col fiato sospeso e che spero sia seguito da altri dello stesso filone e con la stessa protagonista.

Luigi Galluzzo e Paolo Di Mizio durante la presentazione del libro nella sala consiliare del Comune di Mosciano (Teramo)

Voglio terminare anche io con una citazione poetica:

This is the way the world ends

Not with a bang but a whimper

(In questo modo finisce il mondo

non con uno scoppio ma con un gemito)

T.S. Eliot, The Hollow Man

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