Fondazione Sciascia. Felice Cavallaro lasciato fuori dal Cda

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FONDAZIONE. Terremoto nel Cda della Fondazione Leonardo Sciascia: il consigliere Felice Cavallaro estromesso con un cavillo burocratico. Il sindaco Vincenzo Maniglia: “La delibera della sua nomina non è mai stata pubblicata ufficialmente, per noi non risulta eletto”. Sabato 18 maggio a Palermo prima riunione del Cda: presenti Maniglia, l’assessore alla Cultura Enzo Sardo i generi di Sciascia Nino Catalano e Salvatore Fodale. Lo scontro interno al consiglio si risolve così con la defenestrazione di Cavallaro, il quale non è stato nemmeno avvisato

Un cavillo burocratico risolve il conflitto interno al Consiglio d’amministrazione della Fondazione Leonardo Sciascia. Uno stratagemma formale serve a “licenziare” Felice Cavallaro, votato nel febbraio 2015 all’unanimità dal precedente Consiglio comunale di Racalmuto quale componente del Cda. Sabato 18 maggio, infatti, si è tenuta a Palermo una riunione del Cda alla quale hanno partecipato il sindaco di Racalmuto Vincenzo Maniglia, presidente della Fondazione, l’assessore alla Cultura Enzo Sardo, e i generi di Sciascia Nino Catalano e Salavtore Fodale. Cavallaro non è stato convocato.

Felice Cavallaro

“Non ne sapevo nulla. Preferisco non commentare” dice Cavallaro. Ma non è un semplice atto di scortesia istituzionale. Per il sindaco Maniglia Cavallaro non fa parte del Cda: “La delibera della sua nomina non è mai stata ufficialmente pubblicata, per noi non risulta eletto”. Insomma, negli ultimi quattro anni, secondo questa spiegazione, Cavallaro non avrebbe avuto alcun titolo per sedere nel Cda della Fondazione.

Una vicenda assurda e paradossale, quasi pirandelliana, altro che sciasciana. In realtà, la scusa formale risolve d’un colpo solo il conflitto che si era creato tra i rappresentanti della famiglia Sciascia (basta andarsi a rileggere la lettera di Salvatore Fodale pubblicata su questo giornale quasi un anno fa) e Cavallaro, accusato di “attivismo invasivo” perchè voleva smuovere l’immobilismo della Fondazione.

La nuova amministrazione Maniglia fa fuori Cavallaro, senza nemmeno una spiegazione al diretto interessato.

 

 

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