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Santa Rosalia, quattrocento anni dopo. Le radici, il ritorno e la restanza

Nel vivo a Racalmuto le celebrazioni in onore della Santa Patrona. Fede, cultura e tradizione per il 400° anniversario dell’arrivo della Reliquia. L’arciprete Don Carmelo La Magra: “Un’occasione per riscoprire e rafforzare l’identità culturale e religiosa di Racalmuto. Un appuntamento che unisce generazioni nel segno della tradizione e della fede”

Don Carmelo La Magra con Simone Ferarein Ferrarini che ha realizzato il murale dedicato a Santa Rosalia

Le origini, il ritorno e la restanza. Un murale dedicato a Santa Rosalia, realizzato da Simone Ferarein Ferrarini, sarà inaugurato oggi intorno alle ore 20. Un murale a forma di trittico, spiega l’arciprete Don Carmelo La Magra: un ricordo della nascita nel 1130, il ritorno a Racalmuto nel segno delle sue reliquie il 31 agosto 1625 e la restanza. “La nostra Patrona – sottolinea Don Carmelo – che è icona di libertà, esprime il desiderio dei giovani di essere liberi di restare nella loro terra come lei si rese libera di non sottostare alle convenzioni del tempo seguendo l’amore della sua vita, il Signore Gesù. Questa storia, fatta di passato e di presente, è ora nelle nostre mani e noi siamo chiamati a narrarla e farla vivere nella fede, nelle decisioni libere, nella costruzione del futuro partendo dal presente”.

L’opera, realizzata in via Baronessa Tulumello, nei pressi dell’Arco di Don Illuminato, nel quartiere dove sorgeva la prima chiesa dedicata a Santa Rosalia, edificata nel 1208 (secoli dopo il ritrovamento delle ossa sul Monte Pellegrino), sarà inaugurata oggi.

Il cantastorie Mel Vizzi con Federica Balistreri

E a seguire, un momento di musica tradizionale popolare con lo spettacolo “A Sicilia ca cunta” del cantastorie licatese Mel Vizzi con Federica Balistreri. Sarà trasmesso, inoltre, l’inno “O Santa Rusulia” scritto da Piero Carbone.

Fino al 7 settembre, la comunità di Racalmuto si appresta a vivere un momento storico e spirituale di grande rilievo: il quattrocentesimo anniversario dell’arrivo della sacra reliquia della Patrona Santa Rosalia. Una settimana intensa che è iniziata domenica 31 agosto con la rievocazione storica dell’arrivo della reliquia, con tanto di rullo di tamburi del gruppo “Tammurinara Maria SS. del Monte” guidato da Lorenzo Gagliardo. La processione è partita intorno alle ore 18 dalla chiesa di Santa Maria di Gesù fino alla Matrice, attraversando le vie principali del paese.

Una rievocazione, appunto. Narrano le antiche cronache del Cascini, riportate fedelmente da Giuseppe Nalbone nel libro Delle Chiese di Racalmuto: “Da antica data la festa si celebra il 4 settembre… la terra di Racalmuto vi dedicò la sua prima Chiesa… è incredibile la divozione con che viene visitata a piè scalzo ogni sera non da pochi, ma d’una moltitudine grande. Per con molto maggior mostra di pietà et humiltà ciò fecero il giorno quando accompagnarono la sua santa reliquia, che fu l’ultimo di agosto 1625. Erano andati a portarla da Palermo, ben 80 a cavallo, e quella mattina che fu Domenica si cantò prima la Messa nella Chiesa dei Padri Minori Osservanti (S. Maria di Gesù) colla solennità solita; si liberò una spiritata; dopo il vespro pur solenne si fece la processione, nella quale benché vi fosse molta pompa d’apparati con tre archi trionfali, di luminarie per tre giorni, di concerto di musiche e salvi di schioppi…“.

Il rito si è ripetuto quattro secoli dopo negli stessi luoghi, sotto lo stesso cielo. Ma senza “archi trionfali“, senza “luminarie per tre giorni” né tantomeno “salvi di schioppi“.

Ma c’erano i fedeli, alcuni inizialmente anche a cavallo, come Tonino Mulè e altri componenti della “Via Sacra Rosaliae”. Le reliquie, conservate sempre nello stesso seicentesco reliquiario d’argento, sono tornate per un momento all’ombra delle pietre dell’antica chiesa di Santa Maria di Gesù ora in restauro.

Liturgie e momenti di preghiera, tuttavia, stanno caratterizzando questo speciale e storico avvenimento per Racalmuto, che culminerà il 4 settembre con la processione della statua che si venera in Matrice. Processione e piccola festa ripresa nel 2005, proprio venticinque anni fa, grazie all’arciprete Don Alfonso Puma e a un comitato di appassionati di storia locale come Giuseppe Nalbone, Salvatore Picone, Peppino Agrò, Giuseppe Cutaia, Carmelo Marchese.

