Morto nel campo di concentramento di Dachau, Giusto fra le Nazioni, Medaglia d’oro al Valor Civile. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Marrone e dall’ANPI.

Nella Giornata dei Giusti dell’Umanità, oggi 6 marzo, Favara ricorderà la figura e il sacrificio eroico di Calogero Marrone, morto nel campo di concentramento di Dachau, Giusto fra le Nazioni, Medaglia d’oro al Valor Civile. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Marrone e dall’ANPI.
Anche quest’anno per la Giornata dei Giusti la Fondazione Marrone promuove il “Marrone Day”, un progetto articolato a favore degli studenti delle scuole superiori di Favara, che prevede laboratori e dibattiti e che si svolgerà, a partire dalle 8.30, nella Sala del Collare del Castello Chiaramonte alla presenza di Autorità ed Esperti di alto profilo artistico e culturale,
“ Ancora una volta – spiega Antonio Palumbo, Presidente della Fondazione e Sindaco di Favara – una mobilitazione morale e cognitiva per restituire il nostro concittadino Calogero Marrone alla sua città, ai giovani, agli studenti, un investimento formativo per educare alla libertà e al cambiamento”.
Nella stessa giornata saranno commemorati anche Pio La Torre e Piersanti Mattarella, “due siciliani meritevoli di di essere annoverati tra i Giusti dell’Umanità per il loro impegno vissuto fino al sacrificio della vita per l’affermazione della legalità contro la mafia”.
“Celebrare Pio La Torre e Pierasanti Mattarella – spiega Rosario Manganella, vice presidente della Fondazione – significa portare allla memoria dei più giovani due martiri dell’impegno civile affinchè il loro sacrifico sia ogni giorno lievito di libertà, di inclusione e di democrazia, nella Giornata che celebra uomini e donne che come loro hanno dato la vita per una società più giusta”.
Nel pomeriggio un corteo di giovani si muoverà verso Piazza della Pace, dove verrà svelata una Stele per Pio La Torre e Piersanti Mattarella, “per sugellare in maniera fortemente simbolica una consonanza di impegno civile e umanitario di straordinaria importanza”.

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Calogero Marrone, il “Perlasca” di Favara
di
Giuseppe Piscopo
(Da Malgradotuttoweb, 27 gennaio 2018)
Funzionario al Comune di Varese, città dove si era trasferito per ragioni di lavoro, ha sottratto interi nuclei familiari ebrei ad una morte sicura.
Molti anni trascorsi nel dimenticatoio fino a quando, nell’ottobre del 2013, l’allora ministro Paola Severino, nel suo viaggio di Stato in Israele e durante la visita al memoriale Yad Vashem, chiese ufficialmente il riconoscimento di “Giusto tra le nazioni” per Calogero Marrone, il capo dell’Ufficio anagrafe di Varese, originario di Favara, che nel 1945 fu deportato a Dachau per aver aiutato molti ebrei a fuggire in Svizzera.
Da Favara, paese di nascita, a Varese, città di residenza e lavoro, la storia aveva “cancellato” dalla memoria Calogero Marrone, ai molti sconosciuto fino a pochi anni fa.
La storia di Marrone è stata raccontata da Franco Giannantoni e Ibio Paolucci nel libro “Un eroe dimenticato”.
In questi ultimi anni le amministrazioni comunali che si sono succedute a Palazzo di Città della cittadina che ha dato i natali al nostro “Perlasca” hanno valorizzato la figura dell’eroico cittadino favarese, attraverso incontri nelle scuole, convegni ed iniziative varie. Il Comune di Favara ha anche collocato sul muro della casa natale di Marrone, sulla centralissima via Vittorio Emanuele, una lapide di marmo, meta ogni 4 novembre e 25 aprile del corteo commemorativo con tanto di banda musicale al seguito.
Anche a Varese la figura di Calogero Marrone è stata ricordata con una targa, voluta dal Comune e dalla comunità ebraica, posta all’entrata dell’ufficio anagrafe, nel luogo dove il nostro “eroe” falsificò carte e documenti per salvare da un sicuro viaggio nei campi di concentramento interi nuclei familiari di ebrei.


