Fondazione Sciascia, dove chi si dimette invece resta

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POLEMICHE. Malgrado gli annunci pubblici, si scopre che il direttore letterario Antonio Di Grado non si è mai dimesso nè dal Cda nè dalla direzione. E anche il consigliere Salvatore Fodale che aveva comunicato di volersi dimettere resta al suo posto. Chi invece non si dimette, come Felice Cavallaro, viene allontanato

Come volevasi dimostrare, il professor Antonio Di Grado, direttore letterario della Fondazione Sciascia, non ha risposto alla gentile ed esplicita richiesta che gli avevamo fatto qualche giorno fa di dire la sua opinione sul metodo di allontanamento di Felice Cavallaro dal Cda della Fondazione. Forse non ha letto, ma sicuramente avrà visto la sua foto: gli manderemo l’articolo con una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Antonio Di Grado

D’altra parte il professor Di Grado sta nella Fondazione un po’ sì e un po’ no. Non può sapere cosa succede, anche perchè si è dimesso nell’aprile 2016 con tanto di annunci pubblici – sulla sua pagina facebook, su questo giornale e su altre testate – da ogni carica: dal Consiglio d’amministrazione e perfino da direttore letterario. “Credo nell’avvicendamento – aveva detto – e nel ricambio generazionale”. Belle parole, da imparare a memoria.

Alcuni mesi addietro, era filtrata la notizia che anche uno dei generi di Sciascia, Salvatore Fodale, aveva annunciato dimissioni. Ma pochi giorni fa abbiamo scoperto che non è vero. E se la notizia su Fodale poteva essere un errore giornalistico, anche le dichiarazioni rilasciate da Di Grado probabilmente erano un errore. Il sindaco di Racalmuto Vincenzo Maniglia, presidente della Fondazione, ha infatti spiegato il 12 settembre scorso in consiglio comunale che “si trattava di notizie infondate in quanto ad oggi Di Grado e Fodale sono componenti effettivi del Cda, non avendo gli stessi mai formalizzato le loro dimissioni”.

Che fine ha fatto il ricambio generazionale? E l’avvicendamento? Niente. Antonio Di Grado è subentrato ad Antonio Di Grado. O meglio: non si è mai mosso. E come possono essere “notizie infondate” le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Di Grado? Eppure, parola di sindaco, le dimissioni non sono mai state “formalizzate”.

L’unico che ha dovuto andarsene veramente è Felice Cavallaro, che non ha mai presentato dimissioni, ma che con uno stratagemma tartufesco è stato allontanato, con la scusa ridicola che la delibera del consiglio comunale che nel 2015 lo aveva votato all’unanimità non è mai stata pubblicata all’albo pretorio, quindi la sua nomina e i quattro anni di sua attività nel Cda non sono mai esistiti. Che ne pensa di questo metodo il professor Di Grado, al quale riconosciamo valore, onestà e senso morale?

Voglio dare un consiglio a Felice Cavallaro. Vuole tornare in Fondazione? Allora si dimetta, così potrà restarci per tutta la vita.

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