Inaugurazione il 22 gennaio al Polo culturale San Lorenzo di Agrigento, con la presentazione di due studiosi dell’autore empedoclino, Salvatore Ferlita e Salvatore Picone

Trenta scatti, quasi tutti inediti, di Angelo Pitrone ci svelano il rapporto di Andrea Camilleri con la sua terra, la sua provincia agrigentina. Dalla sua Porto Empedocle ad Agrigento, fino a Racalmuto: le foto di Pitrone, al centro della mostra Album Camilleri che sarà inaugurata il 22 gennaio presso il Polo culturale San Lorenzo di via Atenea.
La mostra fotografica si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita dello scrittore promosse dall’Assessorato Regionale Beni Culturali e coordinate dalla Soprintendenza di Agrigento, in accordo con il Fondo Andrea Camilleri e il Comitato Nazionale “Camilleri100”, il Comune di Porto Empedocle, l’Università degli Studi di Palermo, la Fondazione Ferrovie dello Stato, il Centro di studi filologici e linguistici siciliani, la Strada degli Scrittori, studiosi, artisti e personalità del mondo della cultura e dello spettacolo e con la collaborazione attiva delle associazioni culturali locali.
Chiude idealmente un lungo anno di iniziative questa mostra del fotografo agrigentino per oltre trent’anni in servizio presso la Soprintendenza di Agrigento, legato non solo ai temi della Sicilia, ma anche ai volti noti di grandi autori come Sciascia, Moravia, Vincenzo Consolo e lo stesso Camilleri, solo per citarne alcuni.

Le foto dedicate ad Andrea Camilleri si collocano oltre la dimensione del semplice reportage: sono pensate come strumento critico, capaci di leggere la figura dell’autore de Il re di Girgenti nel suo rapporto con i luoghi, la memoria e il teatro restituendo, attraverso la fotografia, un ritratto profondo e non soltanto celebrativo dello scrittore empedoclino.
Un excursus visivo che attraversa Agrigento e Porto Empedocle, ma anche Racalmuto, il paese di Leonardo Sciascia, dove nel 2003 Camilleri diresse il piccolo teatro comunale contribuendo alla sua riapertura dopo quarant’anni.
“Quest’Album – sottolinea Angelo Pitrone – è un omaggio allo scrittore che ho cominciato a conoscere pian piano nel tempo, a partire dall’estate del 1981, alla Settimana Pirandelliana, davanti alla Casa natale di Luigi Pirandello. Camilleri non era ancora il celebre scrittore che è poi diventato, ma senz’altro era già un regista affermato e stimato. E questo ci dà la dimensione dell’uomo e dell’intellettuale”.
Le fotografie restituiscono un Camilleri che abita lo spazio, colto nei gesti, nelle pause, nella relazione silenziosa con la sua terra. “È nella seconda metà degli anni Novanta – afferma Pitrone, chiarendo il passaggio dalla documentazione alla costruzione di un immaginario visivo condiviso – che torno a rifotografare le viuzze e le case di Porto Empedocle cercandovi i luoghi della sua Vigàta”.


Un nucleo centrale della mostra è dedicato a Racalmuto, alla riapertura, nel 2003, del teatro Regina Margherita e al rapporto con Leonardo Sciascia. Camilleri, già affermato scrittore, partecipò in prima persona all’avvio dello storico teatro per “un doveroso omaggio all’amico e maestro che tanto si spese per l’avvio dei restauri”.
Emergono inoltre il Camilleri regista e il suo legame con i luoghi pirandelliani, sintetizzati nel celebre ritratto alla macchina da scrivere, suggerito dallo stesso scrittore come omaggio a Luigi Pirandello.

All’inaugurazione della mostra interverranno, oltre al fotografo e al Soprintendente Vincenzo Rinaldi, Salvatore Ferlita, docente universitario e critico letterario, profondo conoscitore dell’opera camilleriana, e Salvatore Picone, autore, con Gaetano Savatteri, del recente libro In Sicilia con Andrea Camilleri che ripercorre le tappe dell’opera e della vita dello scrittore empedoclino attraverso i luoghi dell’isola.


