Grotte, emergono dalla polvere due secoli di storia del paese

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Nel bicentenario dell’autonomia amministrativa, approda al “Roncalli” una mostra di documenti di inestimabile valore. L’avvincente racconto agli studenti di Mimmo Butera e Gianni Lombardo. 

 

Gianni Lombardo e Mimmo Butera tornano tra i banchi di scuola, stavolta non come studenti, ma come esperti, per condividere con i ragazzi del Roncalli “Due secoli di autonomia amministrativa”.

Amici da sempre, Gianni e Mimmo, un tempo militavano nello stesso partito, “prima che il partito diventasse democratico”, sottolinea il dottore Butera. Ma al di là degli interessi politici, i due hanno avuto sempre un interesse comune: la passione per la storia, la storia patria, la storia di Grotte.

“Lui dice Mimmo Buterain maniera più approfondita perché è un cultore dell’archivio, dei documenti. Io in modo più generico perché la storia mi è sempre piaciuta”.

Proprio per questo il dottore Lombardo e il dottore  Butera si sono incontrati per mettere a frutto le loro conoscenze. Ci sono voluti anni di lavoro, tra la polvere e l’odore acre di rinchiuso, ma alla fine dalle mille carte, oggi custodite nei magazzini della biblioteca comunale, sono emersi dei veri e propri tesori, documenti di inestimabile valore che hanno permesso ai due cultori di ricostruire due secoli di storia.

Gianni Lombardo

“Premettodice Gianni Lombardoche non sono né uno storico né un ricercatore, ma dapprima per lavoro e successivamente per passione ho contribuito alla costituzione, catalogazione e conservazione delle migliaia di carte che costituiscono il ricco archivio storico comunale”.

Così, nel bicentenario dell’autonomia amministrativa di Grotte, a Lombardo e  Butera è venuta l’idea di proporre ai giovani la conoscenza della storia di Grotte attraverso i documenti conservati nell’archivio storico con i quali è possibile ricostruire le vicende della storia del paese.

“L’ Archivio storicocontinua il dottore Lombardoè il patrimonio culturale più importante che noi grottesi possediamo, per la sua unicità, per la quantità e la qualità dei documenti depositati, che ci consentono di conoscere la nostra microstoria che non è banale in quanto a Grotte sono avvenuti fatti che hanno avuto risonanza regionale e nazionale, il moto repubblicano 1868, per esempio, o lo Scisma del 1873, l’avvento dei Valdesi 1885, o il congresso dei fasci dei minatori del 1892”.

Per la prima volta, dopo anni di lavoro, le copie dei documenti originali, riordinate in maniera certosina su pannelli tematici, e alcuni dei registri degli atti amministrativi sono usciti dalla biblioteca comunale per essere condivisi con il giovanissimo pubblico del “Roncalli”. “In tal modo  vengono sottratti ad un oblio secolare – dice ai ragazzi Lombardo- e lo si fa perché abbiate conoscenza diretta delle nostre origini e possiate averne rispetto e cura in futuro”.

In un silenzio quasi religioso, pannello dopo pannello i ragazzi sono stati condotti nei meandri della storia di Grotte attraverso la conoscenza dei fatti che riguardavano la scuola dell’ottocento, l’emigrazione dei primi del novecento, i documenti prodotti dai vari rami dell’ amministrazione comunale autonoma, gli atti della ricostituzione dei partiti politici dopo la caduta del fascismo e la figura del sacerdote Luigi Sciarratta, personaggio e protagonista della vita religiosa, politica e sociale della seconda metà dell’ottocento.

Un percorso dinamico, interessante, ricco di curiosità. Poteva non esserlo, se vogliamo, ma Mimmo Butera lo ha presentato come tale.

“Gesualdo Bufalino- sostiene Butera-  dice che quando cerchi tra gli scaffali della biblioteca non devi cercare solo i poeti supremi, superiori, ma devi cercare anche l’odore delle vite esistenti e le pedate furtive della micro storia. Questo per dire che la micro storia è importante, perché è la storia quotidiana delle piccole realtà. E se non esistesse micro storia non potrebbe esistere, dice Leonardo Sciascia, la grande storia, perché dalla micro storia si va alla macro storia. Gesualdo Bufalino dice ancora che la vera storia è la storia che porta l’etichetta del lavoro e della fantasia dell’uomo comune. È questo che i ragazzi devono sapere ed è per questo che per presentare il nostro progetto abbiamo voluto incontrare per primi proprio i giovani”.

Gianni Lombardo e Mimmo Butera sono entrambi padri di due adolescenti. Sanno bene, dunque, che non sempre argomenti di questo spessore riescono a coinvolgere i ragazzi.

Mimmo Butera

“Avevo paurasottolinea Buteraonestamente temevo, che i ragazzi iniziassero a scuotere le teste, provocando noia e distrazione. E questo credetemi sarebbe stato il momento più imbarazzante che si potesse presentare. E invece no. I ragazzi sono stati particolarmente attenti. Forse perché l’argomento li ha appassionati o forse perché gli insegnanti hanno già trattato questi temi, anche se con una chiave completamente diversa”.

“Questa iniziativacommenta Santino Lo Presti, preside reggente del Roncalli – è stata estremamente importante, perché la storia è importante. Conoscere le proprie origini, il proprio passato, perché si porta un nome o un cognome ci restituisce un’identità. Ma è opportuno che i giovani siano consapevoli che le esperienze, fatte anche di errori, fanno la nostra storia. Si tratta di una storia che va recuperata e custodita, con ciò che c’è di buono e non, perché è comunque il nostro patrimonio, lo abbiamo costruito noi. Sono particolarmente grato a Mimmo Butera e Gianni Lombardo per il loro lavoro di ricerca e divulgazione. La loro è un’opera preziosa non solo per la scuola ma anche per tutta la collettività”.

E nel salutare i ragazzi, Lo Presti, a fine incontro dice: “Abbiate coscienza delle vostre radici e della nostra storia. E se anche uno di voi tornando a casa parlerà di questo incontro, delle cose che avete scoperto, della vostra storia, allora significa che la scuola oggi ha fatto un buon lavoro”.

foto Giovanni Russo

 

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