Presentato alla Fondazione Sciascia il libro di Luigi Falletti che raccoglie volti e storie dei Racalmutesi caduti in guerra
Si è tenuta lo scorso venerdì 17 ottobre nella sala convegni della Fondazione Sciascia, la presentazione del libro Addio mia bella Addio. Storie di Racalmutesi nelle guerre del ‘900 di Luigi Falletti, realizzato dal Comune con i fondi della Democrazia partecipata.
Alla presenza delle massime autorità e delle forze dell’ordine della provincia con amministratori locali provenienti dai paesi vicini, e dell’editore del libro Antonio Liotta, grazie alla moderazione del giornalista Alan David Scifo, la manifestazione non ha annoiato l’auditorio, facendo trascorrere due ore, passate a parlare di uomini ed eventi, in maniera leggera ma nello stesso tempo interessante così come è emerso dalle stesse voci dei partecipanti.
Il volume racconta cinquant’anni di presenza di militari Racalmutesi nei principali eventi bellici che la nostra nazione si è trovata a dover affrontare. Dalla rivolta dei Boxeur del 1900 dove è certificata la presenza tra i bersaglieri di militari di Racalmuto, fino al 1950 viene tracciata la storia umana e dei reparti che videro impegnati nei loro ranghi giovani provenienti dalla cittadina dell’agrigentino.
Nel corso della presentazione l’autore, da anni impegnato nella ricerca effettuata in tanti archivi, ha voluto accennare ad alcune delle storie più interessanti come ad esempio quelle di alcune brigate tra le cui fila militarono giovani racalmutesi, quali le Brigate Etna, Catanzaro e Jonio nella prima guerra mondiale e dei reparti degli Arditi tra le cui fila militò e venne decorato un cittadino di Racalmuto.
Sono stati accennati anche avvenimenti legati alle vicende di tre fratelli, uno decorato della Marina sopravvissuto all’affondamento del sommergibile Galvani; uno disperso in mare, nello specchio di mare prospicente Durban, a causa dell’affondamento del “Nova Scotia” naviglio su cui era imbarcato, affondamento che si lega al celeberrimo “Laconia Befehl” l’ordine esecutivo “Triton null”; l’ultimo, infine, caduto nel corso del primo scontro, per la difesa della Caserma Italia, sede del comando della XVII zona GaF tra le truppe tedesche e quelle italiane a Tarvisio la notte tra l’otto e il nove settembre 1943.
Interessante è stato l’intervento degli studenti della locale sede dell’IPIA, accompagnati dai docenti che hanno posto all’autore domande acute e pertinenti agli argomenti e alle argomentazioni messesi in luce durante la presentazione.
Sono intervenuti all’incontro il Prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo e il sindaco di Racalmuto Calogero Bongiorno.


