Si è tenuta a Racalmuto la scorsa Domenica La “Festa del Ciao”, l’evento annuale organizzato dall’ Azione Cattolica. Centinaia di giovani e meno giovani sono arrivati da ogni parte della Diocesi di Agrigento, accolti dall’arciprete Don Carmelo La Magra, dal presidente diocesano di Azione cattolica Giovanni Gueli e dal saluto del sindaco Calogero Bongiorno. A fine giornata la celebrazione della Messa in Matrice con l’arcivescovo Alessandro Damiano.
Ospitiamo le riflessioni di Mariachiara Castelli e Mariachiara Salvo
A RACALMUTO C’È SPAZIO PER TE
Racalmuto, Festa del Ciao
“E uno, due, tre, quattro, cinque sei…Ciao!” gridano i responsabili dell’èquipe ACR, Livio Montana Lampo e Valeria Palumbo. Così anche quest’anno inizia la “festa del ciao”: i bambini si avvicinano al palco per cominciare a ballare, attirati dal ritmo della musica a cui il corpo di ballo ha dato forma.
Il 16 novembre Racalmuto si è fermata per fare spazio a tutti, ha aperto il cuore, come ha detto lo stesso presidente diocesano di Associazione Cattolica Gianni Gueli a tutti i presenti. Personalità diverse provenienti da tutta la diocesi a partire da Licata a Casteltermini, passando per Cammarata e fino a Sant’Angelo Muxaro, e gli stessi padroni di casa, i Racalmutesi, hanno accolto i ragazzi di ogni età con sorriso e calore.
Tra abbracci, torte, caffè e soprattutto facce assonnate, dopo i calorosi saluti del sindaco del paese, del presidente diocesano e un momento di animazione, cominciano le attività.
Gli “Acierrini”, svolgendo i giochi, hanno imparato a collaborare come gli astronauti della Stazione spaziale Internazionale. I giovani e giovanissimi hanno ricercato la bellezza e hanno avuto la possibilità di vedere la realtà con occhi diversi, soffermandosi sui dettagli.
Gli adulti, infine, hanno associato un significato differente al mondo del teatro, dando ad esso una connotazione profonda affrontando temi esistenziali.
La celebrazione della Messa in Matrice presieduta dall’arcivescovo Alessandro Damiano
Ma quindi, cos’è che rende veramente speciale questa festa? La semplicità nascosta nei piccoli gesti, illuminati dalla presenza di Dio che si è manifestata fin dall’inizio della giornata: la luce che ci ha donato, con il sole apparso proprio all’arrivo dei bambini, ha dissipato la nebbia che avvolgeva il mattino.
La sigla lo ricorda: “Ognuno è unico, ognuno vale, insieme è un viaggio speciale. Siamo famiglia, siamo energia, l’AC ci unisce, è casa mia”. Un invito, infatti, a sentirsi parte di una grande casa dove ritrovare la forza per camminare con amore e con sinodalità.
Nell’Azione Cattolica si riscopre il proprio valore: protagonisti di un mosaico bellissimo, capaci di guardare oltre le cose brutte per ritrovare, nella messa, Dio che ci unisce. Questo è il significato della festa del Ciao, come dice la frase intravista dietro la maglia di alcuni ragazzi: “il bene non fa rumore, ma lascia un segno indelebile”.