Fondato a Racalmuto nel 1980

Oggi la dottoressa Simona Carisi ci offre un caffè

Accompagnato da utili consigli

Simona Carisi

“il caffè della Peppina, non si beve alla mattina, né col latte né col thè …ma perché perché perché?”.

Ma non solo! Se bevi il caffè a digiuno potresti avere reflusso acido e disturbare la funzionalità dello stomaco ed i processi digestivi. Il caffè stimola la produzione di cortisolo e potrebbe incrementare, soprattutto nei soggetti prediabetici, la glicemia.

Il caffè, di fatto, non è certo una bevanda fondamentale nella nostra quotidianità e se non superi 4 tazzine al giorno possiamo asserire che, tutto sommato, rappresenta una bevanda innocua. In Italia sostituisce il thè degli anglosassoni e bevuto dopo pranzo è uno dei pochi piaceri che arricchisce in gradevolezza il nostro palato. Il caffè in Italia è un simbolo, e per i fumatori, purtroppo, anche una scusa per accendere un’altra sigaretta,

Ricco di caffeina, spesso il caffè causa tachicardia, aumenta cioè il battito cardiaco, provoca nervosismo, tremore delle mani e insonnia, se bevuto dopo il pasto serale. Sicuramente, se sei un bevitore abituale di caffè, il sonno arriverà regolarmente, preceduto per altro, da parecchi sbadigli e questo può succedere  perché l’abuso di caffè porta, di contro, ad un adattamento metabolico alle sue concentrazioni.

La caffeina appartiene alle molecole psicotrope, come gli stupefacenti, e a livello del sistema nervoso centrale tende a far aumentare i livelli di adrenalina, riduce l’apporto di sangue alla pelle e agli organi interni. Considerata una sostanza “dopante”, perché facilita la trasmissione di dopamina, motivo per cui ottimizza le prestazioni mentali ed atletiche. Se invece di caffè ne abusiamo andiamo incontro al  “caffeinismo”, una forma di dipendenza che rappresenta l’aspetto nocivo legato al caffè: “assuefazione”.

Ricordiamo inoltre che non va bene per le donne in gravidanza e per i bambini, per gii ansiosi, i diabetici, i malati di glaucoma, gli ipertesi, gli osteoporotici, gli artritici, chi soffre di emicrania, i sofferenti con lo stomaco e l’intestino, chi soffre di colon irritabile, gli insufficienti epatici e renali, chi soffre di ipertrofia prostatica ed infiammazione alle vie urinarie,

Il caffè torrefatto residua una quantità di “tannini” che, diversamente alle controindicazioni accennate, ha una buona azione anti-ossidante, ma se bevuto in quantità limitata, altrimenti anche il torrefatto ha le sue controindicazioni, può causare, cioè, una diminuzione dell’assorbimento del ferro, minerale essenziale per il nostro organismo.

E’ necessario concludere esaltando il piacere che si prova ad aver bevuto una tazza di caffè al mattino, dopo una corretta colazione, sottolineando come per  la maggior parte dei soggetti sani il caffè sia una prelibatezza da non confondere, ovviamente, con il caffè americano…ma questa è un’altra storia.

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Simona Carisi, medico patologo clinico Asp Agrigento

 

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