Un presidio gratuito e senza scopo di lucro che sostiene persone con disabilità e famiglie grazie all’impegno silenzioso di tanti volontari: “Le nostre porte sono aperte a tutti”

Esiste da un ventennio ed è tra le realtà vive del paese e certamente tra le esperienze più significative della Comunità ecclesiale. È il Centro Padre Cipolla, nato negli ultimi anni di attività pastorale dell’arciprete Alfonso Puma, guidato per lungo tempo da Don Diego Martorana e ora coccolato da Don Carmelo La Magra.
È un punto di riferimento per le persone con disabilità e per le loro famiglie: e in una piccola comunità realtà come questa assumono un valore ancora più profondo. Il Centro Padre Cipolla – che si trova proprio nello locali che erano stati donati da un dinamico sacerdote vissuto tra il 1871 e il 1930, P. Giuseppe Cipolla – non è soltanto un luogo fisico, ma una “porta aperta” dove si entra per trovare amicizia, fraternità e consolazione, e dove si combattono solitudine e isolamento con la forza delle relazioni autentiche.
Cuore pulsante dell’iniziativa sono i tanti volontari e volontarie che, ieri come oggi, hanno scelto di dedicare gratuitamente il proprio tempo ai ragazzi e alle ragazze che frequentano il Centro.

“Un impegno silenzioso, costante, lontano dai riflettori – dice Don Carmelo La Magra – che rende concreta la parola gratuità. È grazie a loro se ogni incontro diventa occasione di crescita, condivisione e affetto”
Il Centro non ha scopi di lucro, naturalmente. Come tutte quelle realtà che funzionano bene. Vive esclusivamente della generosità e dello spirito di servizio di chi crede nel valore della comunità e soprattutto delle tante famiglie che nel Centro hanno trovato una seconda famiglia.
“Stare insieme significa scoprire che le diversità non sono ostacoli – sottolinea Don Carmelo – ma doni che arricchiscono tutti. È una scuola di vita più che un luogo di attività: nel confronto con l’altro si imparano il rispetto, l’autonomia, la solidarietà. Si superano i propri limiti e si cresce insieme, in un clima di amore fraterno. Certo, il Centro non pretende di essere la soluzione a tutte le difficoltà che le persone con disabilità e le loro famiglie affrontano quotidianamente. È piuttosto un’oasi, un momento di respiro, dove l’aria buona dell’amicizia aiuta a ritrovare forza e speranza”.
Attraverso un post su facebook, il Centro Padre Cipolla chiede l’attenzione dei Racalmutesi: “Le porte restano aperte a chi desidera vivere questa esperienza, come volontario o come utente. Perché al Centro Padre Cipolla nessuno è di troppo: c’è sempre posto per chi cerca, o vuole offrire, un gesto di amore concreto”.
Ed ecco: sarebbe auspicabile una maggiore attenzione anche da parte delle istituzioni verso un’esperienza che rappresenta un patrimonio umano e sociale dell’intera comunità.


