Fondato a Racalmuto nel 1980

Quell’auto accartocciata (irriconoscibile) che da anni gira di città in città

La teca che contiene l’auto su cui viaggiavano i popiziotti della scorta ai giudici Giovanni Falcone e Francesca Morvillo (Foto Raimondo Moncada)

“Da Palermo, – si legge in una tabella apposta sulla teca – la Quarto Savona Quindici continua il suo viaggio, scortata dalla Polizia di Stato per permettere alla memoria di vincere l’oblio, ricordando a tutti, nessuno escluso, che Antonio, Vito e Rocco, non erano solo ‘gli uomini della scorta’ ma erano padri, mariti, figli e fratelli”.

La loro auto di servizio, con la memoria accartocciata del sangue versato in questo e in altri eccidi di mafia, ha aperto la primavera a Bologna, nella Settimana della Legalità, promossa in occasione della XXVII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie (ideata nel 1996 dall’associazione Libera), nell’anno in cui ricorre il trentennale delle stragi di Capaci e Via d’Amelio.

Una città, Bologna, dove l’Università Alma Mater ha attivato con la professoressa Stefania Pellegrini un corso di studi nella facoltà di Giurisprudenza denominato Mafie e Antimafie “per formare nello studente una coscienza sociale e una conoscenza scientifica rispetto a un fenomeno tanto pernicioso quanto radicato come quello mafioso”.

Una città, Bologna, dove ha sede uno dei centri operativi dell’associazione antimafia “La banda” costituita da emiliani e siciliani e che gestisce la testata giornalistica Mafie sotto casa” e un sito internet che mappa le mafie in Italia e fa il punto con i suoi dossier sulle mafie in Emilia Romagna (è in uscita il nuovo).

La teca Quarto Savona Quindici a Bologna è stata collocata davanti alla biblioteca comunale Sala Borsa, in piazza Nettuno, a due passi da Piazza Maggiore. L’istallazione è stata svelata il 24 marzo dalle autorità locali, alla presenza di Tina Montinaro, vedova di Antonio, presidente dell’associazione Quarto Savona Quindici.

Si avvicina tanta gente che sosta e che non vorrebbe andare via. Persone che toccano la teca e rimangono così, con la mano sul vetro, parlando a quei resti che ti stanno ad ascoltare. C’è chi lascia pure dei fiori. Una mamma prova a raccontare ai figli piccoli quello che è accaduto.

Bologna, la teca “Quarto Savona Quindici” (Foto Raimondo Moncada)

C’è un ringraziamento della Polizia di Stato a Tina Montinaro, “vera artefice di un viaggio che ancora continua”. Tina Montanaro viene descritta come una “donna forte e determinata, che ha operato negli anni con coraggio e con instancabile impegno per diffondere il messaggio che affiora da queste lamiere: lo Stato vince soltanto se ognuno di noi compie, ogni giorno, il proprio dovere”.

La memoria di quel che è accaduto è incisa a chiare lettere nelle tabelle affisse nelle quattro pareti della teca e riprende vita da quelle lamiere contorte da cui si nota un contachilometri bloccato per sempre a 100287, come si è bloccato l’orologio nella stazione ferroviaria di Bologna dopo l’attentato terroristico del 2 agosto 1980. Ma quel motore si è riacceso e non si è più fermato come non si sono mai fermati gli insegnamenti, i moniti di Giovanni Falcone incisi anche sulla Quarto Savona Quindici: “Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere”.

Da

https://raimondomoncada.blogspot.com/

Maggio 2022

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