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“Il porto più bello”: Aurèlìe e Paolo sposi a Racalmare

Si sono detti sì tra le radici siciliane di lei e i ricordi d’infanzia di lui. Un matrimonio d’amore celebrato nel cuore di Grotte, con battesimo della piccola Maia e festa tra gli affetti più cari nella campagna di Racalmare. Foto di Angelo Pitrone.

La luce del sole al tramonto, nella piazza di Grotte, era davvero particolare. Quasi un’atmosfera sospesa e vibrante che solo i giorni belli sanno regalare. Venerdì 8 agosto, nella chiesa della Madonna del Carmelo, Aurèlìe e Paolo Terrana si sono promessi amore eterno. Una coppia speciale, unita da una storia che attraversa frontiere e ritorna sempre alle radici.

Lei, Aurèlìe, porta nel cuore le origini grottesi. Lui, Paolo, è cresciuto proprio tra le viuzze e le pietre antiche di questo paese siciliano, forgiato dal lavoro e dalla memoria dello zolfo. Oggi vivono in Belgio, ma per il giorno più importante della loro vita hanno scelto di tornare a casa, dove tutto ha un sapore più autentico. Dopo il “sì”, ecco il battesimo della piccola Maia, dolce e sorridente, pronta a giocare ancora col cuginetto, Egidio. Doppia emozione, doppia felicità.

La “festa” si è svolta nella campagna di contrada Racalmare, quel luogo che qualcuno molto caro agli sposi (e non solo) chiamava affettuosamente “il porto più bello” — e non è difficile capirne il perché. Laggiù le luci di Agrigento, tutt’intorno campi dorati, ulivi, vigneti, risate e brindisi: tutto sembrava danzare in armonia.

Tra gli invitati non poteva mancare la famiglia di Malgrado tutto diretto da ben quarantacinque anni da Egidio, papà dello sposo.

A suggellare l’atmosfera unica dell’evento: l’omelia di Don Sergio Sanfilippo, le musiche del violinista Luigi Amico, le foto di Angelo Pitrone, i versi di Giovanni Salvo, che ha dedicato agli sposi rime capaci di racchiudere in pochi tocchi il ritratto dei due sposini.

PAULINU E AURELÌ

Paulinu cosa bona
Unni lu tuocchi iddru sona
Ca li fimmini di lu munnu
Ci giriaru tutti ‘ntunnu

Vincì la so scummissa
a so patri fici fissa?
Sugnu avvucatu! minni sbattu!
Paulu sapi lu so fattu

E la testa ci partì
cu la biddrizza di Aurelì
Tra li tanti allegri amici
ora è cca, lu cchiu felici

Oui! beddra è sta carusa
ca lu cori mi spirtusa
A lu Bergiu boni stammu
ora a Grutti nni maritammu.

Tanti auguri

 

 

 

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