Felice Cavallaro, direttore della Strada degli Scrittori, dopo l’intimidazione a Sigfrido Ranucci e alla squadra di Report. “Ripartiamo dalla lezione dei grandi autori”

Parte dalla Strada degli Scrittori, dalla stessa strada dove sono caduti il giudice Saetta, il giudice Livatino, il maresciallo Guazzelli, un richiamo urgente sulla questione mafia dopo l’attacco alla libera informazione e alla democrazia maturato con la violenta intimidazione a Sigfrido Ranucci, alla sua famiglia, alla squadra di Report. “Massima solidarietà a chi opera esercitando il legittimo ruolo di spirito critico in un Paese alla ricerca di verità negate – afferma in una nota la Strada degli Scrittori diretta dal giornalista Felice Cavallaro – E massimo impegno sul fronte della cultura per battere quella delle mafie”.
“A partire dalle scuole – continua – dove il richiamo alla letteratura, da Pirandello a Tomasi di Lampedusa, da Sciascia a Camilleri e così via, va sempre coniugato con l’impegno quotidiano di chi opera in prima linea per una società liberata da clan e lobby, spesso annidati nei gangli di potere”.


