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Grotte, “c’era una volta l’uomo”. Oggi la politica è donna

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Se quanto avvenuto a Grotte fosse preso a modello, potrebbe dare una svolta alla politica italiana. Sette donne, su dodici, al Consiglio comunale e tre assessori, su quattro, in Giunta. Domani la prima seduta del nuovo Consiglio comunale.

In alto, da sinistra: Giada Vizzini (consigliera), Mirella Salvaggio (assessore), Mirella Casalicchio (consigliera); al centro, da sinistra: Roberta Di Salvo (consigliera), Miriam Cipolla (assessore), Lucia Lombardo (consigliera); in basso, da sinistra: Salvatrice Morreale (consigliera), Jessica Arnone ( consigliera), Annamaria Todaro (consigliera e assessore).

Una notizia che ha fatto scalpore ed anche il giro del mondo e’ stata quella che in Spagna il nuovo Governo è composto per due terzi da donne: 11 ministre e 6 ministri.

Rosalba Cimino

Anche a Grotte, in provincia di Agrigento, il Consiglio comunale è composto per due terzi da donne: 7 consigliere e 4 consiglieri. Ovviamente la notizia non farà il giro del mondo ma sicuramente, in provincia, è una notizia da record se aggiungiamo che tre degli assessori designati dal nuovo sindaco Alfonso Provvidenza sono donne e che per la prima volta in assoluto, una donna, Rosalba Cimino, nella storia politica del paese è stata eletta parlamentare nazionale.

Così un Comune di circa 5600 abitanti ha deciso di premiare il genere femminile e di riporre in esso la fiducia per un’amministrazione della “res pubblica” capace di migliorare il territorio.

Il  sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza

“Questo risultato – commenta il sindaco Provvidenzarappresenta per il Comune di Grotte un momento di particolare soddisfazione per l’intera comunità ed un esempio da seguire considerato che, nonostante anni di impegno per la promozione della parità di genere, continua a resistere anche nel mondo politico quel «soffitto di cristallo» che impedisce alle donne di raggiungere le posizioni apicaliNel 2017 l’Italia si è collocata al 29° posto per quanto concerne la presenza di donne al governo e, pertanto, auspico che quanto è accaduto a Grotte possa costituire l’inizio di una vera e concreta inversione di tendenza. Rivendico, quindi, con orgoglio la scelta di tre Assessori donne nella mia Giunta”.

Certo questo risultato non può incidere significativamente sui dati nazionali che continuano ad evidenziare una presenza minoritaria delle donne in politica, ma merita attenzione e divulgazione.

E se è pur vero “che una rondine non fa primavera”, l’esempio di Grotte, se preso a modello, potrebbe dare una svolta alla politica italiana.

Ci auguriamo che queste nuove amministratrici credano tenacemente nella politica come occasione di progresso civile, di riscatto morale, di inclusione, di rispetto della diversità, di solidarietà, di pace: obiettivi che non hanno colori e bandiere ma che appartengono all’umanità intera.

Grotte, Piazza Umberto e Palazzo comunale

E ci auguriamo inoltre che non dimentichino e che prendano ad esempio la grande dignità delle prime politiche italiane: dalle Madri Costituenti a Tina Anselmi, dalle prime parlamentari dell’ARS alle prime  sindache siciliane come Vittoria Giunti e Anna De Maio.

Donne, che al di là delle appartenenze partitiche diverse, hanno lottato per l’affermazione della giustizia sociale, per il rispetto della dignità umana e dei diritti delle donne e che hanno convogliato tutte le loro competenze e le loro energie per migliorare il territorio in cui operavano.

Alle amministratrici di Grotte auguriamo di cuore “Buen Trabajo”

 

 

 

 

 

 

 

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