Fondato a Racalmuto nel 1980

Una rosa d’oro per Maria SS. del Monte

RACALMUTO Dopo oltre due mesi vissuti “in mezzo alla sua gente”, la statua marmorea di Maria SS. del Monte è tornata al suo altare nel Santuario di Racalmuto. La storica discesa del 3 luglio, trasmessa anche sui social con migliaia di visualizzazioni, ha permesso a generazioni di fedeli di avvicinarsi al simulacro cinquecentesco attribuito al Gagini. L’8 settembre, nel corso di una solenne celebrazione, l’arcivescovo Alessandro Damiano ha deposto sulle mani della Madonna una rosa velata d’oro, segno di gratitudine e memoria collettiva. Con la risalita della statua, si chiude un evento che resterà inciso nella storia e nel cuore della comunità racalmutese. FOTO DI SALVATORE PICONE 

Alle 10:12 di ieri, 11 settembre, le campane del santuario della Madonna del Monte hanno suonato a festa: la statua di marmo bianco è tornata al suo posto, nell’altare monumentale che la custodisce dal 1777. Dopo oltre due mesi e mezzo, vissuti “in mezzo alla sua gente”, la Madonna del Monte è stata delicatamente sollevata e riportata nel suo tempio ligneo, tra le colonne doriche e gli angeli dorati che da secoli vegliano su Racalmuto.

La statua venerata a Racalmuto sin dal 1503

Era il 3 luglio 2025 quando, per la prima volta dopo 37 anni, il simulacro attribuito ai Gagini era sceso dall’altare. Una discesa storica, avvenuta nell’anno giubilare, che aveva permesso a migliaia di fedeli – soprattutto ai più giovani, che mai l’avevano vista così da vicino – di contemplare il volto limpido e sereno di una statua che l’illustre concittadino Leonardo Sciascia definì “vivida di colori, soavissima”. Quell’evento, fortemente voluto dall’arciprete Don Carmelo La Magra (condiviso da tutta la Comunità ecclesiale, dal Comitato festeggiamenti, dalla storica Congregazione, dagli amministratori comunali e da tanti cittadini) e trasmesso in diretta sui social grazie allo staff tecnico di Giacomo Fattori e Alessandro Giuliana, ha raggiunto oltre quarantamila visualizzazioni (il commento alla diretta è stato curato da me, per accompagnare passo dopo passo un momento che è già nella storia della comunità).

Per tutta l’estate e per i mesi successivi, generazioni di Racalmutesi si sono raccolte davanti a lei, in preghiera o in silenzio. E tutti hanno fatto un selfie, hanno scattato una foto ricordo. Portando nel cuore il sentimento antico di una devozione che attraversa i secoli. Nei giorni della festa di luglio, la Madonna del Monte è tornata a percorrere le strade del paese, accolta da una folla partecipe e commossa.

Un segno speciale ha accompagnato questi mesi memorabili. E l’8 settembre, solennità di Maria, l’arcivescovo di Agrigento Mons. Alessandro Damiano, visibilmente commosso, ha deposto sulle mani della statua della Madonna una rosa velata d’oro, dono del popolo racalmutese in ricordo di questo straordinario avvenimento. Un gesto che unisce fede e memoria, tradizione e presente, suggellando il legame indissolubile tra la comunità e la sua Regina. E oggi, insieme alla risalita della statua, sotto i suoi piedi è stata collocata una pergamena a ricordo dell’evento, deposta accanto a quella del 1988, cinquantesimo dell’incoronazione, a testimonianza di una pagina che segnerà per sempre la storia della comunità racalmutese.

Don Carmelo La Magra e Don Luigi Mattina

«Questa esperienza – afferma l’arciprete Don Carmelo La Magra – ci ha mostrato quanto la Madonna del Monte non sia solo una statua, ma la Madre che ci accompagna nella vita di ogni giorno. La sua discesa, la sua presenza in mezzo a noi e oggi il suo ritorno all’altare sono segni che resteranno nella storia del nostro paese e nella memoria di ciascuno di noi».

Oggi, con la “salita” della statua, si chiude un capitolo che entrerà, come detto, a pieno titolo nella storia locale. Le campane che hanno annunciato il ritorno al suo altare non hanno segnato soltanto la conclusione di un rito, ma, si spera, l’inizio di una nuova memoria condivisa di una comunità che spesso stenta ad esserlo, segnata spesso da divisioni sociali e politici, litigi, invidie, rancori.

Come nel 1938, nel 1988 e ora nel 2025, la Madonna del Monte continua a scandire il tempo della comunità racalmutese, custode delle radici e regina di tutti, anche di coloro che non credono.

La rosa d’oro resterà come simbolo di questi mesi: una pagina che, tra fede e storia, i Racalmutesi hanno scritto insieme alla loro Madre e Regina.

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