Politico di lungo corso, Salvatore Caltagirone ha saputo mantenere sempre saldo il rapporto di amicizia con gli avversari politici

Il 12 luglio è venuto a mancare Salvatore Caltagirone. In questi giorni molti hanno correttamente scritto che con Lui se ne ne è andato un pezzo di storia locale. A quanto precede, sulla sua storiografia, vorremmo aggiungere qualche particolare inedito.
Era l’uomo, non laureato, a cui bisognava inchinarsi di fronte alla sua indiscussa cultura. Grande oratore ha messo in evidenza tale dote sin da ragazzino; infatti, a Grotte gli anziani di un tempo ricordavano quando nella primavera del 1946, in occasione della campagna referendaria, all’età di appena nove anni, Salvatore Caltagirone tenne il suo primo comizio.
“Un comizio – racconta Armando Caltagirone, fratello di Salvatore – che all’epoca fece scalpore, con Salvatore che non potendo arrivare all’altezza del microfono fu fatto salire su una sedia collocata all’interno del palco. Ovviamente il testo fu scritto da adulti che non lesinarono le loro dotte conoscenze, confidando nelle straordinarie capacità del ragazzino che non deluse le aspettative”.
Salvatore Caltagirone esordisce in politica con l’Unione Siciliana Cristiana Sociale (USCS); un movimento dissidente della DC, formato nel 1958 da Silvio Milazzo, che diede vita a un governo regionale sostenuto dalla destra e dalla sinistra. Disciolto nel 1963 l’USCS Caltagirone aderì, pienamente convinto, alla socialdemocrazia di Giuseppe Saragat e assieme ad altri giovani aprì a Grotte la sezione a del partito Socialdemocratico.
Erano gli anni in cui i discorsi del Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy mettevano in discussione le teorie liberiste, mentre il fratello di Kennedy, Robert, evidenziava le storture del PIL (famosissimo il discorso all’Università del Kansas… “Il PIL misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta”) parole che accendevano i cuori e le menti di tanti giovani che in Italia trovavano sponda negli ideali socialdemocratici.
A Grotte Salvatore Caltagirone fu Consigliere Comunale e Assessore, in ambito provinciale segretario e per lungo tempo componente del Comitato Centrale del Partito.
Nelle esperienze elettorali è stato per ben due volte, nel 1976 e nel 1981, candidato alle regionali. Con assoluta certezza si può affermare che seppe sempre distinguere il ruolo di avversario politico da quello umano.
“Salvatore Caltagirone è stato una figura di riferimento per la comunità del nostro paese, un socialdemocratico pragmatico, con una visione progressista, radicata nel riformismo e nell’idea di giustizia sociale”, scrive su Grotte Info Salvatore Filippo Vitello, Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma.
Condividiamo in pieno le sue parole aggiungendo che il rispetto per le idee altrui ha fatto sì che Caltagirone mantenesse saldo il rapporto di amicizia con gli avversari politici. Aspetti caratteriali che ci piace ricordare in una società che, a volte, quanto ad aspetti etici e morali lascia molto a desiderare.
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