Fondato a Racalmuto nel 1980

Borsellino, quel giorno a Racalmuto

Nell’anniversario di via D’Amelio, il ricordo del giudice ci riporta a quel 5 luglio del 1991, quando lo invitammo per chiarire, all’interno della manifestazione chiamata con dovuta autoironia “Il paese della ragione”, cosa davvero fosse accaduto nei suoi rapporti con Sciascia

Borsellino a Racalmuto

Ricordare Paolo Borsellino nel giorno dell’anniversario di via D’Amelio per noi che abbiamo dovuto registrare ripetuti attacchi contro Leonardo Sciascia significa riportarci all’evento del 5 luglio del 1991, quando all’interno di una manifestazione chiamata con dovuta autoironia “Il paese della ragione”, invitammo il giudice a Racalmuto.

Per chiarire cosa davvero fosse accaduto nei loro rapporti, a due anni dalla morte dello scrittore, a quattro dalle astiose polemiche sui “professionisti dell’antimafia”. Io sapevo che come due vecchi amici Sciascia e Borsellino si erano incontrati prima a Gibellina e poi a Marsala, sorridendo sereni davanti agli sguardi compiaciuti delle moglie, di Aldo Scimè, di Roberto Andò. Ma continuavano le acide frecciate contro il nostro profetico maestro e chiamai Borsellino. Pronto a raggiungerci in piazza a Racalmuto insieme con Giovanni Falcone, in prima fila. E annuiva Falcone quando Borsellino chiariva: “E’ giusto dire in questa occasione che in realtà scontro fra me e Sciascia non ve ne fu. Intanto, perché io stetti silenzioso, anzi, colsi l’occasione subito dopo per indicare in Sciascia la persona che aveva estrema importanza nella mia formazione e anche nella mia sensibilità antimafia…”.

Pensavo che sarebbe bastato a frenare l’ondata velenosa, ma l’anno successivo, morto Falcone, a tre settimane dal massacro in cui sarebbe caduto anche lui, Borsellino interviene al dibattito organizzato dalla rivista MicroMega presso l’atrio della Biblioteca Comunale di Palermo. E a tanti sembrò dire cose diverse, secondo una errata interpretazione.

Basta cliccare sulla rete per avere i testi originali e trovare i tanti punti coincidenti. A Racalmuto Borsellino critica infatti “componenti corporative esistenti all’interno della magistratura”. In biblioteca, a Palermo, agganciandosi a una riflessione di Antonino Caponnetto, dice che “il paese, lo Stato, la magistratura che forse ha più colpe di ogni altro, cominciò proprio a farlo morire il 1° gennaio del 1988”. È un esplicito riferimento alla scelta del Csm di nominare all’Ufficio Istruzione Antonino Meli al posto di Falcone.

La riflessione di Borsellino prosegue con un’amarezza legata a quanto era accaduto l’anno prima: “Cioè quell’articolo di Leonardo Sciascia sul ‘Corriere della Sera’ che bollava me come un professionista dell’antimafia…”. Sono meno di venti parole annegate in un discorso di duemila parole. Un paio di righe che non esprimono un giudizio su Sciascia. Non era lo scrittore il nodo della questione affrontata dopo l’eccidio di Capaci. Parlava d’altro. Borsellino infatti attacca duro il Csm difendendo Falcone: “Con motivazioni risibili gli preferì il consigliere Meli”. Poi continua dicendo che il Csm “scoprì il suo vero obiettivo: doveva essere eliminato al più presto Giovanni Falcone”.

Quindi tuona contro la Suprema Corte, a costo di un procedimento disciplinare il cui rischio non poteva certo determinare remora in quell’uomo angosciato. Parla dell’“intervento nefasto della Cassazione cominciato allora e continuato fino a ieri (perché, nonostante quello che è successo in Sicilia, la Corte di cassazione continua sostanzialmente ad affermare che la mafia non esiste)”.

Dovrebbe essere arrivato il tempo del ripensamento nell’ambito di una sempre più ristretta area che ha continuato a riversare acidità contro Sciascia, privi di spirito critico anche nei confronti di un pianeta giudiziario adesso trascinato nel disastro da intercettazioni che svelano oscure trame di potere con radici proprio nel Csm e nella Cassazione. Forse sarebbe stato meglio guardare la luna indicata da Sciascia e non il suo dito. Come fecero Falcone e Borsellino quel giorno in piazza a Racalmuto.

Da Malgradotuttoweb 19 luglio 2019

 

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