Sono in corso gli interventi nelle opere del “Monoculus Racalmutensis”, compreso l’Autoritratto del grande pittore del Seicento. L’arciprete Carmelo La Magra: “Il restauro durerà diversi mesi”

Sei opere di Pietro D’Asaro, pittore di Racalmuto vissuto tra il 1579be il 1647, custoditi in varie chiese del paese di Sciascia e databili alla prima metà del Seicento, torneranno a splendere grazie al restauro in corso finanziato dall’assessorato regionale dei Beni culturali.

Si tratta di alcuni tra i dipinti più rilevanti del percorso artistico del “Monocolo di Racalmuto”, molto compromessi nel loro stato di conservazione: il celebre Autoritratto, la Madonna dell’Itria, il San Michele Arcangelo, il San Nicolò in trono, la Madonna con Bambino che appare a San Biagio, e la Sacra Famiglia con i SS. Anna e Gioacchino.
L’intervento di restauro è stato finanziato dal Dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità siciliana. La progettazione e la direzione dei lavori sono curati dalla Soprintendenza di Agrigento. L’impresa esecutrice è la ditta Elisabetta Carcione di Palermo, mentre una importante campagna di diagnostica e di test di restauro è stata eseguita dalla ditta Kermes di Antonella Pancaldo e da Start Test di Francesca Alberghina e Salvatore Schiavone, preliminare alla stesura del progetto di restauro.
Grazie all’approfondimento diagnostico è stato possibile rilevare la possibilità di recupero di queste opere d’arte, e comprendere la tecnica esecutiva e i materiali utilizzati dal pittore Racalmutese, uno dei più importanti pittori siciliani della prima metà del Seicento.
Tra qualche mese, assicura l’arciprete Don Carmelo La Magra, riavremo le tele nelle nostre chiese.


