Grotte, sarà intitolata alle “Madri Costituenti” la Villetta Comunale del Belvedere

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Approvata in Consiglio comunale la proposta del Gruppo consiliare di maggioranza

A Grotte sarà intitolata alle “Madri Costituenti” la Villetta Comunale del Belvedere. Lo ha deciso ieri il Consiglio comunale che ha approvato la mozione presentata dal Gruppo consiliare di maggioranza.

La presente mozione – ha spiegato il capogruppo Roberta Di Salvo – scaturisce dall’accoglimento di una proposta di sensibilizzazione inviata a tutti i comuni italiani dall’Associazione Italiana “Toponomastica Femminile” e fortemente sostenuta dall’Associazione Italiana Comuni Italiani (ANCI). Grazie alla sensibilizzazione operata in tutto il territorio nazionale dalle volontarie di Toponomastica femminile, l’indice di femminilizzazione delle nostre strade sta gradualmente crescendo e ne emerge finalmente un immaginario femminile che fino a questo momento è stato relegato ai margini della memoria. Ricordare queste figure di valorose donne su una targa non è solo riconoscerne il valore – ha detto Roberta Di Salvo – ma è offrire uno strumento alle giovani generazioni per coltivare la stima verso un genere sottovalutato, vilipeso e aggredito e, nel contempo, un aiuto per la loro conoscenza della Storia tutta. Consapevoli anche dell’importanza riservata alla tematica inerente la parità di genere a nome del gruppo consiliare di maggioranza si è deciso negli scorsi mesi di ricordare le 21 donne che nel 1946 furono elette all’Assemblea Costituente e che con il loro impegno incisero profondamente nella storia del nostro Paese, intitolando a tal proposito la Villetta Comunale della “Zona Belvedere” alle “Madri della Costituzione” definite anche  “Madri Costituenti”.

“Il 2 giugno 1946 – ha ricordato Roberta Di Salvo – gli Italiani e, per la prima volta, le Italiane, si recavano alle urne per scegliere tra la repubblica e la monarchia e per eleggere i e le componenti dell’AssembleaCostituente. Furono 21 le donne elette su 556 Costituenti: Maria Agamben Federici, Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter Jervolino, Nadia Gallico Spano, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angelina Livia Merlin, Angiola Minella, Rita Montagnana, Maria Nicotra Fiorini, Teresa Noce, Ottavia Penna, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio. Venivano dal Sud, dal Nord e dal Centro del Paese, quasi tutte lavoravano e possedevano titoli di studio alti: 14 erano laureate, molte le professoresse, due le giornaliste, una sindacalista e una casalinga. Nove militavano nel partito della democrazia cristiana, nove nel partito comunista, due nel partito socialista, una nel partito dell’Uomo Qualunque. Tutte avevano alle spalle storie d’impegno sociale e politico e alcune anche esperienze da combattenti, di lotta partigiana, di carcere per attività antifascista, di esilio o di deportazione nei campi di concentramento nazista. Delle ventuno deputate, cinque – Ottavia Penna, Maria Federici, Nilde Iotti, Angelina Merlin e Teresa Noce – parteciparono ai lavori della “Commissione dei 75”, incaricata dall’Assemblea Costituente di elaborare la proposta di Costituzione da discutere  in plenaria”.

“Il contributo femminile – ha sottolineato la Di Salvo – fu straordinario: le neo-elette parlavano in nome dei partiti ma anche in nome delle donne, rappresentando istanze ‘trasversali’ a tutti i gruppi e a tutti i programmi politici. Il loro lavoro non era facile, su di loro era alta l’attenzione ma anche la diffidenza. E le Costituenti risposero con una linea politica nuova, differente, “di genere”. Partecipare ai lavori della Costituente diede loro l’occasione di lavorare per la conquista di una cittadinanza femminile realmente simmetrica. In tempi in cui le donne erano sottoposte alla patria potestà, non accedevano a molti ruoli della Pubblica Amministrazione e la disparità salariale uomo-donna era prevista dalla legge, le neo-deputate sostennero il diritto a pari opportunità e l’uguaglianza tra i sessi sia nel campo lavorativo che in quello familiare. Furono loro affidati specialmente, ma non solo, i temi della famiglia, della maternità e dell’infanzia ritenuti “più femminili”. I documenti delle Commissioni confermano che operarono con rigore e in modo solidale, equo, guidato da un forte senso della giustizia. Portano chiaramente il loro segno l’art. 3 che disciplina il principio di uguaglianza, l’art. 37 che tutela il lavoro delle donne e dei minori, l’art. 29 che riconosce l’uguaglianza tra i coniugi, l’art. 30 che tutela i figli nati al di fuori del matrimonio, l’art. 51 che garantisce alle donne l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive”.

Attraverso tale mozioneha concluso Roberta Di Salvo – il Gruppo Consiliare di Maggioranza propone all’intero Consiglio Comunale di ricordare le 21 Madri Costituenti, in quanto costituiscono un modello straordinario di politica alta, vera: la politica che ha idee e ideali, vissuto, onestà, al servizio della comunità”.

Lo scorso sabato, in occasione della cerimonia di intitolazione del Centro Polifunzionale di Grotte a Stella Castiglione, la referente regionale dell’Associazione Toponomastica Femminile, Ester Rizzo, aveva rivolto un appello all’Amministrazione e al Consiglio comunale affinchè un luogo del paese venisse intitolato proprio alle Madri Costituenti.

Foto in evidenza da internet

 

 

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