Giuseppe Marchica, anche Favara al Raduno Mondiale degli Scout

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Giuseppe è stato uno dei tanti giovani italiani a sventolare il tricolore tra i 40.000 scout partecipanti al 24° Jamboree, svoltosi negli Stati Uniti. “Ci siamo sentiti non sfruttatori ma custodi della Natura”

Giuseppe Marchica

Tra i 40.000 scout che hanno animato il  24° Jamboree Mondiale, che si è appena concluso negli Stati Uniti, nella Bechtel Reserve, c’era anche il favarese Giuseppe Marchica, 19 anni, in rappresentanza del gruppo Favara 1. E’ stato uno dei tanti ragazzi italiani a sventolare il tricolore durante le cerimonie ufficiali che si sono svolte in un’area di 4.000 ettari di proprietà dei Boy Scout of America, in West Virginia, a circa 4 ore e mezza da Washington D.C.

Come tutti i Jamboree precedenti, anche quella targata 2019 è stata un’occasione speciale ed irripetibile per tanti ragazzi e tante ragazze, non solo italiani, ma provenienti da ogni parte del pianeta. “Una di quelle esperienze –ci dice il giovane Giuseppe Marchica, cresciuto tra campi scout e libri di latino e greco, avendo già acquisito la maturità classica – che rimangono impresse, che ti porti sempre”.

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Il motto dell’edizione che ha avuto luogo dal 22 luglio al 2 agosto, è stato  “Unlock a new world”, ovvero “Sblocca un mondo nuovo”, la cui traduzione letterale indica  “aprirsi ad un mondo nuovo, a nuove avventure, a nuove culture e nuove amicizie”. Quello lanciato dagli oltre 40.000 scout è un invito al Mondo ad aprirsi a nuove avventure, a nuove amicizie, a conoscere nuove culture

Guardare, insomma,  il mondo con “nuovi occhi” e, insieme, costruire un mondo nuovo. Il Jamboree americano si è posto come obiettivo quello  di offrire l’opportunità di mettere a confronto una generazione che possa cercare di trovare insieme quelle chiavi di lettura per affrontare le difficoltà che ancora oggi impediscono la collaborazione tra popoli. Adventure, Friendship, Leadership, Service, Sustainability sono state le parole-chiave del Jamboree del 2019.

Infatti tra gli obiettivi principali sicuramente c’è  quello di vivere e sperimentare l’avventura a 360°, all’aria aperta; conoscere nuove persone, nuove culture, nuovi stili di vita e nuovi modi di vivere lo scoutismo, scoprire come le differenze possono arricchirci e fare crescere. Ed ancora il Jamboree è un esercizio costante di partecipazione attiva, cittadinanza attiva, azione e impegno giovanile. I partecipanti infatti non sono stati in questi giorni americani semplici fruitori delle attività ma hanno sviluppato capacità di leadership, nel vivere e nel costruirsi da protagonisti le loro giornate al campo.

“Siamo stati  immersi all’interno di una riserva –ci dice Giuseppe Marchica- imparando a rispettare la Natura sotto ogni punto di vista. Ci siamo sentiti non sfruttatori ma custodi della Natura”. Prima di partire per l’avventura statunitense, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva accolto una delegazione di scout italiani affidando il seguente  messaggio: “Vivere insieme nei valori aiuta a costruire un mondo migliore”.

Anche il  Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli ha mandato un messaggio di saluto a tutti i partecipanti del Jamboree con l’augurio di vivere una splendida esperienza e portare il messaggio di un Mondo più giusto e solidale.

Compito adesso dei 40.000 scout sarà quello di condividere, in ogni parte del mondo, ad amici, compagni di scuola, conoscenti questa magnifica ed unica esperienza formativa, perché questi valori condivisi non possono rimanere relegati nei 4.000 ettari in West Virginia.

Nelle foto alcuni momenti del Raduno

 

 

 

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