Il 23 gennaio, al “Circolo Zolfatai e Salinai” del paese di Sciascia, la presentazione del libro di Serafina Ignoto che racconta la Sicilia della fine dell’800 e la nascita del movimento dei contadini
Al Circolo Zolfatai e Salinai di Racalmuto, luogo storico che mantiene intatto il suo fascino, sarà presentato venerdì 23 gennaio, a partire dalle ore 18:00, il libro L’isola ribelle di Serafina Ignoto.
Il libro, pubblicato dall’editore Navarra, racconta le proteste dal punto di vista dei protagonisti, i contadini e i capipopolo che infiammarono per due anni la Sicilia.

La narrazione di Serafina Ignoto segue la vicenda di Andrea Pavan (alter ego del reale Adolfo Rossi), giornalista veneto che nel 1893 La Tribuna di Roma inviò in Sicilia per seguire da vicino gli scioperi dei Fasci dei Lavoratori, organismo precursore del movimento sindacale.
Con lo stile del reporter maturato in America, con al collo la sua Kodak e in tasca i taccuini, Pavan girò l’intera Sicilia quasi sempre a dorso di mulo, smontando anche lo stereotipo che dipingeva le donne silenziose e sottomesse che si dimostrarono forza motrice del movimento. Attraverso i suoi articoli, emersero le origini di mali ancora attuali: le mani di potenti e di politici corrotti, l’affermazione di una mafia agli albori, le carenze di infrastrutture moderne che già fin d’allora inchiodano la Sicilia ad una condizione di insanabile inferiorità. La crescente affermazione dei Fasci dei Lavoratori divenne presto una minaccia per l’ordine costituito. Per la prima volta, l’autrice dà voce ai protagonisti di quelle lotte: contadini, operai, agrari, dirigenti dei Fasci, politici ed esponenti di polizia. Oltre che un rilevante documento storico-narrativo, è anche un testo di amore sconfinato per chi ha affrontato le ingiustizie e per chi non si è mai arreso nel raccontarle.
L’autrice sarà a Racalmuto giorno 23. Visiterà i luoghi di Sciascia e alle ore 18 presenterà il libro al “Circolo Zolfatai e salinai” con Salvatore Picone e Pippo Di Falco.

Durante l’incontro interverrà Piera Lo Leggio con i suoi canti e cunti della Sicilia che resiste. La letture di alcune pagine del libro è affidata a Ignazio Enrico Marchese.


