“Gli artefici del degrado urbanistico del centro storico sono gli alleati di Pagliaro”

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Racalmuto. Il sindaco Emilio Messana replica all’intervento del Consigliere comunale del Gruppo “Racalmuto prima di tutto”.

Il sindaco Emilio Messana e il Consigliere Sergio Pagliaro

In un intervento pubblicato ieri dal nostro giornale, il Consigliere comunale del Gruppo “Racalmuto prima di tutto” Sergio Pagliaro ha criticato duramente l’operato del sindaco Emilio Messana, rimproverandogli, tra l’altro, di essere “incapace di programmare, di progettare e di decidere..”.  Oggi arriva la replica di Messana.

“Il consigliere Pagliaro – scrive il sindaco di Racalmuto – mi rimprovera di non aver partecipato alla manifestazione a Caltanissetta per la riapertura dei cantieri lungo la 640. Quel sabato mattina avevo convocato una riunione con i tecnici per valutare il bando  regionale che assegna contributi a fondo perduto per interventi edilizi e migliorie tecnoclogiche nei teatri siciliani. Mi auguro che con altrettanto puntiglio saprà ricordare e salutare la tante altre occasioni in cui il sindaco di Racalmuto è stato e sarà in prima fila per promuovere gli interessi della nostra terra: precari, acqua, rifiuti, sicurezza, per citarne alcuni”.

“Il consigliere Pagliaro, sfiduciato recidivo, nei proclami che preludono all’imminente campagna elettorale –continua Messana  dovrebbe guardarsi bene intorno. Si accorgerebbe che gli artefici dell’abbandono e del degrado urbanistico del nostro centro storico, con la conseguente crisi delle attività commerciali, sono proprio i suoi padrini politici, i suoi alleati. Quarant’anni  fa furono i vari Bongiorno, Gueli, Sardo, a strangolare il centro storico, pianificando lo sviluppo urbanistico oltre il ponte del Carmelo. L’insediamento deĺle cooperative edilizie portò lì le giovani coppie a migliaia, con il progressivo svuotamento, decennio dopo decennio, del centro storico e il conseguente spostamento delle attività commerciali dal corso principale nella zona nuova. Il centro storico soffre perché i residenti si sono ridotti e la responsabilità politica è di chi quando governava ha preferito immaginare Racalmuto a Bovo e in c.da Piedi di Zichi, piuttosto che preoccuparsi del cuore di Racalmuto.

“Oggi viviamoprosegue il sindaco di Racalmutouna congiuntura economica difficile, un calo demografico, una politica fiscale che colpisce le proprietà immobiliari. Nonostante le misure che incentivano le ristrutturazioni di immobili, nonostante il Piano di Recupero vigente nell’area Castello Fontana, gli investimenti privati nel centro storico languono. Questa amministrazione, con il consenso di tutto il Consiglio Comunale, ha affrontato il problema, dirottando i fondi Anas sulla riqualificazione degli spazi del centro storico, per rigenerare un ideale percorso turistico che dalla Fondazione Sciascia giungesse fino al Raffo, passando per la Via Vittorio Emanuele, la Villa Matrona, la Piazza Crispi, il Castello, la Piazza Barona. Naturalmente i cantieri hanno provocato disagi ed è giunto il momento di affrontare il nodo del traffico e dei parcheggi per le auto. Da una parte la rinascita di molti centri storici è collegata alla creazione di isole pedonali e alla limitazione del traffico, per esaltare le nostre bellezze architettoniche, dall’altra gli insediamenti abitativi oltre il ponte del Carmelo richiedono lo spostamento in macchina per raggiungere il centro storico. Ho già dato disposizione alla Polizia Municipale di intensificare i controlli sul disco orario da dopo San Pasquale fino alla Cremeria Parisi, così da consentire la sosta lungo il corso principale solo per periodi brevi. L’obiettivo è di agevolare le attività commerciali e i cittadini che si spostano in auto per fare acquisti o per fare commissioni, mentre chi vorrà passeggiare, andare nei circoli, andare al lavoro, per più di un’ora, dovrà posteggiare altrove.

“La crisiconclude Emilio Messana viene da lontano e va affrontata con scelte ed azioni concrete, facendo tesoro degli errori del passato e non sparando a zero su chi governa, spalleggiati da chi quando era al potere ha perseguito una visione dello sviluppo urbanistico della città rivelatasi esiziale per il centro storico”.