Durante la settimana, diversi i momenti di raccoglimento con il Santo Rosario e la Santa Messa ogni sera alle ore 18:30 e alle ore 19:00, fino a sabato 6 settembre.

E giorno 4, dopo il Rosario e la Messa, alle ore 21:00 è prevista la processione dell’immagine e della reliquia per le vie cittadine, seguita dalla benedizione delle vespe e dei caschi a cura dell’associazione “Vesperti” di Racalmuto e con la partecipazione della banda “G. Verdi” diretta dal M° Francesco Carrara.

Reliquiario del Seicento che conserva le Reliquie di Santa Rosalia

Venerdì 5 settembre: pellegrinaggio tra i luoghi della fede, guidati da Angelo Cutaia che su Santa Rosalia e il suo rapporto con Racalmuto ha scritto l’anno scorso un ponderoso volume ricco di notizie e testimonianze. Una passeggiata storico-documentaristica nei luoghi rosaliani del paese, con partenza da via Baronessa Tulumello.

Sabato 6 settembre, dopo la celebrazione eucaristica, spazio alla musica e ai giovani dell’associazione “KaruSì” che a partire dalle 21 vivranno, nell’atrio del castello Chiaramontano, un momento di musica e confronto con la Serata in Rosa…lia. Alla scoperta di Rosalia. Una donna e la sua rivoluzione.

Domenica 7 settembre: chiusura del Giubileo dedicato alla Patrona di Racalmuto con una solenne celebrazione eucaristica alle ore 19:00.

Una kermesse tra devozione e identità: “La festa di Santa Rosalia – dice ancora l’arciprete La Magra – non è solo un momento di preghiera, ma anche un’occasione per riscoprire e rafforzare l’identità culturale e religiosa di Racalmuto. Un appuntamento che unisce generazioni nel segno della tradizione e della fede, in onore della di una santa che da quattro secoli veglia sulla comunità racalmutese”.

* * *

In occasione dei festeggiamenti dedicati a Santa Rosalia Patrona di Racalmuto, ripubblichiamo uno stralcio della storia della chiesa dedicata alla Santuzza scritta da Giuseppe Nalbone, medico e storico di Racalmuto scomparso nel 2013, autore del prezioso volume “Delle Chiese di Racalmuto” edito da “Malgrado tutto” nel 2004. Secondo le ricerche effettuate dal Professor Nalbone, pare che il primo tempio dedicato a Santa Rosalia sia stato costruito proprio a Racalmuto.

DELLE CHIESE DELL’ABITATO NON PIÙ ESISTENTI: SANTA ROSALIA

di Giuseppe Nalbone

In letteratura vi è dovizia di notizie storiche, fornite da autorevoli autori, che attestano risalente ad antico tempo il culto portato a Santa Rosalia in Racalmuto. Anche la nascita della Santa si vuole avvenuta in Racalmuto, come si legge su un anonimo foglio manoscritto del 15 ottobre 1922 custodito nell’Archivio della Matrice, sicuramente poco attendibile: “Abbiamo appreso per tradizione e come affermava il dotto Arciprete Tirone Ignazio, che governò Racalmuto per 44 anni dal 1856 al 1900, che esisteva un documento in Racalmuto comprovante che S. Rosalia fosse nata in Racalmuto, vi fosse dimorata per tre mesi e poi fosse ritornata con la sua famiglia in Patria. Questo documento era presso il Canonico Mantione, quando questi, desiderando avere stampati i suoi scritti, per cura e a spese del Vescovo, questo non successe e per conseguenza bruciò i suoi scritti e rovinò quello che aveva di bello e di documenti presso di sé”. Nello stesso manoscritto si scrive: “il Padre Antonio Parisi sosteneva che Racalmuto – la Patria mia – fu la prima ad innalzare un tempio a Santa Rosalia già fin dal 1238”.

A voler sintetizzare le opinioni dei diversi autori, abbiamo in Racalmuto un’antichissima chiesetta di S. Rosalia che risale a seconda della versione delle fonti: al 1200 Vetrano, Acquista, al 1208 Spucces, al 1238 Parisi, al 1320-30 Cascini, Asparacio, Morreale, al 1400 Pirri. Purtroppo nessuno degli autori fornisce sicure prove documentali.
Senza dubbio la fonte più antica ed accreditata è quella del Pirri che, in “Agrigentinae Ecclesia” della sua “Sicilia Sacra”, scrive: “Pervetusta erat aedes ab an. 1400 circiter, ubi ad annum 1628, depicta videbatur S. Rosalia in habitu eremitico crucem et librum prae manibus gestiens, sed incuria aliquorum ob novum aedificium dicatum eidem Virginis, cuius colunt reliquias, cum Societate animarum Purgatorii habente unc. 70 deleta est”.

