Giornate FAI di Primavera tra Agrigento e Favara

da | 19 Mar 22

Giuseppe Taibi, Capo Delegazione Fai Agrigento: “Con le Giornate FAI di Primavera vogliamo riaccendere la speranza ed indicare con coraggio la luce oltre la pandemia, la guerra”.

Giardino della Kolymbethra

Sabato 26 e domenica 27 marzo tornano, tra Agrigento e Favara, le Giornate FAI di Primavera. Il programma sarà presentato martedì 22 marzo, alle 10,30, nel corso di una conferenza stampa che si terrà nell’Aula Consiliare “Luigi Giglia” del Libero Consorzio Comunale di Agrigento.

I luoghi aperti che si potranno visitare

Agrigento

Scala Reale e Alloggio Prefettizio del Palazzo della Provincia;

Esposizione storico – documentale della Polizia di Stato”, Palazzo Beppe Montana sede della Questura di Agrigento;

Palazzo della Camera di Commercio;

Circolo Empedocleo;

Giardino Botanico;

Giardino della Kolymbethra;

Tempio di Vulcano e Treno Storico.

Favara

Biblioteca- Museo barone MendolaFondo antico;

Palazzo Micciche’- Human Forest;

Il volto di Sofia (Castello di Favara).

“Proteggere, conservare e valorizzare il patrimonio culturale – sottolinea Giuseppe Taibi, Capo Delegazione Fai Agrigento – aprendolo al pubblico e invitando tutti gli italiani a conoscerlo e frequentarlo: questa è la missione del FAI che, proprio in questi tempi bui, trova un senso ancor più profondo e una funzione ancor più necessaria e urgente. Tante le iniziative in programma grazie alla collaborazione tra Istituzioni ed Associazioni e con le tante scuole coinvolte. Saranno, infatti, 11 gli istituti scolastici che parteciperanno, 8 di Agrigento e 3 di Favara, con gli studenti Apprendisti Ciceroni, ragazzi che avranno l’occasione di accompagnare il pubblico alla scoperta del patrimonio di arte e natura del proprio territorio e di sentirsi direttamente coinvolti nella vita sociale, culturale ed economica della comunità, diventando esempio per altri giovani in uno scambio educativo tra pari. Con le Giornate FAI di Primavera – conclude Giuseppe Taibi – vogliamo riaccendere la speranza ed indicare con coraggio la luce oltre la pandemia, la guerra e la crisi climatica”.

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