Nel 1975 gli esami di maturità all’ Istituto per Geometri “Brunelleschi”, dopo 50 anni si sono ritrovati per festeggiare questo particolare anniversario

“Notte prima degli esami”, canzone del grande Antonello Venditti, evocativa di ricordi, di momenti di ansie, emozioni, a volte pianti ma anche di tanta nostalgia per un periodo che certamente quasi tutti abbiamo vissuto e rimpianto, se non altro perché eravamo giovani, spensierati, pieni di speranze e di progetti per il futuro.
Era il 1975, radunati davanti al portone del “glorioso” Istituto per Geometri “F. Brunelleschi”, aspettavamo di entrare per affrontare le prime prove scritte dell’esame di Stato, ci guardavamo tutti negli occhi, celando timori e paure sotto risatine nervose, battute e grandi pacche sulle spalle; ognuno, nel suo intimo cercava di darsi forza e coraggio ripetendosi come un mantra: “Ce la farò… devo farcela”… poi, la campanella, un suono che non avremmo più udito, ci dava il via per quell’ultima avventura, prima di iniziarne un’altra più importante: quella della vita da adulti.

Sono passati esattamente 50 anni da quei giorni e la 5a B, quasi al completo, si è riunita per festeggiare e brindare questo particolare anniversario, a raccontarci la nostra vita dopo il diploma, ognuno per strade diverse, magari allontanandoci ma sempre uniti dal collante di un’amicizia mai sopita, mai dimenticata.
La “reunion” la si deve all’opera dello “studente” Carlo Gelo che con certosina pazienza è riuscito a rintracciare l’intera classe e ad organizzare la serata. Tutti abbiamo aderito con grande entusiasmo, dando subito la nostra disponibilità. Così, la sera del 23 maggio, ci siamo recati all’appuntamento in una pizzeria di Agrigento; nei nostri pensieri la curiosità di ritrovarci e vedere come il tempo avesse marcato la nostra vita e il nostro aspetto, se ci saremmo riconosciuti e come sarebbe stato il primo impatto: impacciato?… timido?… distante?… Ma quando mai, è sembrato come se ci fossimo salutati il giorno prima. Stesso entusiasmo, stessa ironia, spirito, senso goliardico e di appartenenza. L’abbraccio è stato lungo e pieno di affetto e di sana amicizia.
Nel corso della serata, tra un brindisi e un altro, un fiume di ricordi, aneddoti, professori e personaggi, che hanno costellato il lungo cammino delle “superiori”, ci hanno riportati indietro nel tempo, senza rimpianti patetici però, perché ognuno di noi, dopo il diploma, si è costruito un avvenire, una famiglia (alcuni già nonni), un percorso che ci ha portati al punto dove siamo, sereni e soddisfatti con una propria storia sulle spalle.

Ricorderemo a lungo questa serata, un’esperienza che ci siamo ripromessi di ripetere, rinsaldando un sentimento di amicizia nato tra i banchi di scuola.
Ecco chi eravamo: Giovanni Bellanca, Alfonso Bongiorno, Calogero Carbone, Ettore Carlisi, Salvatore Civiltà, Gioacchino Colletti, Salvatore Di Francesco, Pietro Di Maria, Domenico Gambino, Carlo Gelo, Salvatore Indelicato, Giuseppe La Susa, Pasqualino Lombardo, Antonino Manno, Giuseppe Mattaliano, Renato Moschiera, Vincenzo Natalello, Salvatore Passarello.Qualcuno era assente per motivi diversi: Luigi Argento, Vincenzo Campisi, Andrea Castellana, Giuseppe Ciccone, Marcello Rizzo, ma erano presenti, accanto a noi, nei nostri discorsi, nei ricordi comuni e nel nostro affetto.
50 anni e non sentirli, un messaggio che vogliamo lanciare ai giovani, senza nessuna retorica, dimostrando che seguendo tre semplici fondamentali principî: Amicizia, Lealtà e Rispetto si può andare lontano.
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Foto di Salvatore Indelicato


