Grotte e dintorni, quando l’arte può salvare le sorti di una piccola comunità

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Le viuzze del centro storico si rianimano. Straordinario successo dell’evento “La Botte e il Torchio”, organizzato dalla Pro Loco. Le installazioni di Giuseppe Cipolla.

vino grotte uno

Quando si dice che l’arte può salvare le sorti di una piccola comunità, di un paese, di un territorio, solitamente si ha la sensazione che si tratti – parafrasando un grande critico come Adolf Loos –  di “parole nel vuoto”. Parole che solitamente saltano alla ribalta durante le tornate elettorali, le campagne pubblicitarie più o meno politicizzate. Parole, in alcuni casi, che addirittura non fanno neanche minimamente breccia in luoghi e centri ingiustamente isolati dai grandi sistemi dell’arte contemporanea – salvo alcune eccellenti eccezioni, come il caso delle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento o il Farm Cultural Park di Favara.

grotte vino 1

Due casi isolati, appunto, ma straordinariamente fortunati e di spicco nell’intero mondo delle arti visive non soltanto regionali. Due esempi dove, fortunatamente, altro che “parole” ma “fatti” concretissimi contribuiscono a veicolare la cultura visuale attraverso l’interazione tra arte del Novecento e centro storico, tra moderno e antico. Ma tutto questo, come noto, nasce dall’idea onerosa e lungimirante di due notai, che hanno investito risorse economiche e passione. Ma d’altronde anche fuori dalla provincia i rari esempi di eccellenza dell’arte contemporanea nascono e sono sorti da idee di imprenditori, si pensi alla straordinaria storia della Fiumara d’Arte e dell’Albergo Museo di Castel di Tusa dell’imprenditore Antonio Presti.

Questo preambolo breve per porre almeno due quesiti:

1) Davvero l’arte può salvare il turismo nel nostro territorio o sono e saranno soltanto “parole nel vuoto”?

2) La concreta realizzazione di realtà valide per l’arte contemporanea davvero passa soltanto attraverso l’encomiabile sforzo di singoli uomini facoltosi o magari può realizzarsi anche con sforzi collettivi attraverso operazioni poco dispendiose?

Dalle parti di Regalpetra e dintorni, recentemente il Natale ha messo in luce una serie di iniziative che lasciano intendere di si.

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Ci riferiamo all’evento Mnemosyne realizzato dal gruppo di Rudere Project al Castello Chiaramontano di Racalmuto, con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, dell’Assessorato alla Cultura di Racalmuto. Un evento di grande impatto visivo che ha permesso, con pochi ma intelligenti interventi artistici, di riaprire e valorizzare le sale non ristrutturate del castello. Un’idea del comitato scientifico del Castello Chiaramontano nominato recentemente dal Sindaco Emilio Messana composto da alcuni docenti dell’Accademia di Belle Arti: Giuseppe Agnello, Sergio Amato, Giuseppe Cipolla e dagli artisti Piero Bajamonte e Nicolò Rizzo. Un’idea, va ricordato con lode, “a costo zero”, che potrebbe aprire il varco all’arte contemporanea nel paese di Sciascia, che tanto amava le arti visive, senza mecenati ma con tante idee.

vino grotte due

Anche nella vicina Grotte qualcosa di inusitato al riguardo pare che stia accadendo. Ne abbiamo riprova nell’evento di ieri sera, con l’evento insieme enogastronomico e artistico “IN VINO VERITAS Iª EDIZIONE DEL CONCORSO ENOLOGICO LA BOTTE E IL TORCHIO”, patrocinato dalla Regione Siciliana, Assessorato al Turismo  Sport e Spettacolo e organizzato dall’Associazione Proloco  Herbessus di Grotte, presieduta da Franco Vizzini.. Un evento volutamente organizzato nei suggestivi spazi del centro storico – o di quel che rimane di esso – della antica Herbessus, nei dintorni del centro polifunzionale San Nicola, che ha avuto l’obiettivo di fondere la cultura visiva con la cultura enogastronomica, rivitalizzando attraverso le installazioni artistiche di Giuseppe Cipolla un ritrovato percorso nei vicoli e tra le case diroccate di Grotte. Anche questa rientra tra le idee “low cost” che ci invogliano a pensare che le risposte ai quesiti di cui sopra non sono tanto peregrine. E ci invogliano a credere e a sperare che anche nel nostro territorio non si tratti solo di “parole nel vuoto” ma di “colori nei muri”, colori forieri di una rinnovata cultura artistica che possa risvegliare i nostri “vilipesi” centri storici.

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