Nella foto, tratta dal libro “Delle Chiese di Racalmuto “, la pergamena dell’agosto 1625 che attesta la veridicità delle Reliquie che si conservano a Racalmuto

Che si può liberamente tradurre: in Racalmuto, vi era una Chiesetta antichissima dell’anno 1400 circa, ove ancora nell’anno 1628 vi si poteva vedere dipinta S. Rosalia V. in abito eremitico e portante una croce ed un libro tra le mani; è andata distrutta per il disinteresse di coloro che hanno trasferito il culto in un nuovo edificio dedicato alla medesima Vergine, ove si venerano le reliquie ed ove ha sede la Confraternita delle anime del Purgatorio, le cui rendite ammontano a 70 onze.

Anche nell’opera del Cascini “Santa Rosalia Vergine Palermitana” troviamo notizia del dipinto. L’autore, riferendosi alla Chiesetta di Racalmuto dedicata alla Santa dice: “V’era l’immagine della Santa dipinta nel muro da poi in qua rovinata, e quella, che vi ha oggi in tela è assai nuova, cioè del 1600; ma della prima immagine, restandole ben fissa nella mente, un valente dipintore del medesimo luogo, detto il Monocolo di Racalmuto il di cui nome è Pietro D’Asaro, n’ha fatto fuori un bello esemplare; vi si fa la festa a 4 settembre con grande concorso e divozione del popolo, e quel quarto della terra ha pure il nome di S. Rosalia”

Notizie interessanti sulla Chiesa di S. Rosalia in Racalmuto, anche se in parte di dubbia fondatezza, si rilevano nel “Saggio storico-apologetico sulla vera patria del celebre medico d. Marc’Antonio Alaimo di Racalmuto”, pubblicato dall’Abate D.S. Acquista, Napoli 1832… Tant’altro ancora è stato scritto sull’argomento da antichi e contemporanei autori, anche di questo luogo, che insieme al culto di S. Rosalia hanno voluto dissertare sulla storia di Racalmuto, che certamente non sono riusciti a chiarire; spesso vengono raccontate notizie frutto di fantasticherie o errori che si tramandano da generazioni; a volte vengono stravolti genealogia e cronologia di nobili casati!

Non è nostro intendimento impelagarci in un saggio critico di tale letteratura mentre è nostro interesse raccogliere qui notizie e dati, sulla Chiesa di S. Rosalia in Racalmuto, rilevati da documenti personalmente consultati nella nostra appassionata ricerca.
È documentalmente ben provato il culto di S. Rosalia in Racalmuto sin dal 1593, oltre un trentennio prima del rinvenimento delle spoglie mortali della Santa sul Monte Pellegrino di Palermo.

A questa data si riferisce il più antico documento da noi ritrovato che fa riferimento alla Chiesa di S. Rosalia ed all’omonimo quartiere… Invero, impropria è la denominazione “quartiere di Santa Rosalia” si tratta, più precisamente, di un rione facente parte prevalentemente del quartiere San Giuliano…

L’assegnazione a Racalmuto delle Reliquie di S. Rosalia, traslate da Palermo con tutti gli onori, è documentata da una pergamena dell’Arcivescovo Giannettino Doria, datata 10 agosto 1625, e dal reliquiario di argento contenente due frammenti costali della Santa… Anche se il culto per Santa Rosalia permarrà ancora vivo in Racalmuto per lungo tempo così non si può dire per l’interesse manifestato alla Chiesa della Patrona che si vede gradatamente affievolirsi sino al declino; tanto che il Vescovo di Agrigento, Andrea Lucchesi Palli, nella visita pastorale del giugno 1758, è costretto ad interdirla.

Tant’è che nel 1791 circa, la Chiesa di S. Rosalia, abbandonata e cadente, viene “subastata”; allo scadere dei prescritti due anni non si presentano offerenti. Si giunge così alla melanconica fine della gloriosa Chiesa della Santa Patrona di Racalmuto che burocraticamente è segnata nel Registro dei Vescovi dell’A.V.A. dell’anno 1792-93; la Curia, in data 3 giugno del 1793, autorizza l’Arciprete di Racalmuto a cedere Chiesa e Sacrestia al Sac. D. Salvatore Maria Grillo che in permuta dovrà provvedere a costruire, entro la Madre Chiesa, un altare intitolato a S. Rosalia.

Tratto da “Delle Chiese di Racalmuto” di Giuseppe Nalbone, Editoriale Malgrado tutto 2004

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