Il 19 agosto Incontro a Campobello di Licata sul “Diritto a Restare”
Il tema del “Diritto a Restare” sarà il 19 agosto al centro di un incontro in programma a Campobello di Licata alle 21 in Piazza XX Settembre.
Sul palco si alterneranno: Teresa Fiore, docente alla Montclair State University (New Jersey), che racconterà le radici storiche delle migrazioni siciliane e le loro trasformazioni nel tempo.
Laura Anello, presidente de Le Vie dei Tesori, che presenterà l’esperienza di mappatura delle comunità di restanza condotta in Sicilia.
Maurizio Piscopo, maestro-scrittore autore del libro “Ci hanno nascosto Danilo Dolci”, che condividerà la sua esperienza educativa e il messaggio civile del grande intellettuale siciliano.
“Con la Fondazione Le Vie dei Tesori – dice la Presidente, Laura Anello – siamo impegnati a costruire comunità attraverso la valorizzazione del patrimonio. Siamo convinti che il patrimonio storico e culturale sia una leva formidabile per acquistare consapevolezza di se stessi e delle proprie potenzialità. Al Sud questo è particolarmente importante per diffondere empowerment e auto imprenditorialità, per dire che è possibile provare a inventare il proprio destino a casa propria, se lo si desidera. Conosco luoghi bellissimi che si stanno spopolando perché i giovani pensano che non si sia nulla da fare, perchè non ci riconoscono dentro nessun valore. Questo non significa ovviamente demonizzare chi fa scelte diverse. Il tema è non partire per obbligo o perché si pensa di non avere altra scelta. Dire che tra la fuga e il fallimento c’è una terza via, che è quella di restare e costruire”.
“In passato ho vissuto a Roma, Milano e Parigi – dice Giuseppe Maurizio Piscopo – Da quando sono tornato a Palermo, più volte ho pensato di lasciare la Sicilia. Riflettendo ho capito che il mio posto è qui. Sono tornato tra i bambini della scuola elementare, nelle carceri, negli ospedali, a portare un pensiero di pace e fratellanza seguendo l’esempio di Danilo Dolci, un grande maestro irregolare, accompagnato da tre note struggenti di fisarmonica. E’ quello che continuerò a fare non appena a settembre mi consegneranno la lapa-book. Questa è la mia terra ed io voglio impegnarmi per cambiarla con tutte le mie forze, con i libri che continuerò a scrivere raccontando il mondo che conosco e l’esperienza che ho vissuto nei viaggi, partendo da un paese difficile ed amaro”.
L’incontro rientra nel percorso di “Questa è la mia terra”, il festival nato a Campobello tre anni fa e diventato un punto di riferimento “per chi in Sicilia vuole discutere, costruire e immaginare alternative concrete allo spopolamento e all’emigrazione giovanile”.


