“Hai diffuso la cultura dell’arte e del bello in tante generazioni di Racalmutesi”

di | 7 Giu 21

Pubblichiamo il ricordo del professor Gaspare Arrostuto, scritto dal genero Vincenzo Chiarelli e letto da Ignazio Marchese, durante la cerimonia funebre che si è svolta nella Chiesa Madre di Racalmuto. Un’occasione per la famiglia Arrostuto per ringraziare le tante attestazioni di vicinanza e stima ricevute in questi giorni

Gaspare Arrostuto il 27 luglio del 2019 in occasione della mostra antologica organizzata nella sua città (Foto di Salvatore Picone)

Una vita spesa nell’insegnamento, con passione e dedizione. Hai diffuso la cultura dell’arte e del bello in tante generazioni di Racalmutesi. Saranno in tanti a ricordarti, per il tuo rigore e per il tuo senso del dovere, ma anche per la tua passione e per il tuo sapere coinvolgere. Ciao Professore Arrostuto, sono sicuro che hai lasciato qualcosa nella memoria dei tanti tuoi ex alunni e che continuerai a disegnare, a modellare e a insegnare.

Con queste parole sabato scorso la famiglia ha annunciato la triste notizia. Sono/siete stati in tanti a esprimere un pensiero, un ricordo, affidato ai social. Grazie a tutti.

Diverse generazioni di Racalmutesi se lo ricorderanno, quando attraversava i corridoi della scuola media, per raggiungere le varie classi, sempre impeccabile, vestito e cravatta immancabili, quasi una divisa, quale segno di rispetto verso un ruolo, quello dell’insegnante, che in quegli anni veniva vissuto e veniva percepito in maniera certamente diversa da come viene vissuto e percepito oggi. Gli venivano riconosciute autorevolezza e carisma. L’autorevolezza derivava dal rigore e senso del dovere che, in ogni occasione, non mancava di emergere. Il carisma derivava dalla passione con cui riusciva a trasmettere il suo amore per l’arte e dalla semplicità con cui creava forme, figure, ombre e chiaro scuri.

Gaspare Arrostuto, busto-autoritratto (Per gentile concessione della famiglia)

La scena frequente e ricorrente tra i banchi, che viene ricordata da tanti ex alunni, era sempre la stessa: Professore, non mi riesce….. anzi, Pressù nun m’arrinesci. E lui, con una semplice matita e con pochi e, apparentemente, semplici tratti, aggiustava, completava… creava.

In questa triste occasione, tanti ex alunni e tanti ex colleghi hanno lasciato un pensiero, in cui ricorre, costante, il tratto caratteriale del professore Arrostuto: sobrietà e fermezza nello stile, discrezione, persona per bene, corretto, serio e disponibile, bravissimo insegnante, cordiale con tutti, persona straordinaria ed esemplare, maestro di sapere e di vita.

In questa triste occasione, gli amici di Malgrado tutto, hanno sintetizzato bene il tratto essenziale del suo carattere: “nel silenzio ha contribuito alla crescita umana della nostra comunità”.

Proprio vero…. nel silenzio, il suo era un carattere schivo, discreto, mai invadente. Ed ha veramente contribuito alla crescita della nostra comunità, in un percorso di più di quaranta anni di insegnamento.

Un aspetto apparentemente in contraddizione, con il suo atteggiamento austero, serio, inappuntabile, emergeva in ambito familiare. Con i suoi nipoti era alla pari. Per i suoi nipoti era semplicemente Lillo. Non nonno Lillo… Lillo.

Ancora un ricordo, magari meno noto, della vita del professore Arrostuto, è collegato alla sua frequenza abituale del Circolo Unione, di cui non ha mai smesso di essere socio, pur non potendolo più frequentare da anni. Proprio il signor Melino Campanella, venuto anche lui a mancare in questi giorni, l’ultimo custode del Circolo di li ‘Ddo, come lo ha definito Malgrado tutto, veniva puntualmente a raccogliere la quota.

Il ricordo richiama alla memoria quelle partite a carte, che vedevano spesso seduti allo stesso tavolo il prof. Arrostuto, il prof. Romano, il prof. Giangreco e il prof. Di Naro. È difficile aggiungere commenti: quattro persone di altri tempi, tra di loro diversi, ma con tanti punti di contatto, legati da una profonda stima e amicizia.

Il gioco preferito era lo scopone scientifico. L’amicizia che li legava era molto forte… ma guai a sbagliare una mossa, guai lasciare sotto scopa… si rischiava di perdere non solo la partita, ma anche parte di quella compostezza e austerità che li accomunava… meno male che il tutto si consumava dentro le mura del Circolo Unione.

Ora, caro professore, avrai tutto il tempo per continuare a insegnare e a incidere nelle nostre vite e nel ricordo di tutti quelli che ti hanno conosciuto e che ti hanno apprezzato. Magari ritroverai i tuoi vecchi amici e un tavolo per organizzare una partita di scopone scientifico, …e guai a sbagliare una giocata!

Grazie, grazie per tutto quello che hai fatto. I tuoi ex alunni, tutti quelli che ti hanno conosciuto, i tuoi amici, la tua famiglia.

1 commento

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    Caro Professore, un caro abbraccio e grazie per tutto quello che ci ha insegnato. Farà per sempre parte dei miei ricordi di alunno, di quel periodo splendido che le scuole medie mi hanno lasciato dentro. Grazie di tutto.

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