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L’Incontro. Viaggio tra i mille nomi della gioia per il Risorto

La Risurrezione, e non solo la Passione, è oggetto della fede corporea del popolo: e non potrebbe essere diversamente per il Cristo vivente!

“Lu N’contru” a Ribera

A Pasqua c’è “U ‘Ncontru” ad Aragona. A Palma di Montechiaro è “U scontru”“Lu N’contru” è invece per i riberesi. In Sardegna lo chiamano “S’Incontru”“L’Affruntata o Cunfrunta” è invece per i calabresi.

La Risurrezione, e non solo la Passione, è oggetto della fede corporea del popolo: e non potrebbe essere diversamente per il Cristo vivente! La gioiosa espressione della pietà dei fedeli è l’incontro delle immagini di Gesù risorto e della Madonna. A volte le statue del Cristo e di Maria vengono fatte incontrare di corsa, altre volte invece procedono normalmente. Talvolta i bambini fanno corona vestiti da angioletti.

Spesso c’è un intermediario fra i due: san Giovanni, l’arcangelo san Michele, i santi Pietro e Paolo. Anche questi spesso corrono, a volte facendo la spola tra il Risorto e sua Madre, coperta tutta di nero viso compreso, come sotto un burqa mediorientale, alla quale viene annunciata la Risurrezione del Figlio. Solo a quel punto manto e velo di lutto cadono mostrando non solo il viso gioioso della Vergine Maria, ma il suo preziosissimo vestito, sino ad allora nascosto, spesso damasco antico a colori sgargianti.Le immagini spesso sobbalzano, così come saltellano i portatori: Largo! Largo! Dagli estremi della Piazza più importante le immagini, di corsa o in processione, si muovono verso il centro. Lì, vengono fatte incontrare, in un abbraccio; oppure la statua di Maria bacia i piedi del Cristo. È questa la riproposizione di un movimento che mediante un dispositivo consentiva alla statua della Vergine, come un manichino, di prostrarsi al Signore Risorto.

La tradizione è di chiara origine spagnola ed in particolare della Castiglia e León, Ávila, Segovia) e in Castiglia-La Mancia: El santo encuentro, accezione dell’incontro sulla Via del Calvario, riferibile nei luoghi dove si realizza anche a quello del giorno della Risurrezione. Gli incontri gloriosi, con estrema probabilità originati nei monasteri di clausura femminile, si svolgevano solitamente nei chiostri e nelle chiese. È attestata nel 1621 nella Cattedrale dell’Isola di Maiorca e, ancor prima, a Zamora, nord ovest della penisola iberica prossima al confine col Portogallo, nel 1544. Successivamente apparve a Valencia nel XVII secolo e si diffuse maggiormente nel XVIII secolo, come accadde a Ciudad Real e in altre località.

Qualcuno potrebbe storcere il naso visto che, nel Nuovo Testamento (Vangeli e Lettere), si tace sull’apparizione di Gesù a sua Madre. Quel Gesù risorto che nello stesso giorno di Pasqua appare a Maria di Magdala e alle donne, ai discepoli di Emmaus, a Pietro e agli apostoli, ed ancora, in un arco di quaranta giorni, a Gerusalemme, sul lago di Galilea, a Giacomo e a tutti gli apostoli, a cinquecento fratelli e, in ultimo, a Paolo lungo la via di Damasco per convertirlo, non avrebbe incrociato la Madre.

Non ci è possibile in poche righe riassumere le considerazioni degli studiosi circa questa lacuna. A detta di tanti l’evento, storicamente e psicologicamente plausibile, sarebbe stato perfettamente congruente con il ciclo narrativo degli Atti degli Apostoli e del Vangelo di Luca che più di ogni altro narra il cammino della fede di Maria e della Chiesa con lei. D’altra parte le ipotesi che spiegano l’omissione non forniscono la prova contraria che cioè Gesù risorto non sia apparso a sua Madre.

Afferma San Giovanni Paolo II: “Questo silenzio non deve portare a concludere che dopo la Resurrezione Cristo non sia apparso a Maria; ci invita invece a ricercare i motivi di una tale scelta da parte degli evangelisti. È anzi legittimo pensare che verosimilmente la Madre sia stata la prima persona a cui Gesù risorto è apparso. Essendo immagine e modello della Chiesa, che attende il Risorto e che nel gruppo dei discepoli lo incontra durante le apparizioni pasquali, sembra ragionevole pensare che Maria abbia avuto un contatto personale col Figlio risorto, per godere anche lei della pienezza della gioia pasquale” (Udienza generale 21 maggio 1997).

Il Direttorio su pietà popolare e liturgia, al n.149 attesta che: “La pietà popolare ha intuito che l’associazione del Figlio alla Madre è costante: nell’ora del dolore e della morte, nell’ora del gaudio e della risurrezione. L’affermazione liturgica, secondo cui Dio ha riempito di gioia la Vergine nella risurrezione del Figlio, è stata, per così dire, tradotta e quasi rappresentata dalla pietà popolare nel pio esercizio dell’Incontro della Madre con il Figlio risorto.

Da L’Amico del Popolo

https://www.lamicodelpopolo.it/

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