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Quel fungo che vive nella nostra pelle

 In realtà chiamarlo “fungo di mare” non è proprio corretto, sebbene spesso compaia dopo la stagione estiva.

Simona Carisi

Un fungo che vive nella nostra pelle, si approfitta spesso del cambio di temperatura e può manifestarsi sul nostro corpo, generando paura ed imbarazzo soprattutto se poche chiazze osservate, d’un  tratto, diventano numerose in alcune parti del nostro corpo: tronco, collo, mani, viso, braccia, gambe, spalle.

In realtà chiamarlo “fungo di mare” non è proprio corretto, sebbene spesso compaia dopo la stagione estiva. Si tratta di un lievito denominato “malassezia”, presente normalmente sulla pelle umana e che può provocare la presenza sulla cute di chiazze rotondeggianti di pochi millimetri di diametro, con un bordo netto di colore rosso ed una zona centrale verosimilmente più chiara o desquamata rispetto al bordo, ma in altri casi il colore può variare dal bianco, al rosa, al marrone.

Si tratta di una micosi, non contagiosa, ma esteticamente davvero fastidiosa. E’ una patologia benigna che spesso ritorna, quindi recidivante, ma facilmente curabile con una pomata anti-micotica.

Si evidenzia sulla pelle, perché questo fungo ad un certo punto, prolifera eccessivamente. Spesso questa patologia benigna è asintomatica, oppure la zona colpita può causare prurito, sicuramente non procura dolore.

Colpisce soprattutto l’adolescenza o i  giovani adulti, (ma anche i neonati e lattanti) e la sua apparizione, può essere causata dalla pelle grassa o dal sudore o da una temperatura calda-umida.

Alle volte il fungo, se presente in quantità eccessiva sulla pelle del corpo, può richiedere l’utilizzo di farmaci da somministrare per via orale o, se colpisce le aree della testa fra i capelli (“tinea versicolor”), è bene utilizzare uno shampoo anti-micotico, senza mai dimenticare che prima di utilizzare qualsiasi farmaco è  indispensabile recarsi da un dermatologo per adottare gli adeguati comportamenti e l’utilizzo di farmaci appropriati.

Gli abiti traspiranti, che possano evitare la sudorazione in una pelle predisposta alla “ptiriasi versicolor”, è uno dei metodi consigliati per evitare le recidive, che purtroppo possono verificarsi anche se il trattamento farmacologico è stato correttamente praticato. Sicuramente è importante curare l’igiene del nostro corpo ed utilizzare quotidianamente saponi o detergenti a pH acido.

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Simona Carisi – Medico Patologo Clinico

 

 

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