Erosione costiera, cosa fare per arginare il fenomeno

Le proposte degli Architetti ai candidati a sindaco di Agrigento. Il Presidente dell’Ordine Rino La Mendola: “Il litorale, se messo in rete con altre risorse culturali e ambientali del territorio, come la Valle dei templi e un centro storico rivitalizzato, potrebbe costituire un elemento fondamentale per attrarre un turismo stanziale, importante per il rilancio socio-economico della città”.

Rino La Mendola, Presidente Ordine Architetti Agrigento

“Impedire lo scarico a mare di acque reflue non depurate e la pesca a strascico, rigenerare le praterie sommerse di Posidonia Oceanica, realizzare scogliere di protezione a riva e rivedere il sistema di pennelli e barriere frangiflutti a protezione delle coste alla luce di approfonditi studi meteomarini”. E’ quanto propongono ai candidati a sindaco di Agrigento gli Architetti  per arginare il fenomeno dell’erosione marina che interessa la costa agrigentina da Porto Palo di Menfi a Licata.

“ll litorale agrigentino – sostengono – è purtroppo sottoposto a notevoli fenomeni di erosione, alimentati soprattutto dalle correnti marine di ponente, ma anche di libeccio e scirocco. Il fenomeno più eclatante, da tenere sotto stretta osservazione, è quello della zona del Kaos, dove la falesia avanza sempre di più, rischiando di provocare il crollo del versante su cui insiste un tratto della SS 640, con conseguenze disastrose. Ma questo è solo uno dei tanti fenomeni di erosione che si ripetono, con dimensioni diverse, non solo sul litorale delle dune ma, più in generale, sull’intera costa della provincia di Agrigento”.

“La causa dell’erosione – afferma il presidente dell’Ordine, Rino La Mendola – è da attribuire alle tante attività antropiche, non sempre realizzate a seguito di approfonditi studi meteomarini e nel rispetto delle regole più elementari per scongiurare l’inquinamento del mare. Ad esempio, le infrastrutture portuali, a partire da quelle di Porto Empedocle, riducono notevolmente la deriva litoranea da Ovest verso Est, escludendo ampi tratti da una ridistribuzione naturale di materiali detritici elaborati dal mare. Inoltre, le spiagge, anche quelle protette dalle correnti principali di ponente con pennelli e barriere frangiflutti, rimangono spesso esposte alle onde prodotte dai venti di Scirocco e Libeccio, che, pur spirando con minore frequenza e intensità, determinano una continua erosione della costa. Non potendo rimuovere di certo le tante opere antropiche che hanno determinato nel tempo l’attuale quadro erosivo – continua La Mendola – le attività oggi praticabili, per ridurre l’erosione costiera, sono tre: la prima, la migliore ma anche la più complicata, è quella di rigenerare le praterie sommerse di Posidonia Oceanica impedendo contestualmente la pesca a strascico e lo scarico a mare di acque reflue non depurate, che sono le cause principali della progressiva distruzione di queste preziose piattaforme di attenuazione naturale del moto ondoso, fondamentali per ridurre l’energia del mare che si abbatte sulla spiaggia emersa. La seconda è quella di continuare a eseguire la manutenzione del reticolo idrografico, evitando la cementificazione degli alvei, al fine di lasciare che i corsi d’acqua continuino ad alimentare le spiagge con l’apporto solido depositato alla foce degli stessi. La terza, meno naturalistica ma oramai necessaria, è l’auspicabile revisione e l’estensione del sistema di barriere sommerse artificiali, a protezione dei tratti di costa aggrediti dalle mareggiate, ma solo a seguito di approfonditi studi meteomarini finalizzati ad evitare che tali presìdi, proteggendo un tratto del litorale, provochino fenomeni erosivi nei tratti di costa vicini”.

“Sarebbe bene – conclude il Presidente degli architetti – che i candidati a sindaco assumessero con gli elettori l’impegno di dedicare massima attenzione al fenomeno dell’erosione costiera, non solo per garantire la sicurezza e la pubblica incolumità dei cittadini, ma anche nella consapevolezza che il litorale, se messo in rete con altre risorse culturali e ambientali del territorio, come la Valle dei templi e un centro storico rivitalizzato, potrebbe costituire un elemento fondamentale per attrarre un turismo stanziale, portatore di ricchezza diffusa per i cittadini, importante per il rilancio socio-economico di Agrigento”.

 

 

.

 

 

Condividi articolo:

spot_img

Block title

“La Madonna Santissima del Monte”

Roma, all'Arciconfraternita Santa Maria Odigitria dei Siciliani la presentazione del libro di Enzo Sardo

“Fammi sapere che film si proietta questa sera” 

Leonardo Sciascia e Giuseppe Tulumello, storia di una passione e di un’amicizia

“Conversazioni a Girgenti”

Agrigento, al Centro Culturale Pier Paolo Pasolini incontro con Vito Bianco

“È la storia più dolorosa che abbia mai scritto”

In tutte le librerie dal 5 giugno il nuovo libro di Carmelo Sardo "L'ultima estate di un uomo Perbene", Zolfo Editore. Una storia dimenticata, una verità negata