Molti sono i riferimenti, in quest’ultimo periodo, al clima che si era instaurato in Europa negli anni antecedenti la Prima guerra mondiale

Molti sono i riferimenti, in quest’ultimo periodo, al clima che si era instaurato in Europa negli anni antecedenti la Prima guerra mondiale. Elenchiamone alcuni: L’esasperazione del nazionalismo, il forte richiamo ad una economia di guerra e la rincorsa agli armamenti, la crisi delle relazioni diplomatiche, il richiamo alla guerra come risoluzione delle tante questioni sociali e, dulcis in fundo, una grave crisi politica che attraversava tutta l’Europa.
Tutto questo non nasceva a caso. C’era stata anche tutta una corrente di pensiero che ne aveva culturalmente preparato il terreno. L’ irrazionalismo aveva sbaragliato qualsiasi foma di positivismo, che si era sviluppato dalla seconda metà dell’Ottocento, era crollata qualsiasi fiducia nella scienza e nel razionalismo. Alcuni esempi. Nel mondo dell’arte il Futurismo predicava i benefici della guerra come unica igiene del mondo. Il Decadentismo in letteratura sottolineava il soggettivismo solipsista, rifiutando qualsiasi realtà oggettiva. La stessa scienza sembrava contribuire al clima di instabilità generale, basti pensare alla teoria della Relatività (che relativa, nonostante il termine comunque non era), alla scoperta dell’inconscio in psicoanalisi, alle implicazioni in campo filosofico del principio d’indeterminazione in fisica.
Lo scoppio della guerra non era stato quel gioioso e vittorioso cammino che doveva concludere il processo risorgimentale, le classi popolari non potevano permettersi di trastullarsi in ideali romantici e patriottici. Bisognava solo pensare a lavorare sodo per procurare il pane per la sopravvivenza della propria famiglia. Tanti giovani uomini hanno dovuto lasciare la zappa per impugnare il fucile ed essere inquadrati in divisa, per venire deportati dai campi nelle trincee o nella migliore delle ipotesi a morire nei campi di battaglia. Tutto questo per vincere una guerra che ne avrebbe preparata un’altra!
Dopo la Seconda guerra mondiale l’Italia si è data una Costituzione figlia della Resistenza che metteva nero su bianco nell’art. 11 il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli e la promozione della pace e della giustizia. In quest’ottica l’intera Europa ha sempre affermato con fermezza che non ci sarebbe stata più nessun’altra guerra. Sono così nati i tanti Patti comunitari che hanno portato alla creazione dell’Unione Europea. I superstiti della guerra, le generazioni nate nell’immediato dopo guerra come anche quelle successive, sono cresciute con queste idee. Consapevoli che qualsiasi pace è sempre meglio di qualsiasi vittoria militare.
Ma, ci vogliono far credere, che come dice il Poeta “sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo… T’ho visto: eri tu, con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio, senza amore, senza Cristo”. A quest’uomo della fionda vorrebbe oggi farci tornare chi detiene politicamente il potere decisionale. Un potere che si esprime attraverso Istituzioni che nate per fomentare la pace incitano alla guerra. Un ossimoro: armare il popolo per predisporlo alla pace! Oggi saranno sepolte le ideologie come sistemi onnicomprensivi per organizzare la vita politica dei popoli, ma non sono di certo scomparsi alcuni valori fondamentali come il valore della fratellanza cristiana, dell’uguaglianza e della solidarietà di classe. Una coscienza che nasce, come ha sintetizzato Albert Einstein dalla consapevolezza che apparteniamo all’unica razza che si conosca: quella umana!
Ascoltando alcune dichiarazioni di eminenti Capi di Stato, sembra che Dio sia morto per davvero come sosteneva Nietzsche. L’affermazione del filosofo, cioè la morte di Dio, voleva significare il crollo di tutti i valori, aprire le porte al più totale nichilismo. Con l’evaporazione dei valori si precipita nel vuoto, un colpo di spugna cancella qualsiasi speranza nel futuro. Precipitare nel vuoto è l’augurio di chi ci vuole trascinare in una guerra senza ritorno. Francamente non so chi oggi realmente comanda in Italia ed in Europa. Le Istituzioni sono state svuotate delle loro funzioni ed il potere decisionale sta “altrove”. Tutto ciò ha determinato una deformazione della democrazia, una frattura tra chi governa e chi è governato che ha raggiunto un punto di non ritorno. Un martellamento dell’opinione pubblica vuol convincere la maggioranza sulla necessità del ricorso alle armi, ma ricordiamoci che, come diceva Russel, un giudizio diffuso è spesso sciocco piuttosto che ragionevole.
Allora che fare? Bisogna reagire. E’ necessario appellarci alla coscienza critica di ognuno, analizzare tutte le informazioni mettendole in relazione con le proprie esperienze personali, distinguere i fatti dalle opinioni, formarsi un giudizio indipendente e consapevole. Diceva Paulo Freire: “La parola non è un’azione vuota. E’ azione e riflessione”. “La parola vera è trasformare il mondo”. Ed oggi più che mai la parola vera è Pace!