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5 Responses to “Gli artefici del degrado urbanistico del centro storico sono gli alleati di Pagliaro”

  1. Lillo Bongiorno Rispondi

    06/02/2019 a 11:54

    Povero ragazzo disperato, abbandonato da tutti per la sua inadeguatezza, non potendo parlare del presente per i guasti ed i danni causati al paese dalla sua inerzia, torna indietro di ben 40 anni. Alla prossima nota Messana, probabilmente, arriverà …alle guerre puniche.

    Lillo Bongiorno

  2. Giuseppe Guagliano Rispondi

    06/02/2019 a 22:31

    Caro Emilio per onestà intellettuale quando attribuisci responsabilità politiche per fatti amministrativi di qualche decennio fa, non puoi escludere persone a te vicinissime, su tutti Federico Martorana e Totò Sardo. Ma le questioni e le domande sono altre! Devi spiegare le motivazioni per cui hai deliberatamente e sistematicamente impedito la realizzazione di quel programma elettorale votato dai Racalmutesi e con cui si sarebbero potute affrontare tante questioni, centro storico compreso. (Un esempio su tutti la proposta di seguire l’esempio di alcuni comuni, in cui sono state messe in vendita case ad 1 € con l’obbiettivo di favorire gli investimenti, il risanamento del centro storico, e il ripopolamento, con il conseguente maggiore gettito fiscale per l’Ente). Vi è poi la scandalosa e dannosa vicenda del mancato allargamento del cimitero! Già dall’insediamento disponevi di 550.000 € versati dai cittadini. Un sindaco con un minimo di coraggio,di considerazione e rispetto verso la politica che lo aveva eletto e lo voleva collaborare, avrebbe dovuto e potuto realizzare i lavori di urbanizzazione ( con le imprese locali) nel giro di 12/18 mesi per poter procedere all’assegnazione dei lotti a più di 200 richiedenti, così da innescare in questi anni un giro economico di almeno 5 ml di €. Una enorme boccata di ossigeno x l’economia del Paese! E potremmo continuare per tantissimi altri impegni disattesi, tra cui l’imbarazzante inerzia,disorganizzazione e disinteresse nel partecipare ai tantissimi bandi andati persi per decine e decine di ml di €!……

  3. Angelo Sardo Rispondi

    07/02/2019 a 10:05

    Caro Emilio,leggendo il tuo articolo mi viene in mente una cosa: come mai solo pochi anni fa (soltanto cinque )non ti facevano schifo i voti dei vari Bongiorno,Gueli,Milioto,Martorana (dei Sardo no perché eravamo alternativi alla tua candidatura) e solo oggi a distanza di tanto tempo vai a rimescolare cose di più di 40 anni fa ? Ho l’impressione che forse hai qualche disturbo di senilità precoce per cui dimentichi facilmente quello che ti fa comodo e in alternativa rimembri cose lontane……meno male che sei al capolinea.Angelo Sardo

  4. Emilio Messana Rispondi

    07/02/2019 a 12:52

    Carissimo Angelo, non rinnego nulla e ho grande rispetto per tutti gli uomini da te citati. Ho solo replicato ad una nota, spiegando che lo spopolamento del centro storico è figlio soprattutto di scelte politiche compiute negli anni passati anche da chi oggi pensa di addebitarle esclusivamente al tempo presente. Penso siano temi importanti, che nessuno, a maggior ragione nell’imminente campagna elettorale, può svilire in una polemica strumentale.
    Quanto al capolinea, prima o poi arriva per tutti. Un caro saluto, Angelo.

  5. Emilio Messana Rispondi

    07/02/2019 a 12:57

    Lillo Bongiorno con due battute ad effetto si scrolla di dosso quel tempo che lo ha visto protagonista.
    Si sottovaluta: quella stagione, la sua, per il centro storico si è rivelata improvvida.
    Le scelte di quella classe di governo, per esempio, hanno creato le premesse del superbo complesso parrocchiale in C.da Piedi DI Zichi e della progressiva chiusura di quasi tutte le parrocchie del centro storico, del mercato nelle nuove aree urbanizzate, lontano dal centro storico.
    Il passato insegna al presente come comportarsi per il futuro.
    Lillo Bongiorno, invece, sembra Dorian Gray, si vede solo al presente, senza il peso e la responsabilità politica degli anni.
    Forse per questo mi chiama “ragazzo”: pensa che anche per me il tempo non passi mai.
    Bontà sua, non lo sono più da tempo.

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