Fondato a Racalmuto nel 1980

Il Tribunal de les aigues e la gestione delle risorse idriche

L’istituzione, Patrimonio UNESCO, che a Valenza amministra la corretta distribuzione delle acque

Tribunal Les Aigues. Foto di Carmelo Sciascia

Quale significato dare oggi ad un viaggio? Le risposte saranno tante quante le persone interrogate sull’argomento. Ognuno risponderà secondo la propria esperienza, la propria formazione, le proprie aspirazioni. Sicuramente tra le tante risposte ci sarà anche chi considera il viaggio come un’esperienza conoscitiva in più, un metro di paragone con il proprio vissuto passato e presente. In molte città ci sono sempre le medesime costruzioni, diverse ed uguali nello stesso tempo: un centro storico, una cattedrale, un castello, un palazzo, una piazza e così di seguito. Ma c’è sempre qualcosa di particolare che caratterizza quel luogo, unico e diverso da ogni altra città.

Ecco: a Valenza c’è un’istituzione, Patrimonio UNESCO, come il Tribunal de les aigues. Questo Tribunale amministra la corretta distribuzione delle acque che dal fiume Turia, attraverso i nove canali presenti, irrigano le floride campagne della Comunità Valenciana. Dalla presenza degli Arabi ad oggi questo Tribunale, costituito dai rappresentanti dei canali, continua ad emettere sentenze senza la presenza di avvocati, con al massimo una semplice ispezione sul posto chiamata visura. Le sentenze sono esecutive. I sindaci eletti, ciascuno per ogni canale d’irrigazione, costituiscono il collegio giudicante, la carica non prevede compenso alcuno.

Perché questa istituzione continua a richiamare tanta attenzione? Pensate per un attimo alla gestione delle acque oggi. Tanti paesaggi, unici ed irripetibili, caratterizzati da un’antica presenza d’acqua rischiano di sparire per colpa di politiche poco attente alla salvaguardia del territorio. Molti interessi utilitaristici minacciano intere aree caratterizzate dalla presenza di corsi d’acqua. La pressione antropica divora risorse naturali, quindi anche zone lacustre e fiumi, come terre di espansione edile. L’acqua, risorsa vitale, diventa spesso oggetto di speculazione politica. Pensate come l’acqua, che dovrebbe essere bene pubblico, viene gestito da società private, che sono diventate di fatto, in seguito alle politiche di certe regioni, proprietarie delle sorgenti naturali.

Mi riferisco in particolare alla Regione Sicilia, dove la mancanza d’acqua è cronica, anche perché l’acqua delle sorgenti, che dovrebbe andare negli acquedotti pubblici, viene imbottigliata e venduta in tutta Italia da società straniere. Il problema della gestione dell’acqua è un’emergenza nazionale, se la Sicilia è lontana ed i suoi problemi possono non interessarci, pensate al contenzioso con Genova in merito alla Diga del Brugneto. Piacenza rivendica ad ogni siccità il diritto al prelievo di una quota maggiore d’acqua ma Genova risponde di avere necessità di tali risorse per approvvigionare il proprio acquedotto. Pensate un attimo a come viene gestito oggi in Italia il nostro patrimonio idrico. Pensate agli sprechi, agli abusi, ai contenziosi legali, alle speculazioni di ogni genere e pensate al Tribunal de les aigues, che in assenza di qualsiasi deterrenza carceraria, ipso facto, risolve dal XII secolo, all’ombra del Portale degli Apostoli della Cattedrale, qualsiasi controversia relativa al loro patrimonio idrico.

Carmelo Sciascia

Quanto detto è solo un riferimento al problema della gestione delle risorse idriche, ma pensate un attimo alla fluidità della giustizia che questa istituzione potrebbe rappresentare anche in ambiti diversi.

Pensate alla velocità con cui questo tribunale risolve le controversie legate alle acque della città e delle campagne. Un Tribunale formato da otto giudici, eletti ogni due anni, che esercitano la loro funzione senza compenso alcuno. Poi chiudete gli occhi un attimo e pensate alla giustizia in Italia.

Dimenticavo: questo tribunale è a tutti gli effetti riconosciuto come una magistratura indipendente che esercita il proprio potere attraverso la tradizione e le norme che si è dato. Non c’è nessun legame con il potere politico, né il potere esecutivo ha mai cercato di assoggettarlo come, ahinoi, si è cercato di fare ed ancora si cerca di fare da noi!

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Carmelo Sciascia

Scrittore

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