A Raffadaliuna giornata dedicata alla pulizia e valorizzazione della “brivatura” dei Piliceddi
Bevaio Piliceddi Raffadali
Oggi, domenica 28 settembre a Raffadali una giornata dedicata alla pulizia e valorizzazione della “brivatura” dei Piliceddi, un bevaio rurale risalente al Cinquecento ancora oggi alimentato da una sorgente naturale ma ormai soffocato da melma ed erbacce. L’iniziativa è promossa da Beniamino Biondi, autore di un recente libro sui borghi rurali, e da Francesco Rizzo.
“Le “brivature” sono – spiega Beniamino Biondi – bevai tipici degli ambienti rurali, di solito caratterizzati da una grossa vasca in pietra utilizzata per il ristoro agli animali o come luoghi di raccolta di acque sorgive. Questi bevai sono la testimonianza più nobile, e per molti aspetti poetica, della civiltà contadina, come luoghi di sosta per gli animali da soma e per gli stessi braccianti che rientravano dal faticoso lavoro nei campi. Insomma, le “brivature” sono ancora oggi un elemento della storia sociale della civiltà agricola, e, nel loro attuale abbandono, nella solitudine che li costringe alla resa, si fanno esemplari di pietra di un’antica cultura che ha negato sé stessa, disfacendo le comunità. Così le “brivature” si sono lastricate di melma e depredate dalle erbacce, rimanendo solo come un antico ricordo, squisitamente povero, della vecchia riforma agraria in Sicilia”.
“L’obiettivo dell’iniziativa – spiegano Beniamino Biondi e Francesco Rizzo – è anche quello di costituire un Comitato per la Salvaguardia della Cultura Rurale, iniziando proprio da un’iniziativa pubblica che invita cittadini, associazioni, studiosi e volontari a partecipare a una giornata di pulizia e di tutela della “brivatura” dei Piliceddi”.
L’appuntamento è per domenica 28 settembre, alle 15:30 al Bar Le Cuspidi di Raffadali, oppure alle ore 16:00 direttamente nei pressi della “brivatura” con le seguenti coordinate: 37°25’40.0″N 13°28’50.0″E. “Chi voglia partecipare per trascorrere una domenica utile e diversa – suggeriscono i promotori – porti guanti, attrezzi, sacchi, zappe, rastrelli, e vestiti da lavoro. Chi ne fosse sprovvisto potrà dare una mano documentando il lavoro con immagini e video”
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