Le criticità del territorio agrigentino e le azioni necessarie per superarle

Le proposte degli architetti. Il Presidente dell’Ordine Rino La Mendola: “E’ necessaria e urgente un’inversione di tendenza nella gestione del territorio”

Agrigento. Foto di Angelo Pitrone

“Rigenerazione urbana, riduzione del consumo di suolo; l’aeroporto per ridurre il grave gap infrastrutturale; gli interventi necessari per contrastare il dissesto idrogeologico e per garantire il decoro urbano e la protezione delle coste dall’erosione marina”.

Per l’Ordine degli Architetti di Agrigento sono queste le azioni necessarie per superare le maggiori criticità del territorio agrigentino da sottoporre all’attenzione dei candidati a sindaco delle prossime elezioni.

“La prima tappa, quella odierna – spiega il presidente dell’Ordine, Rino La Mendola – è riservata al tema della rigenerazione e del decoro urbano, mentre nei prossimi giorni ci sarà spazio per le strategie da adottare per superare l’isolamento infrastrutturale, la fragilità idrogeologica del territorio ed il fenomeno dell’erosione marina”.

“Oggi – afferma Rino La Mendola – è necessaria e urgente un’inversione di tendenza nella gestione del territorio, fondata sul blocco dell’espansione edilizia della città e sulla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, soprattutto all’interno del centro storico… Affinché il fenomeno di ripopolamento del centro storico abbia successo – continua La Mendola – sono necessari contestualmente nuovi investimenti per riqualificare gli spazi pubblici con interventi anche semplici, come la pavimentazione e l’illuminazione artistica di piazze e cortili, o più complessi come quelli per realizzare adeguati parcheggi ai margini della città antica, che possano consentirne un uso pedonale, come accade in tutte le grandi città storiche. Tutto ciò, nella consapevolezza che un euro di investimenti pubblici genera fino a dodici euro di investimenti privati”.

Rino La Mendola, Presidente Ordine Architetti Agrigento

«La valorizzazione del centro storico – aggiunge il Presidente degli architetti – con il supporto di un nuovo Piano Particolareggiato di Recupero, potrebbe ricomprendere in modo organico anche la riqualificazione dei quartieri colpiti della frana del 1966, come il Rabato, Santa Croce e l’Addolorata, che oggi versano nel degrado e nell’abbandono. Il recupero di questi quartieri potrebbe rilanciare il percorso costituito da via Atenea, Piazza Pirandello e via Garibaldi, quale asse attorno al quale riaggregare e valorizzare il centro storico, che avrebbe di fatto due ingressi: uno da Porta di Ponte e l’altro dall’Addolorata. In corrispondenza delle due “porte” di ingresso dovrebbero essere realizzati due ampi parcheggi, che potrebbero consentire la trasformazione dell’intero centro storico in zona ZTL (a traffico limitato), puntando dunque alla sua progressiva pedonalizzazione. In questo contesto, potrebbe essere recuperato e integrato anche il parco ICORI, che attualmente versa in condizioni di isolamento e di abbandono”.

 

 

 

 

 

 

 

 

.

 

 

Condividi articolo:

spot_img

Block title

“La Madonna Santissima del Monte”

Roma, all'Arciconfraternita Santa Maria Odigitria dei Siciliani la presentazione del libro di Enzo Sardo

“Fammi sapere che film si proietta questa sera” 

Leonardo Sciascia e Giuseppe Tulumello, storia di una passione e di un’amicizia

“Conversazioni a Girgenti”

Agrigento, al Centro Culturale Pier Paolo Pasolini incontro con Vito Bianco

“È la storia più dolorosa che abbia mai scritto”

In tutte le librerie dal 5 giugno il nuovo libro di Carmelo Sardo "L'ultima estate di un uomo Perbene", Zolfo Editore. Una storia dimenticata, una verità negata