Dalle radici storiche dei “Chiaramonte” nasce il gruppo che rinnova la tradizione musicale siciliana. Il debutto in Polonia, tra Opole e Lublino, conquista il pubblico e porta un messaggio di pace attraverso canti e storie dell’isola. Un progetto che unisce memoria, ricerca e dialogo culturale

La musica popolare siciliana trova una nuova voce in Isola Sonora, gruppo nato dall’eredità creativa de I Chiaramonte, storica formazione che negli ultimi quarant’anni ha rinnovato la tradizione musicale dell’isola liberandola da ogni cliché folkloristico.
“Povira, scarsa, tutta scunzulata,
mustà ca vi la dugnu ‘na vasata!
Giustu vi vasu, sulu pri ‘na vota,
ca siti vecchia di la mala ‘nnata.
E cantanu l’aceddi di la storia,
terra di vespri, terra di mimoria;
e resta lu ricordu di la gloria
ca, cu lu sangu, la livà la boria.
Vu siti stanca, vu siti malata…”


I versi di un poeta racalmutese dimenticato, Alfonso Scimè, continuano ad essere la colonna sonora di un gruppo che ritrova linfa in Isola sonora con Renato Volpe, Totò Sardo Viscuglia, Gaetano Scimè e Carmelo Brucculeri: quell’esperienza si trasforma in un progetto capace di coniugare memoria, ricerca e sonorità contemporanee. E del resto, il nome del gruppo, Isola Sonora, sintetizza la sua filosofia artistica: un’isola che non è solo geografica, ma simbolica. Uno spazio di suoni e identità in cui la Sicilia diventa musica e la musica diventa racconto, ponte e incontro. Dove l’utilizzo di nuove tecniche musicali – precisano i componenti del gruppo – mettono assieme ricerca e contaminazione con i ritmi moderni.

Il debutto del gruppo si è svolto di recente in Polonia, nell’ambito di una cerimonia ufficiale resa possibile dai rapporti con le città di Opole e Lublino. Proprio a Opole Lubelskie, città gemellata con Racalmuto, Isola Sonora ha incantato il pubblico con una serie di concerti che hanno offerto uno spaccato autentico della cultura isolana: melodie che richiamano la vita di un tempo, canti che narrano antichi mestieri, feste popolari, quotidianità perdute e figure simboliche come fra Diego La Matina, il monaco eretico reso celebre dalla letteratura di Leonardo Sciascia.
Nei brani di Isola Sonora la tradizione non è, come si dice in questi casi, esercizio nostalgico, ma un dialogo vivo con la storia. Le sonorità antiche si intrecciano a una sensibilità moderna, dando voce a un patrimonio che continua a parlare al presente. Per questo la tappa polacca ha assunto un valore particolare: tra tensioni internazionali e nuove esigenze di dialogo, la musica del gruppo è diventata veicolo di un messaggio di pace, capace di unire culture e sensibilità diverse.

Il successo in Polonia segna una tappa importante nel percorso di Isola Sonora che intende continuare a raccontare la Sicilia attraverso una musica che resta fedele alle radici, ma che sa anche aprirsi al mondo.
Un’isola che vibra, risuona, e trova nella musica il suo modo più autentico di presentarsi: una Isola Sonora pronta a farsi ascoltare ovunque ci sia un pubblico disposto a lasciarsi emozionare.
“Desideriamo far conoscere la Sicilia per la sua peculiarità di isola non più isolata – ci hanno detto i componenti del gruppo – fucina di varie culture che interessano il mondo, esempio di accoglienza verso lo straniero, dove l’integrazione diventa patrimonio dell’umanità”.


