UNA MEMORIA DA CUSTODIRE. Antonio Liotta e il suo cinema a Grotte: generazioni di ragazzi hanno imparato a guardare il mondo attraverso la luce di uno schermo.

Antonio Liotta non è stato soltanto il gestore del cinema di Grotte: è stato il suo custode, il suo narratore silenzioso, il suo cuore pulsante. Per tantissimi anni e per diverse generazioni quel cinema è stato molto più di un luogo: era un passaggio obbligato, un rito, un porto sicuro per tanti ragazzi che lì hanno trovato riparo, immaginazione e un primo sguardo sul mondo.
Per molti di noi, quel cinema è stato la vera scuola. È lì che abbiamo scoperto il buio che si accende, la magia di un volto proiettato, la disciplina dell’attesa, la potenza di una storia ben raccontata. Il dietro le quinte del grande schermo in una pellicola da montare, una lente da adattare e da mettere a fuoco. Ed è lì, soprattutto, che abbiamo scoperto che il Teatro e il Cinema potevano diventare un mestiere, una vocazione, una strada possibile.
Lu zi Totu, senza saperlo, ci consegnava ogni giorno una lezione di arte e di vita: l’importanza della cura, della precisione, della dedizione a un luogo culturale che vive solo se qualcuno lo serve con amore, un posto in cui i problemi non esistevano, solo le soluzioni, altrimenti era meglio tacere, lu zi Totu non sopportava i saccenti, accoglieva e proteggeva solo chi voleva imparare. Con il suo passo lento, i capelli sempre impomatati, le mani forti, la voce bassa e roca, era il guardiano di un mondo fragile e prezioso.

Sapeva riconoscere gli sguardi curiosi dei ragazzi, accoglierli, farli sentire parte di qualcosa e il tutto senza grazia, senza salamelecchi, ma con ruvido affetto, affetto vero. E noi, in quell’odore di pellicola, polvere e aria fresca della sera, abbiamo costruito la nostra memoria artistica. Senza quel cinema, senza di lui, saremmo stati diversi.
Oggi, ricordarlo significa ringraziare non solo lui, ma un’idea di comunità che si fa cultura attraverso gesti semplici e quotidiani e se molti di noi oggi fanno del Teatro e del Cinema la propria vita professionale, è perché, in un paese della provincia siciliana più remota, c’era un uomo che apriva le porte di un sogno. Antonio Liotta è stato quel varco e continuerà ad esserlo, finché il ricordo del suo cinema resterà acceso nei nostri occhi e fino a quando quel posto sarà capace di tornare a farsi officina, laboratorio permanente di arte, cultura e vita.
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Giovanni Volpe: attore, regista e scrittore
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Su YouTube, Grotte.info Quotidiano la cerimonia di riapertura del Cineteatro “Antonio Liotta”
https://www.grotte.info/ag/026/Notiziario202602.htm#23.02.26


