Verga, i Malavoglia e il mistero dei lupini

Perché esiste una  “Questione omerica” e non esiste una “Questione lupinica?”

Angela Mancuso

Mi trovavo giorni fa al supermercato e, nello specifico, stavo in fila al bancone del pesce. “Che ci interessa?”, direte voi.  Domanda legittima, ma lasciatemi dire.

Ebbene, lì, tra orate, triglie di scoglio e sardine vive vive, l’occhio mi cade su una bacinella piena di piccole vongole. Sopra la bacinella campeggiava la scritta “lupini”. Fermi tutti. Lupini? Come i lupini del carico di lupini dei Malavoglia? Ma non erano legumi?

Faccio una rapida ricerca e scopro (ormai in tarda età e dopo livelli di studio che ritenevo piuttosto avanzati) che esistono sia i lupini legumi che i lupini molluschi. Ma allora per quali lupini il povero Bastianazzo  si imbarcò sulla Provvidenza e perdette sia il carico che  la vita? E perché nessun libro di letteratura ne parla? Perché esiste una  “Questione omerica”  e non esiste una “Questione lupinica?”. E Verga mangiava i lupini legumi o i lupini molluschi? Cosa dirò ai miei studenti da oggi in poi? Come dirimerò una questione che essi stessi, spinti da fervore culturale e da ardore di sapienza, sicuramente mi sottoporranno?

Mi documento, e di tale documentazione voglio rendere edotto il lettore la cui attenzione avrò sicuramente già catturato.

Verga non ha scritto da nessuna parte di che lupini si trattasse, per cui sono plausibili entrambe le interpretazioni. Tuttavia, i lupini legumi, a quanto pare, sono simbolo di anatema, di scomunica di maledizione e tutti sappiamo quante e quali disgrazie capitarono ai poveri Malavoglia una appresso all’altra. E qual è l’origine di questo anatema?

Racconta una leggenda che la Madonna, in fuga in Egitto con Giuseppe e il piccolo Gesù, si trovò all’improvviso in un campo di lupini nel pieno della fioritura. Muovendosi, la sacra famiglia faceva rumore, rischiando di essere scoperta dai soldati inviati dal re Erode. Fu così che la Vergine Maria maledisse i lupini. E infatti!

Ci sono poi altri indizi, disseminati qua e là sia nel romanzo che in altre novelle, che fanno propendere per i lupini legumi.

La letteratura è il regno delle interpretazioni. Solo Verga potrebbe dirimere la questione, così come solo Dante potrebbe chiarire una volta per tutte chi è “colui che fece per viltade il gran rifiuto”.

Noi,  in attesa di questi chiarimenti, ci divertiamo a interpretare e a volte a inventare.

La questione dei lupini, comunque, rimane tutt’oggi un caso irrisolto. E sono lieta di averla riportata all’attenzione dei lettori di tutto il mondo.

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